I 10 migliori film di Francis Ford Coppola

Francis Ford Coppola compie 80 anni il 7 aprile. Per festeggiare il compleanno del grande regista, Sky Cinema Due manda in onda alle 22:55 Dracula di Bram Stoker. Il capolavoro con Gary Oldman e Winona Ryder fa parte della top ten dei migliori film diretti dal cineasta nato a Detroit nel 1939. Scopri la nostra classifica.

"Penso che sia il momento della disperazione.  La vecchia familiare sensazione di non essere all'altezza e l'insicurezza. Scommetto che se nel mio diario cercassi col computer la parola insicurezza, salterebbe fuori molte volte. (...) La questione chiave,  per me, è cosa produce il mio lavoro? Sono uno scrittore? E in questo caso sono uno scrittore di racconti o un drammaturgo? Sono un regista, un pezzo grosso o uno sceneggiatore? Sono uno scienziato? Che cosa sono? Cosa sono capace di fare? (...) Proprio ora dal punto di vista creativo non ho progetti o sogni. Mi piacerebbe aver pronto Megalopolis per la fine del 1996, ma prima che possa diventare realtà ci sarà un grosso lavoro di scrittura da fare". Con queste parole Francis Ford Coppola parlava di sé e della sua carriera in un'intervista rilasciata il 17 luglio del 1992.

A distanza di 27 anni da questa dichiarazione, Coppola riuscirà forse a realizzare finalmente Megalopolis, il kolossal fantascientifico incentrato su un architetto deciso a costruire una città utopica. Ciò che sappiamo con certezza è che al Tribeca Film Festival di quest'anno verrà presentato Apocalypse Now: Final Cut, una nuova versione del capolavoro del regista nato a Detroit ma cresciuto in un sobborgo newyorchese . Ed è suggestivo che ciò avvenga alla vigilia dell'ottantesimo compleanno del cineasta. Perché, in fondo Coppola, è rimasto il bambino che armeggiava con il registratore sincronizzando la musica dei filmini familiari. Nonostante sia nato nel 1939 (suo padre Carmine, era il flautista dell'orchestra di Arturo Toscanini, sua madre, Italia, un'attrice), Francis ha conservato l'entusiasmo di quando a 18 anni divorava i film sii Ejzenstejn e non si perdeva una proiezione del Museum of Modern Art di New York. Per celebrare gli 80 anni di uno dei padri della New Hollywood ecco una classifica (in ordine cronologico decrescente) dei 10 migliori film firmati da questo autore capace di unire creatività e tecnologia, immagini e parole.

 

I Migliori di film di Francis Ford Coppola

Dracula di Bram Stoker (1992)

La voluttà della fedeltà al testo. Francis Ford Coppola rilegge il romanzo di Stoker con l'estetica e il piacere dei cineasti delle origini. L'amore non muore mai. Il cinema nemmeno.  "La Fatina Verde che vive nell'assenzio vuole la vostra anima." Al pari di un film in cui le lacrime e il sangue si confondono. Un cast in stato di grazia (su Tutti Gary Oldman) e tre Oscar: costumi (Eiko Ishioka), montaggio degli effetti sonori e trucco. Indimenticabile la struggente "Love Song for a Vampire" di Anne Lennox sui titoli di coda.

 

Tucker: Un uomo e il suo sogno (1988)

Da Frank a Frank, ovvero Coppola rende omaggio al cinema di Capra. Nel raccontare la vita di Preston Thomas Tucker, Francis mescola il biopic con la fiaba. L'epopea di Davide contro Golia, dell'uomo costretto a lottare contro le grandi compagnie automobilistiche è in fondo la metafora della carriera di Coppola e del suo rapporto con gli Studios hollywoodiani. Grande performance attoriale di Jeff Bridges, affiancato da Martin Landau, Elias Koteas e Frederic Forrest. Magnifica fotografia di Vittorio Storaro

 

Cotton Club (1985)

Francis Ford Coppola mescola a ritmo di Jazz, il gangster movie con il musical. il risultato è un fantastico cocktail inebriante come l'alcol ai tempi del proibizionismo. Richard Gere nel film suona realmente la cornetta grazie agli insegnamenti di Warren Wach Jr. Lo scenografo Richard Sylbert realizza una sontuosa ricostruzione della New York degli anni Venti. Tra Lucky Luciano e Dutch Schultz, il film, ispirato all’omonimo libro fotografico di James Haskins è un omaggio postmoderno a Broadway e a Hollywood con un Diane Lane affascinante e bravissima.

 

Rusty il selvaggio (1983)

"Rusty James, ogni tanto qualcuno vede il mondo in modo diverso dalla gente comune, ma non vuol dire che è matto capisci? Una diversa e più acuta percezione delle cose non significa follia, benché a volte possa capitare che questa percezione porti a follia...". Con queste parole Dennis Hopper spiega a Matt Dillon perché sua madre non era una pazza. E in fondo il film rappresenta un modo assolutamente unico di raccontare la realtà. Girato in bianco e nero (tranne che per 3 inquadrature in compaiono i rumble fish), Rusty il Selvaggio è un viaggio nella provincia americana degli anni 60. Un omaggio a Easy Rider, dove però è la Paura a vincere sulla libertà. Straordinari sia Matt Dillon sia Mickey Rourke. Musiche indimenticabili di Stewart Copeland.

 

I ragazzi della 56a strada (1983)

Tratto, come Rusty il Selvaggio, da un romanzo di Susan Hinton, il film racconta la guerra fra due bande: I Greasers (poveri e proletari) e i Socs (teddy Boys della buona borghesia). La pellcola attraverso la quale Francis Ford Coppola ha  lanciato una generazione di attori: Matt Dillon, Ralph Macchio, C. Thomas Howell, Patrick Swayze, Rob Lowe, Emilio Estevez. Un tributo ai B Movie degli anni Sessanta, tra Il Selvaggio e gli Hell's Angels

Un sogno lungo un giorno (1982)

Un film in cui è la forma a essere contenuto. La trama è poco più che un pretesto, la banale storia di una coppia in crisi. Ciò che conta è l'epifania di immagini, emozioni che travolge lo spettatore, tra balletti, spericolati movimenti della macchina da presa. Mescolando la pellicola con il mezzo elettronico, Francis Ford Coppola ricostruisce Las Vegas in studio. Costato 27 milioni di dollari, Un sogno lungo un giorno è stato un disastro dal punto di vista commerciale, ma è un'opera da vedere assolutamente.

Apocalypse Now (1979)

"Non è un film sul Vietnam. E' il Vietnam". Parola di Francis Ford Coppola.  Sulle note di This is the end di Jim Morrison, un capolavoro assoluto, anche nella sua versione Apocalypse Now Redux.  Funestato da mille sventure produttive, un viaggio nel cuore di tenebra di conradiana memoria con un Marlon Brando calvo e pesante 110 chili che sussura: "L'Orrore, l'orrore".  Palma d'oro al Festival di Cannes, 3 Golden Globe, 2 premi Oscar (miglior fotografia e miglio suono). E alla fine siamo ancora soltanto a Saigon e ci risveglieremo di nuovo nella giungla.

 

il padrino Parte II (1974)

La saga della famiglia Corleone riparte da dove l'avevamo lasciata. Michael (Al Pacino) è il nuovo Godfather, il nuovo Padrino. Ma in questa seconda parte, vediamo attraverso una serie di flashback, il giovane Vito Corleone (interpretato da Rober De Niro che trascorse 6 settimane in Sicilia per imparare il dialetto locale). 6 anche i premi Oscar vinti: Miglior film, Migliore regia. Miglior attore non protagonista. Migliore sceneggiatura non originale. Migliore scenografia. Indimenticabile la sequenza che racconta la caduta di Cuba.

 

La conversazione (1974)

Pensato prima dello scandalo Watergate, un thriller che rimanda al Michelangelo Antonioni di Blow-Up. Un'opera realizzata con una mista e originale formula di produzione: da un lato la Paramount, dall'altro un'associazione di autori (Coppola, Bogdanovich, Friedkin). Perfetto Gene Hackman nella parte del paranoico protagonista. Non a caso il regista dichiarò "era l'ideale per quel ruolo, per la banalità del suo fisico (...) E' l'uomo invisibile. Impiega il suo tempo a spiare gli altri ed è talmente ossessionato di essere osservato a sua volta, che praticamente a cessato di vivere." Strameritata Palma d'Oro al Festival di Cannes.

 

Il padrino (1971)

"Io ho sempre lavorato e non ho rimorsi, ho avuto cura della mia famiglia e ho sempre rifiutato di fare il pupo attaccato ai fili tenuti in mano da quei pezzi da novanta. E non ho rimpianti, era la mia vita, ma pensavo che un giorno finalmente sarebbe toccato a te tenere i fili. Il Senatore Corleone, il Governatore Corleone oppure non so... " Con queste parole Don Vito Corleone parla a cuore aperto al figlio Michael. Per la mafia, la famiglia viene prima di tutto, fra offerte che non si possono rifiutare, donne come lupare e veri amici pronti a tradire. Marlon Brando, con le guance gonfie di cotone e la voce che imita quella di Frank Costello, diventa uno delle icone più celebri della Storia del cinema. L'allora semisconosciuto Francis Ford Coppola vince tre Oscar: Miglior film, Miglior attore protagonista (Marlon Brando), Migliore sceneggiatura non originale (Francis Ford Coppola e Mario Puzo).