Mattia Torre, il monologo di Valerio Aprea VIDEO

Spettacolo

L'attore romano, storico amico e collaboratore di Mattia Torre, ha recitato un monologo nella puntata speciale di "100x100 Cinema" dedicata allo sceneggiatore e regista romano scomparso un anno fa. VIDEO

Valerio Aprea è stato uno degli amici e collaboratori più fedeli di Mattia Torre, in tv, al cinema e a teatro. L'attore romano, 52 anni, è intervenuto all'interno della puntata speciale di "100x100 Cinema" in memoria dello sceneggiatore e regista scomparso un anno fa,  e per l'occasione ne ha recitato un monologo sul senso di crescere e invecchiare.

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0maggio a Mattia Torre

Quando ero piccolo, tutto sembrava più chiaro. Non che lo fosse: ma mi sembrava. Quando ero piccolo, sapevo tutto: sapevo ogni cosa, e tutto capivo. Quando avevo 16 anni, pensavo di essere capace di fare qualsiasi cosa. Datemi un tir, imparerò a guidare un tir. Datemi un deltaplano, imparerò a volare col deltaplano. Spiegatemi qualsiasi concetto, imparerò a maneggiare quel concetto. Posso tutto: posso fare tutto, posso sapere tutto. La vita era semplice, accogliente, comprensibile. Poi, una sera, a tavola, dicevi ai tuoi genitori una cosa che avevi pensato: "Secondo me Francesca e Marcello (due loro amici) non sono veramente felici", e i tuoi genitori con tenerezza "Ma che cretino, ma sei ancora piccolo, sai, hai ancora molto tempo per imparare certe cose". E un'altra volta, buttavi lì un qualsiasi pensiero sulla professoressa di matematica o qualcos'altro, e tuo padre: "Ma non dire cazzate. Che ne puoi sapere tu". Si sbagliavano: perché a sedici anni sapevo tutto. Leggero, incosciente, coraggioso. A venti i primi dubbi. Intorno a 25, le prime incertezze. A ventotto il terreno è iniziato a mancarmi sotto i piedi. A trent'anni non capivo più niente. "Crescerai, imparerai": non è vero. "Ma certo, crescerai, imparerai": tutte bugie. Andrebbe detto l'esatto contrario: crescerai, e la vita sarà ancora più complicata. Diventerai adulto, e non capirai niente. Goditi questo momento, goditi i giudizi, dalli così in scioltezza, a cazzo di cane. Goditi i mille errori, le mille spericolatezze, le mille improvvisazioni del cuore. Sorridi a chi ti considera ingenuo e ti dice: "Sei un immaturo". Non ascoltare chi ti rinfaccia scelte azzardate e passi falsi, un giorno sarai tu a rinfacciarli a te stesso. Sarai tu, e sarà dolorosissimo.

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