Shia LaBeouf, il confronto con la stalker: "Hai spaventato la mia famiglia"
Spettacolo
Poco prima, Alyssa Lee Couture aveva pubblicato un video dove l’attore chiedeva di essere lasciato in pace. Sul suo profilo Instagram, la donna ha condiviso oltre 5.000 filmati dove si rivolge a lui che, come sembra, lei crede sia suo marito
La presunta stalker di Shia LaBeouf è stata arrestata dopo aver pubblicato un video dove l’attore chiedeva di essere lasciato in pace. Secondo i registri dell’ufficio dello Sceriffo della Contea di Orleans, Alyssa Lee Couture, 40 anni, è stata arrestata il 13 luglio e incriminata per stalking. Nonostante il dipartimento di polizia di New Orleans non abbia identificato LaBeouf come vittima dello stalking di Couture per motivi di privacy, le tempistiche dell’arresto della donna sembrano comunque coincidere con lo scontro avuto con l’attore. Poche ore prima, infatti, lei aveva pubblicato su Instagram un video girato nel parcheggio di un supermercato dove, attraverso il finestrino dell’auto, parlava proprio con LaBeouf. “Lasciatemi in pace. Dio vi benedica. Lasciatemi in pace”, dice con calma l’attore. “State spaventando mio padre. State spaventando la mia gente. Lasciatemi in pace”. Sul suo profilo Instagram, Couture ha pubblicato oltre 5.000 video, nella maggior parte dei quali si rivolge a LaBeouf che, come sembra, lei crede che sia suo marito. In una raccolta fondi su GoFundMe lanciata a maggio, inoltre, la donna ha espresso il desiderio di raccogliere 70.000 dollari per trovare una sistemazione definitiva. Ha poi raccontato sia di aver vissuto in macchina e di essere stata ospitata da alcuni familiari, sia di soffrire di schizofrenia, tra le altre disabilità.
GLI EPISODI CONTROVERSI DI SHIA LABEOUF
Come riporta la rivista People, dopo la rottura con l’attrice Mia Goth, avvenuta nel 2025, Shia LaBeouf, 40 anni, si è trasferito in Louisiana per stare più vicino alla sua famiglia. Nel mese di giugno si è dichiarato colpevole di tre capi d’accusa per lesioni personali semplici nei confronti di tre uomini che lo scorso 17 febbraio avrebbe aggredito in un bar di New Orleans durante i festeggiamenti di Mardi Gras. Il giudice Juana Lombard del tribunale distrettuale della città ha condannato LaBeouf a due anni di libertà vigilata, riabilitazione per abuso di alcol, corsi di sensibilizzazione e gestione della rabbia. Se non completasse il periodo di libertà vigilata, l'attore dovrebbe trascorrere sei mesi nel carcere di New Orleans. Subito dopo l’episodio, la polizia aveva arrestato LaBeouf, che avrebbe preso a pugni due uomini e colpito con una testata al naso un terzo, presumibilmente rivolgendo loro insulti omofobi. Dopo essere stato trasportato in ospedale, l'attore era stato incarcerato e infine rilasciato dietro pagamento di una cauzione di 105.000 dollari, con l’obbligo di sottoporsi a un programma di disintossicazione. Qualche giorno dopo l’accaduto aveva rilasciato un’intervista a Channel 5, dove aveva insistito sul fatto che, nonostante altri precedenti arresti per reati legati all’alcol, per lui la riabilitazione non sarebbe stata necessaria. “Il mio comportamento...devo affrontarlo. Significa che devo tornare in riabilitazione? Non ne ho proprio voglia, amico”, aveva detto. “Non credo di avere le risposte. Non credo. Davvero, sinceramente, non credo. Se le avessi davvero, ci andrei. Non credo di avere un problema con l’alcol”. Il caso di New Orleans non è il primo che ha coinvolto l’attore. Nel 2014 era stato arrestato per disturbo della quiete pubblica per aver interrotto la rappresentazione di un musical a Broadway, nel 2015 era stato arrestato per ubriachezza molesta e nel 2017 per entrambi i reati in Georgia, dopo i quali era stato sottoposto a un programma di riabilitazione.