Palio dei Normanni 2021, tra cinema e tradizione. Il programma

Spettacolo
FOTO-PALIO

Anche nel 2021 il Palio dei Normanni di Piazza Armerina non si ferma e proseguirà la tradizione che da 68 anni unisce la storia del  passato con il sentimento popolare religioso e civile della popolazione.

 

Il Palio di Piazza Armerina non si arrende al protrarsi dell’emergenza sanitaria che dal 2020 ha costretto alla chiusura di quasi tutte le manifestazioni storiche e conferma  la decisione di non fermarsi. Lo fa, tenendo conto dell’impossibilità di effettuare i cortei in una città, che fino a poche settimane fa, era stata dichiarata zona rossa, con delle formule del tutto inedite. Il Palio si fa cinema con la presentazione e proiezione del docufilm “Il Palio dei Normanni. La storia e la leggenda” a cura della regista Gisella Calì, che ha avviato il primo ciak durante l’edizione 2020, realizzato con attori e teatranti tra le mura antiche della città, diventata così uno straordinario, grande set cinematografico. Oltre 600 figuranti, cavalli, cavalieri, un’intera comunità che, con l’orgoglio dell' appartenenza, rivive una delle pagine più interessanti della storia della Sicilia in cui Tolleranza e Convivenza si intersecano con Prodigi e Presagi

La storia si intreccia fortemente con la leggenda

La tradizione con  la religiosità popolare. Da Piazza Armerina, dunque, parte il racconto di una Sicilia che celebra la possibile convivenza di più culture, il popolo siciliano, gli arabi, i normanni gli Aleramici e che è uno dei sentieri più importanti del cammino per la costruzione della identità italiana. Da un lato i grandi personaggi della storia e della leggenda come il Conte Ruggero d’Altavilla - il  Palio è infatti  ispirato alla guerra di liberazione della Sicilia dai Saraceni per opera dei Normanni guidati da Ruggero I di Sicilia-  dall’atro il sentimento ancora attuale di devozione alla Madonna Maria S.S delle Vittorie e la forza di una memoria storica che ancora appartiene alla comunità e colma il solco tra le generazioni. Il documentario, prodotto da Fiat Lux 2.0 in collaborazione con DeMaterial srl,  indaga le origini del Palio seguendo le tracce del gran Conte Ruggiero d’Altavilla nelle splendide atmosfere dei monti dell’appenino calabro, dei Peloritani, dei Nebrodi e delle Madonie, tra antiche cattedrali e castelli diroccati. Il film verrà presentato in uno dei prossimi Festival internazionali del cinema nella sezione documentari.

Museo degli Abiti del Palio

Altra importante novità di questa edizione 2021 è l’istituzione del Museo degli Abiti del Palio, finanziato dal Gal Rocca di Cerere, all’interno del quale verranno custoditi ben 600 abiti artistici realizzati dalla famosa sartoria cinematografica Pierantoni che ha realizzato costumi per innumerevoli produzioni cinematografiche vincendo Emmy Award per Troy, Trono di spade, Giulio Cesare e altre. Con orgoglio il Palio può finalmente vantare di possedere degli abiti teatrali di ottima manifattura e bellezza.

Il Palio si svolgerà in due momenti: il 13 agosto alle ore 21.00 l’appuntamento è  presso il Campo Sant’Ippolito con la Quintana  del Saraceno che consiste in una sfida a cavallo tra i quartieri storici( Monte, Canali, Castellina, Casalotto) mediante quattro prove di abilità. All’interno della manifestazione verranno inseriti anche i momenti salienti del corteo, il 13 la consegna delle armi  mentre  il 14 la consegna delle chiavi. Al quartiere vincitore verrà assegnato lo stendardo raffigurante Maria SS.  delle Vittorie , che sarà conservato presso la parrocchia del quartiere vincitore.

 

Dedicata a Ruggero D’ Altavilla, che nel XII secolo liberò la città dai Saraceni, è una delle rappresentazioni storiche più importanti del Paese e uno degli eventi culturali della Sicilia maggiormente conosciuto estero. Il Palio è ispirato alla guerra di liberazione della Sicilia dai Saraceni per opera dei Normanni guidati da Ruggero I di Sicilia, quando le vicende delle conquiste normanne si legarono con la tradizione della città di Piazza Armerina, tra fatti di distruzione, leggende popolari, devozioni religiose e storia, che ancora oggi paiono vive e sembrano acquistare un rinnovato significato di unità e una spinta verso il riscatto e la rinascita culturale. Come dire che, proprio intorno alla riscoperta di un passato condiviso e luminoso, si possono ritrovare quei valori che sono alla base del comune sentire e che riducono le paure della solitudine e le incertezze per il  futuro.

 

L’amministrazione di Piazza Armerina e tutta la popolazione, con queste formule innovative,  esprimono una   cultura del cambiamento in grado di far fronte ai sentimenti di paura e distacco e il valore della memoria quale patrimonio prezioso da tutelare e tramandare.

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