In Evidenza
altre sezioni
Altro

Dal "Pianista" alle accuse di violenza: chi è Roman Polanski

Spettacolo
Poanski, genio travagliato, spegne 85 candeline il 18 agosto (Getty Images)

Ottantacinque anni il 18 agosto e una vita travagliata, segnata dalla fuga dal nazismo e dal brutale omicidio della moglie Sharon Tate nel 1969. Portano la sua firma capolavori come "Rosemary's baby", "Chinatown", "Venere in pelliccia" e "Carnage"

Condividi:

Il 18 agosto compie 85 anni Roman Polanski. Non solo un genio della regia, autore di pellicole culto come "Rosemary's baby", "Il pianista" e "Chinatown", ma anche personaggio controverso. Balzato spesso agli onori della cronaca non solo per il suo lavoro dietro la macchina da presa, ma anche per una vita travagliata. Dall'omicidio della giovane moglie Sharon Tate per mano dei seguaci di Charles Manson alle accuse di violenza sessuale nei confronti di una minorenne, che gli sono costate di recente l'espulsione da parte dell'Academy. Ripercorriamone la carriera nel giorno del suo compleanno.

La vita di Roman Polanski

Polanski nasce a Parigi il 18 agosto 1933 da padre polacco di origine ebraica e madre russa. A causa dell'antisemitismo crescente in Francia, tre anni dopo la sua nascita si trasferisce con i suoi genitori a Cracovia. In seguito all'invasione nazista, però, la famiglia viene rinchiusa nel ghetto della città. Roman, ad appena sette anni, riuscirà a fuggire trovando rifugio presso alcune famiglie cattoliche mentre la madre troverà la morte ad Auschwitz; il padre, deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, sopravvivrà. Alla fine del conflitto manifesta già la sua predilezione per il cinema, e nel 1953 ottiene la sua prima parte come attore in un film. Studia alla Scuola d'Arte di Cracovia e alla Lodz Film School, e a soli 22 anni debutta dietro la macchina da presa. Nel '59 sposa l'attrice polacca Barbara Lass, dalla quale divorzierà tre anni dopo.

L'amore con Sharon Tate, il delitto della Manson Family e l'accusa di stupro

Nel '67 si invaghisce di Sharon Tate, che sposerà l'anno successivo. L'incantevole attrice e modella texana, incinta, muore in circostanze tragiche la sera del 9 agosto 1969 mentre Polanski è nel Regno Unito per girare "Macbeth": un drappello di seguaci del killer Manson fa irruzione nella loro villa di Beverly Hills uccidendo Sharon e i suoi invitati. Proprio a questa vicenda e agli omicidi della Manson Family sarà dedicato il prossimo film di Quentin Tarantino, "Once upon a time in Hollywood", con Margot Robbie nei panni di Sharon Tate, e un cast d'eccezione che comprende tra gli altri Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Al Pacino. Il dramma segna profondamente la vita di Polanski che impiegherà molti anni per riprendersi dalla vicenda. Oggi condivide la sua vita con l'attrice francese Emmanuelle Seigner, sposata nel 1989 da cui ha avuto due figli. Artista eccentrico e geniale, Polanski ha la fama di violento e fedifrago, su di lui pesa l'accusa di stupro nei confronti di una modella 13enne, avvenuto nel 1977. Per questo motivo, da allora, non ha più messo piede negli Stati Uniti.  

La produzione cinematografica

Tante le pellicole di Polanski degne di menzione. "Il Coltello Nell'Acqua" (1962), suo primo lungometraggio, si guadagna la nomination agli Oscar come miglior film straniero. Seguono, tra 1965 e '66, il disturbante "Repulsion" e il surreale "Cul de Sac". Nel vampiresco "Per favore, non mordermi sul collo" (1967) recita anche Tate, che Polanski vuole tramutare in una star. Del '68 è invece "Rosemary's Baby", forse il miglior horror di tutti i tempi, con Mia Farrow e John Cassavetes. L'anno successivo – quello della tragedia – coincide con le riprese del dramma "Macbeth", che uscirà solo nel 1971. Nel '74 Polanski ritrova l'ispirazione per il noir "Chinatown", con Jack Nicholson e Faye Dunaway, la pellicola ottiene undici candidature agli Oscar (vincendone uno per la sceneggiatura) e quattro Golden Globe. Nel 1979 va di nuovo vicino al premio dell'Academy con "Tess", film ispirato a Sharon Tate. La statuetta più ambita arriverà però solo nel 2003 per "Il Pianista" , quando Polanski è ormai lontano dagli Stati Uniti. Il capolavoro, tratto dall'ominimo romanzo di Władysław Szpilman, segna anche la consacrazione dell'attore Adrien Brody. Tra gli altri capolavori va citato anche "L'inquilino del terzo piano" di cui è sia regista che attore. Quest'ultimo film, insieme a "Chinatown" e al "Pianista", fa parte della tripletta dedicata agli 85 anni di Polanski da Sky Cinema Classics. Degni di menzione anche alcuni dei suoi lavori più recenti come "L'uomo nell'ombra" (2010), con Pierce Brosnan e Ewan McGregor; il dramma da camera "Carnage" (2011), presentato a Venezia; e "Venere in pelliccia" (2013), con la moglie Emmanuelle Seigner in coppia con Mathieu Amalric. Sempre la moglie, con Eva Green, è protagonista in "Quello che non so di lei" portato a Cannes nel 2017.