Premio Gassman nel 2007, era noto per il suo Ivanov e l'interpretazione in Finale di partita di Samuel Backett. Sul grande schermo aveva lavorato con alcuni dei più grandi registi italiani
È morto a pochi giorni dal suo 87esimo compleanno, che sarebbe stato il 25 gennaio, Carlo Cecchi, attore di cinema e teatro nato a Firenze nel 1939 ma trapiantato a Napoli, dove era cresciuto e si era formato come attore nel teatro popolare, fortemente influenzato da Eduardo De Filippo. Il corpo ormai privo di vita è stato trovato nella sua casa di Campagnano (Roma) dalla cameriera, secondo quanto hanno riferito persone che a lui erano vicine. La sua morte sarebbe stata "inaspettata".
Tra teatro e cinema
Cecchi aveva costruito gran parte della sua carriera sul palcoscenico, recitando Majakovski e Buchner, Shakespeare e Pinter. Nel 1971 aveva fondato la compagnia Granteatro. Aveva poi ottenuto la sede stabile al Teatro Niccolini di Firenze, che aveva co-diretto con Roberto Toni, direttore artistico e produttore scomparso nel 2024, tra il 1980 e il 1995, anno di chiusura del teatro per motivi economici.
È stato regista e primattore di Ivanov di Anton Čechov ed era noto per la sua interpretazione nel dramma Finale di partita di Samuel Beckett e aveva ricevuto il Premio Gassman come migliore attore teatrale italiano nel 2007. Al cinema aveva lavorato con grandi registi come Bernardo Bertolucci, Mario Martone, Cristina Comencini, Ricky Tognazzi, Pupi Avati, Ferzan Özpetek, Michele Soavi, Valeria Golino.
L'esordio nel 1966, l'ultimo film nel 2019
Aveva esordito sul grande schermo nel 1966 con A mosca cieca di Romano Scavolini, nel 1991 era stato Renato Caccioppoli in Morte di un matematico napoletano, era apparso poi in film come La fine è nota, La scorta, Io ballo da sola, L’arcano incantatore, Il bagno turco, Arrivederci amore, ciao, Seta, Miele. Il suo ultimo film era stato Martin Eden di Pietro Marcello, nel 2019. I suoi impegni a teatro erano invece proseguiti e nelle ultime stagioni, fino all'anno scorso, aveva portato in scena La leggenda del santo bevitore di Jospeh Roth con la regia di Andrée Ruth Shammah.