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Secondary ticketing, la Siae vince ricorso per il concerto degli U2

Spettacolo
U2 (Getty Images)

L'ordinanza proibisce a Live Nation, Seatwave e Viagogo di vendere ulteriori biglietti sul mercato secondario fissando una penale di 2000 euro per ogni tagliando

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Il tribunale civile di Roma ha proibito il secondary ticketing per le date romane del tour degli U2, accogliendo il ricorso presentato lo scorso 17 gennaio dalla SIAE: lo ha comunicato la stessa società con una nota condivisa sul suo sito ufficiale. L’ordinanza, emessa nella giornata del 9 giugno, proibisce a Live Nation, l’agenzia di promoting che organizza l’evento, e ai portali Seatwave e Viagogo la vendita diretta o indiretta sul mercato secondario dei biglietti dello show, fissando una penale di 2000 euro per ogni ulteriore ticket venduto, e riconoscendo a favore della società italiana autori ed editori il rimborso delle spese legali.

Il provvedimento

Nel dispositivo il Tribunale riconosce l’efficacia di una norma della legge di Bilancio per il 2017 che, al fine di contrastare la vendita e il bagarinaggio anche elettronico dei biglietti, prevede multe salate e la rimozione dei contenuti o l’oscuramento dei siti internet attraverso i quali la violazione è stata messa in atto. "La motivazione del Tribunale è molto efficace e favorevole per la nostra battaglia contro il fenomeno. Il giudice ha ritenuto che abbiamo dato prova dell'illecita attività sia dell'organizzatore dell'evento che delle piattaforme online che alimentano il mercato secondario" ha commentato in merito alla sentenza Gaetano Blandini, Direttore Generale di Siae.

I concerti sold-out e il secondary ticketing

Il ricorso della SIAE era arrivato lo scorso 17 gennaio, quando i biglietti per il concerto degli U2 erano terminati in tempi record sui circuiti ufficiali ed erano stati messi in vendita pochi minuti dopo sul mercato secondario a prezzi notevolmente maggiorati: “vogliamo tutelare sia i diritti dei nostri associati che i consumatori che si ritrovano a pagare anche fino a 10 volte in più i ticket di ingresso sul mercato parallelo” aveva spiegato allora Gaetano Blandini. Una situazione molto simile si era verificata anche dopo l’annuncio dei concerti italiani dei Coldplay: centinaia di persone avevano visto sparire dallo schermo la disponibilità dei biglietti a pochi secondi dall’inizio della messa in vendita su TicketOne, per poi vederli ricomparire a un prezzo triplicato su canali di vendita paralleli. In quell’occasione l’Antitrust aveva sanzionato Ticketone e altri 4 operatori di secondary ticketing per un totale di 1,7 milioni di euro.