Sanremo, monologo Tiziano Ferro sui 40 anni: "Non sono sbagliato, nessuno lo è". VIDEO

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Il cantante di Latina, ospite fisso della 70esima edizione del Festival, festeggerà il compleanno il 21 febbraio: "A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé"

Il 21 febbraio compirà 40 anni e a 13 giorni dal compleanno, Tiziano Ferro si è regalato un monologo sul palco di Sanremo, nell'ultima serata della 70esima edizione del Festival. "La felicità - ha detto Ferro - non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé". "Non sono sbagliato. Nessuno lo è", ha anche detto il cantante di Latina, ospite fisso della kermesse  (LO SPECIALE - IL LIVEBLOG - LA SCALETTA DELLA FINALE - COEZ: "FAI RUMORE" DI DIODATO DEDICATA A LEVANTE?).

Il monologo di Tiziano Ferro

Ecco il testo completo del monologo di Ferro: "A 40 anni, per la prima volta ho sognato Dio. Aveva il viso di un adolescente e mi diceva che ho strappato a morsi la vita che volevo - ha raccontato nel suo breve monologo -. A 40 anni, ho scoperto che non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l'arroganza urla, il silenzio elegantemente afferma. A 40 anni ho imparato che non bisogna negarsi all'amore del padre e della madre, mai, né per orgoglio né per timore. L'amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e di pazienza. Basta ascoltare" (MORGAN CAMBIA LE PAROLE, BUGO ABBANDONA IL PALCO - LE CONFERENZE STAMPA DI BUGO E MORGAN - I MEME SUL CASO).

Ferro: "Non sono sbagliato, nessuno lo è"

Ferro ha poi continuato: "A 40 anni so che nessuno può vedere quanto è bello l'amore se non condividi col mondo il tuo sorriso da innamorato. Ci ho messo 40 anni, ma adesso so che il brutto tempo non esiste. È tutto un susseguirsi di stagioni. Solo questione di ripararsi o scoprirsi al momento giusto. A 40 anni guardo il mondo attraverso il filtro delle mie cicatrici. E grazie a loro curo le ferite che arriveranno. Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere di vivere soffrendo. E nessuno dovrebbe mai voler morire. Perché subire non è una disgrazia, è una scelta". E poi ha concluso: "E la felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli. Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980. Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai".

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