Nella nuova puntata della rubrica di Sky Tg24 vi raccontiamo l'ultima edizione della Milano Design Week. Eventi, presentazioni, collettivi di giovani artisti, ma anche installazioni e aperture di location straordinarie. Tutto con al centro il progetto, o meglio l'Essere Progetto
“Blooming Imperfections”, a Portanuova un progetto con al centro le relazioni
Accettare che il percorso conti più del risultato, che l’errore sia parte essenziale dell’atto creativo. Con il progetto Blooming Imperfection – Relationships in Progress il quartiere di Portanuova sposa alla perfezione il tema della nuova edizione della design week, “Essere Progetto”. Attraverso le opere di Andrea Olivari, che per la prima volta escono dal virtuale per diventare installazioni monumentali, il design diventa strumento di una narrazione emotiva.
Brera, nel distretto più longevo del Fuorisalone
Pochi passi e già varchiamo il confine di quello che è il Design District più longevo. Quello che ruota intorno alla Pinacoteca di Brera è un quartiere dove si respira tradizione e modernità ed è senza dubbio il cuore pulsante del fuorisalone.
Passeggiando per le sue strade tutto parla di design. Anche nei cortili più nascosti o nei giardini spesso inesplorati. A cominciare da quello di Palazzo Crivelli, Giardino delle Meraviglie del magazine Door, fino all’Orto Botanico, costola del progetto di Interni. E poi palazzi storici, come palazzo Citterio, sede di “When Apricots Blossom”, una mostra immersiva dove scoprire la cultura e la tradizione uzbeca o spazi insoliti come la chiesa anglicana Tutti i Santi, dove il designer londinese Bobo Sperlein presenta un nuovo capitolo della sua mostra Menu.
Tra le vie di Brera anche Doppia Firma, dedicata quest’anno al tema del Grand Tour, un ideale viaggio in Italia attraverso le città simbolo del nostro Paese
Dialogo tra linguaggi differenti nella mostra evento di Interni
Dall’università degli Studi all’Orto Botanico, dal Portrait a piazza 25 Aprile, fino a De Castilla. Interni torna protagonista della Design Week con una nuova mostra evento che traccia una geografia fisica, ma anche culturale dove al centro c’è la materia, o meglio Materiae come recita il titolo del progetto.
“Materiae in latino significa materiali”, ci spiega Gilda Bojardi, Direttore Responsabile del magazine Interni. “In questo caso ci si riferisce alla sperimentazione sui materiali, ma anche ad argomenti e discipline, quindi all’utilizzo di linguaggi trasversali affinché le nostre installazioni diventino qualcosa di sperimentale. Utilizzando dei linguaggi differenti nello stesso tempo stimolano l'interattività.”
Cuore della mostra l’Università Statale: dal Portico Richini, riaperto dopo 3 anni di ristrutturazione, al Cortile d’Onore, fino al Cortile del ’700. Installazioni che interpretano la materia come primo gesto del progetto, ma anche come memoria e sperimentazione architettonica.
“Quest’installazione si chiama Mater”, ci spiega Alessandro Scandurra, “ed è un’opera che va all'origine della materia, nel senso di rinascita della materia da oggetti che hanno perso la loro identità. Di questa materia sono rimaste delle parti, degli scarti, e la mia intenzione era fare in modo che il valore dell'architettura si misurasse da ciò che permette di accadere”.
SuperDesign, Superstudio si fa in tre
Nel distretto di Tortona è Superstudio a rubare la scena. Storica mostra evento del Fuorisalone, quest’anno si fa in tre con SuperDesign.
Cuore del progetto, Superstudio Più, con i grandi protagonisti internazionali.
“Quest'anno a Superstudio triplica gli spazi, ma non è un mero triplicarsi di metri quadri quanto un'occasione e un'opportunità per ampliare il palcoscenico per realtà differenti”, ci spiega Laura Vella, curatrice di SuperDesign.
Pochi passi più in là e ci troviamo alla Barona dove Giulio Cappellini ha curato Superstudio Maxi, un progetto articolato in ben tre mostre: oggetti di oggi insieme a oggetti di ieri, a dimostrazione che il design non ha età.
“Ho voluto fare un progetto che mixasse architettura, design ed arte”, ci ha raccontato Giulio Cappellini. “Una sorta di villaggio di quartiere, molto libero e in cui le diverse discipline che ormai si sovrappongono potessero convivere: dalla fotografia, all'arte, al design. E poi un pensiero a quella che può essere la casa futuro.”
A Bovisa in uno spazio rigenerato da una fabbrica dismessa, Superstudio Village presenta SuperPlayground con un programma dedicato a giovani designer, studi emergenti e collettivi.
Il collectible Design del Nilufar Grand Hotel
FLASH ci accompagna anche nel Nilufar Grand Hotel, ambiente ricreato da Nina Yashar nel suo Depot, casa dei meravigliosi oggetti che la famosa gallerista ha ricercato con cura negli anni.
“E’ un hotel immaginario senza tempo e senza luogo, senza connotazione geografica, ci spiega la famosa gallerista di origini iraniane. “I veri protagonisti di questo hotel sono gli arredi del Mid-Century americano, in conversazione col Mid-Century italiano, e incredibilmente le sinergie tra questi due mondi diversi – l’America e l’Italia - sono tutti ispirati all'Asia”.
Un progetto espositivo in cui il Collectible Design ridefinisce il concetto di accoglienza attraverso un lavoro che può essere sintetizzato con la parola “crossing”.
Nella galleria delle meraviglie di Rossana Orlandi
Non c’è design week senza una visita alla Galleria di Rossana Orlandi. La famosa talent scout ci ha aperto ancora una volta le porte della sua meravigliosa galleria per presentarci la nuova edizione ROCollectible. Cuore del progetto la porta, intesa come archetipo progettuale e simbolico.
Oggetto dal grande potenziale estetico, ci spiega la guru del design, ma relegato a elemento secondario della progettazione. Nelle sale dell’ex cravattificio di via Bandello la porta diventa invece protagonista grazie alla reinterpretazione da parte di 70 designer, architetti e artisti che hanno avuto la possibilità di sperimentare in un campo quasi inesplorato riportando alla luce ciò che misura la distanza tra intimità e condivisione.
A Palazzo Donizzetti la nuova edizione de “L’Appartamento” di Artemest
Prezioso gioiello architettonico ottocentesco, Palazzo Donizzetti torna ad ospitare L’Appartamento di Artemest dove stanza dopo stanza si rende omaggio al patrimonio artistico italiano e alla sua eccellenza artigianale.
Ed è un viaggio nelle più importanti capitali culturali italiane, un Grand Tour che grazie al lavoro di 5 studi di interior design fa tappa a Venezia, Napoli, Roma, Firenze e Palermo.
Una reinterpretazione in chiave contemporanee dell’Italian Grandeur in un viaggio immersivo tra passato e presente dove ogni oggetto è nato dalla collaborazione tra designer e maestri artigiani.
In occasione del Fuorisalone aperte location solitamente inaccessibili
La design week è anche l’occasione per visitare luoghi altrimenti inaccessibili. Palazzi che aprono le proprie porte al pubblico e mostrano, insieme alle collezioni, tutta la loro bellezza.
Progettata da Franco Albini, Villa Pestarini, è una delle sedi, insieme all’ospedale militare di Baggio, del progetto di ALCOVA. Residenza concepita da una delle figure chiave del razionalismo italiano, invita i designer a confrontarsi direttamente con l’eredità di Albini, tra riscoperta e sperimentazione, ricerca e cultura materiale contemporanea.
Nel cuore dell’Isola District, il complesso rinascimentale dei chiostri di Santa Maria alla Fontana, ha aperto eccezionalmente al pubblico grazie a un progetto che indaga musica e design. La chiesa, tuttora consacrata, custodisce affreschi attribuiti alla scuola leonardesca e contribuisce a creare un’atmosfera raccolta e suggestiva, oggi riscoperta e restituita al pubblico grazie al nuovo format di Wideyes.
E poi Palazzo Litta dove, ad accoglierci nel Cortile d’Onore c’è un’installazione che intreccia memoria, paesaggio e spazio e che si ispira alla storia del Palazzo e al ruolo del suo cortile come luogo di ricevimento.
Nelle sale del palazzo, un racconto corale che interpreta il tema del progetto.
Metamorfosi come conseguenza del cambiamento e capacità di trasformare gli imprevisti in opportunità