It girl e It bag: le borse famose e le donne che le hanno ispirate

Spettacolo

Maria Teresa Squillaci

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Principesse ieri e influencer oggi, le maison del lusso da sempre dedicano le loro collezioni a donne di stile. Da Jane Birkin e Lady Diana fino a Alexa Chung, ecco le loro storie

È di moda essere un'icona. E come tale avere uno stile così riconoscibile da influenzare un designer. L'attrice francese Jane Birkin raccontò di un incontro in aereo nel 1984 con lo stilista della maison Hermès, Jean-Louis Dumas. In quell'occasione le cadde la borsa e il contenuto si rovesciò, Dumas la raccolse e l'attrice espresse il suo disappunto nel non trovare una borsa comoda e femminile adatta ad un week-end. Oggi “La Birkin” è un oggetto di culto nonché la borsa più cara mai venduta a un’asta nella storia (380.000 dollari per una Himalaya Birkin in coccodrillo bianco mat con finiture in oro bianco e diamanti). A tal punto amata che Victoria Beckham ne possiede un centinaio.

Le maison del lusso da sempre dedicano le loro borse a donne di stile. E così davanti al nome della musa viene messo un articolo determinativo: ci si dimentica della “It-girl” e resta solo la “It-bag”.

“La Kelly” di Hermès, nota come ‘Sac à Dépêches’, è stata rinominata in questo modo dopo che nel 1956 la Principessa Grace l’aveva usata per nascondere ai paparazzi il suo stato interessante.

La musa di Gucci fu Jackie Kennedy. Negli anni Sessanta, l’allora vedova del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e compagna dell’armatore Aristotele Onassis, veniva spesso fotografata con la borsa modello “Constance” di Gucci che venne ribattezzata “Jackie O”, proprio in suo onore.

È a Lady Diana invece che si ispira la Lady Dior. La borsa nacque nel 1994, erano gli anni dello zainetto, del marsupio e delle tracolle etniche mentre questo accessorio era elegante, quadrato, di dimensioni contenute e si distingueva per un’impuntura cannage (ottenuta grazie all’intersecarsi di cuciture oblique e perpendicolari che richiamano nella loro forma dei piccoli diamanti). Due anni dopo, l’allora first lady francese Bernadette Chirac si è rivolta alla casa di moda parigina perché realizzasse un omaggio a Lady Diana in occasione della sua visita a Parigi. La principessa in visita all’atelier se ne innamorò e ne ordinò a decine per il suo guardaroba. Da allora la borsa, nata con il nome “Chouchou”, venne chiamata Lady Dior.

Le icone di stile di ieri non erano semplicemente testimonial ma vere e proprio muse degli stilisti e ne influenzavano lo stile e le creazioni. Anche in tempi più recenti le case di moda continuano a cercare personaggi che siano fonte di ispirazione: il brand britannico Mulberry ha fatto la sua fortuna grazie a una serie di borse celebri che portano il nome di alcune It-girl fra cui la bestseller Alexa del 2010 (dedicata ad Alexa Chung), la Del Rey (che prende il nome della cantante di “Young and Beautiful”) e la Cara, in onore di Cara Delevingne.  Anche le principesse del passato con un account Instagram sarebbero state definite influencer.

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