David Cronenberg: l'evoluzione della Mutazione in Mostra

Cinema
L'imponente Mugwump del Pasto Nudo, mostruoso super-effetto speciale in pelle, latex e plastica in mostra a Lucca
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Alla Fondazione Ragghianti  di Lucca (fino al 3 Maggio) la mostra Evolution rende omaggio al genio del regista canadese. Dai telepati di Scanners  ai medici gemelli di Inseparabili, un viaggio attraverso l'evoluzione dell'uomo

Entrare contemporaneamente in tutti i film di David Cronenberg somiglia a vivere un incubo ad occhi aperti. L’esperienza è oggi possibile visitando la mostra Evolution, cuore dell’omaggio che il Lucca film festival dedica all’autore cult di Videodrome e Crash che meglio di altri ha rappresentato al cinema l’orrore e il fascino delle trasformazioni del corpo (Fondazione Ragghianti, fino al 3 Maggio).

Evolution è la riprova tangibile di quanto sostenuto dal regista canadese :“Trovo che la presenza fisica delle location, le scenografie e gli attori costituiscano il fattore più avvincente del mio approccio visivo”. Ideata nel 2013 dal Toronto Film festival, la mostra è una guida suggestiva e inquietante al cinema di Cronenberg  attraverso  più di cento oggetti provenienti dai set dei suoi film, a partire dai suoi invisibili cortometraggi  giovanili fino a Cosmopolis. La prima parte della mostra intitolata Who is my creator? consente di indagare l’ossessione per la medicina del giovane filmaker: infatti nelle sue prime opere, a metà strada tra fantascienza e l’horror, protagonisti sono mad doctor autori di esperimenti dagli effetti terrificanti sui corpi dei propri pazienti. Ne è un esempio è il parassita falliforme che ne Il demone sotto la pelle scatena gli istinti sessuali delle sue vittime. Rispetto al grande schermo, questa creaturina in schiuma di lattice, ben sigillata sotto vetro, è quasi rassicurante.

La seconda parte di Evolution, contrassegnata dall’interrogativo Who am I?, esplora i film  più noti di Cronenberg - come La Mosca, Inseparabili e Il pasto nudo - quelli in cui i protagonisti mettono in crisi se stessi, il proprio corpo e il proprio cervello abusando della tecnologia, del sesso e delle droghe.
Attraversando questa sezione si potrà rivivere l’atmosfera malsana di La mosca e ammirare in tutta la sua maestosità il telepod, la macchina per il teletrasporto alta oltre due metri inventata dallo scienziato impersonato da Jeff Goldblum, e scoprire che la forma che ha ispirato il set designer Jamec Mcateer e lo stesso Cronenberg – appassionato di motori e auto da corsa – è stata quella di un cilindro di una Ducati 450. Identica meraviglia per la maquette del pupazzo della Mosca e per la testa in gommapiuma dell’insetto gigante, disegnata dallo specialista degli effetti speciali Chris Walas. E c’è lo stesso Walas dietro una delle esperienze più sensazionali della mostra: accomodarsi a un bancone di un bar, fingendo di essere William Burroughs ne Il pasto nudo, al fianco di un imponente Mugwump, mostruoso super-effetto speciale in pelle, latex e plastica.

L’ultima sezione, denominata Who are we?, mette in una nuova luce l’ultima fase della carriera di Cronenberg, quella in cui la società e la famiglia sono al centro di film come History of violence e The dangerous method. Un modo per psicanalizzare il regista e scoprire l’origine autobiografica di parte del suo cinema: se lo spunto di In the Brood – la covata malefica fu il divorzio dalla moglie, l’attenzione per la trasformazione mostruosa del corpo ne La mosca è legata al lungo calvario del padre in un letto di ospedale.
Oltre gli oggetti di scena colpiscono anche altri reperti usciti dalla collezione di Cronenberg: due per tutti, la lettera di James Ballard, lo scrittore di Crash, stupito per la bellezza del copione tratto dal suo libro, “più brillante e più spaventoso del romanzo.” E i commenti, alcuni di questi irriferibili, vergati nero su bianco dagli spettatori della prima proiezione di ‘Videodrome’.

Chi, uscendo da Evolution, vuole saperne di più può fare un salto a Viareggio per godersi Chromosomes: 60 fotogrammi tratti dai film di Cronenberg stampati in formato gigante su tela. Un’altra esperienza ugualmente spaventosa e conturbante.

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