Mario Martone: i migliori film del regista del "Sindaco del Rione Sanità"

Ad un anno da Capri Revolution, Mario Martone porta al cinema IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ, un film di forte attualità, capace di raccontare l’eterna lotta tra bene e male, tratto dalla commedia omonima di Eduardo de Filippo. In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il film arriverà nelle sale dal prossimo 30 settembre. Sei film per conoscere la carriera del regista

Regista e sceneggiatore teatrale e cinematografico, Mario Martone è attivo fin dai tempi dell’Università quando riesce a fondare la compagnia teatrale “Falso Movimento”. In questi anni mette in scena numerose rappresentazioni teatrali facendosi notare da altri colleghi e da numerosi attori attratti dalla varietà di repertorio che oscilla tra il classico e il contemporaneo. L'esordio alla regia cinematografica arriva nel 1980 con un cortometraggio sponsorizzato dal Banco di Napoli, mentre solo 12 anni più tardi dirige il suo primo film “Morte di un matematico napoletano” che racconta la storia di Renato Caccioppoli. L’esordio sorprende tutti e il film ottiene il Premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Nel 1995 per "L'amore molesto" tratto dal romanzo omonimo di Elena Ferrante riceve il Davide di Donatello per la regia mentre Anna Bonaiuto e Angela Luce lo ricevono rispettivamente come migliore attrice protagonista e non protagonista. Non abbandona però il teatro e così alterna gli impegni cinematografici con le attività che hanno sempre caratterizzato la sua vita. Si cimenta anche in numero cortometraggi e nel triennio 1999-2001 viene nominato direttore artistico del Teatro Argentina di Roma

Nel 2010 esce “Noi credevamo” ispirato all'omonimo romanzo di Anna Banti e vince sette David Di Donatello. Dopo aver diretto “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” al Teatro alla Scala di Milano, si dedica alla figura di Giacomo Leopardi. Prima mette in scena le “Operette morali” poi dirige “Il giovane favoloso”, opera cinematografica dedicata alla vita del poeta. Il suo penultimo film è "Capri-Revolution", uscito nel 2018 e presentato in concorso alla 75ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film ha ottenuto 13 nomination ai David di Donatello.
Ad un anno da Capri Revolution, Mario Martone torna al cinema con IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ, un film di forte attualità, capace di raccontare l’eterna lotta tra bene e male, tratto dalla commedia omonima di Eduardo de Filippo. In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il film arriverà nelle sale dal prossimo 30 settembre.

Ecco i sei film più importanti di Mario Martone

 

  • Il sindaco del Rione Sanità
  • Capri-Revolution
  • Morte di un matematico napoletano
  • L’amore molesto
  • Noi credevamo
  • Il giovane favoloso

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    Il sindaco del Rione Sanità

    Nel segno del coraggio e della Napoli di Edoardo De Filippo arriva nei cinema dal 30 settembre al 2 ottobre Il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone. E dobbiamo dire che ci vuole una certa dose di coraggio da parte del regista napoletano nel realizzare un film partendo da quest’opera teatrale dal forte impianto etico all'interno della malavita napoletana che fece discutere già all'epoca della sua prima uscita nel 1960. Ma questa volta è anche più coraggiosa ambientata, come è, nella contemporaneità, una cosa che stride anche più forte e sa di favola. Il problema è: può esistere davvero un personaggio rispettato dalla malavita come un boss (esattamente un capo rione della Camorra), ma con un animo gentile e con la voglia di cambiare il mondo? E ancora il protagonista del film, basato sull'omonima commedia in tre atti scritta e interpretata da un De Filippo ultra settantenne, Antonio Barracano, ovvero il "sindaco" del rione Sanità, nel film di Martone ha invece il volto di un tonico e palestrato quarantenne (Francesco Di Leva). Per il resto piena aderenza filologica da parte del regista del testo originale de ‘Il Sindaco del Rione Sanità' tranne nel finale in cui Martone preferisce una versione ancora più etica, si potrebbe dire cristologica. Ma chi è Antonio Barracano, 'uomo d'onore' che governa il quartiere a modo suo rispondendo a un proprio codice etico basato su una 'saggia' amministrazione della violenza? Lo si comprende dal suo motto. Ovvero: "proteggo l'ignoranza" convinto, come è, che questa è la principale causa della violenza. Lui è insomma un boss-giudice, rispettato che vive in una lussuosa villa con piscina insieme a moglie (Daniela Ioia), figli e Fabio Della Ragione (Roberto de Francesco), suo alter ego medico capace di ricucire qualsiasi criminale ferito. Ma Barracano, raddrizzatore di torti per eccellenza, detentore di un sapere antico, unico, incontestabile che lo rende sempre pronto ad agire senza alcuna remora un giorno riceve Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), figlio di un facoltoso fornaio, deciso a uccidere il padre Arturo (Massimiliano Gallo). Don Antonio, prima cerca di mettere pace, ma poi riconosce nel giovane quello stesso sentimento di vendetta che da ragazzo aveva cambiato per sempre la sua vita. Il Sindaco decide così di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi, ma la tragedia è dietro l'angolo.

    Capri-Revolution

    Uscito nel 2018, “Capri-Revolution” ha ottenuto 13 nomination ai David di Donatello. Ambientato a Capri, rappresenta la conclusione di un’ideale trilogia con “Noi credevamo” e “Il giovane favolose”. Il film racconta le vicende di Lucia che viene colpita dall’arrivo sull’isola di Capri, dove vive, di un gruppo di giovani del nord Europa uniti da ideali di libertà e di progresso.

    Morte di un matematico napoletano

    È l’esordio alla regia di Mario Martone e racconta la storia del matematico Renato Caccioppoli. In una Napoli crepuscolare, il matematico e nipote di Bakunin per è reduce dall'ospedale psichiatrico e abbandonato dalla moglie. Vive la vita con distacco fino ad arrivare al suicidio. Il film ha vinto il Leone d’Argento alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ha ottenuto sei nomination ai David Di Donatello (vincendone due) e cinque nomination ai Nastri d’Argento, vincendo il premio come migliore regista esordiente.

    L’amore molesto

    Uscito nel 1995, “L’amore molesto” è un thriller psicologico tratto dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante. La protagonista è Delia, tornata a Napoli dopo aver appreso dell’improvvisa morte della madre per suicidio, un’ipotesi che non convince. Anche questa pellicola fa incetta di premi e ottiene tre David Di Donatello, un Nastro d’argento, due Globi d’Oro, due Grolle d’Oro e quattro Ciak d’Oro.

    Noi credevamo

    Nel 2010 Mario Martone dirige “Noi credevamo” sceneggiato con Giancarlo De Cataldo e ispirato a vicende storiche realmente accadute e al romanzo omonimo di Anna Banti. Candidato a tredici David di Donatello, ne vince sette tra cui quello per il miglior film. Il film è ambientato nel Risorgimento e segue la storia di tre ragazzi che si uniscono alla Giovine Italia. «Ho girato Noi credevamo mirando a ciò che è sotto la pelle della storia, ho cercato di cogliere il clima esistenziale vissuto da ragazzi diventati uomini e mai piegati sotto il peso di una lotta disperata».

    Il giovane favoloso

    Avvicinatosi alla figura di Giacomo Leopardi, Mario Martone decide di dedicare un film sulla vita del poeta interpretato da Elio Germano. Girato nei luoghi leopardiani di Recanati, ha conquistato critica e pubblico incassando oltre 7 milioni di euro. Elio Germano ha ottenuto il David Di Donatello come miglior attore protagonista e il film è stato premiato come migliore dell’anno ai Nastri d’argento, ai Globo d’oro e ai Ciak d’Oro. Alla Mostra del cinema di Venezia, “Il giovane favoloso” ha conquistato quattro premi.