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Prima foto di un buco nero, per “Science” è la scoperta dell'anno

Scienze

Lo scatto, svelato lo scorso aprile che “ha permesso di rendere visibile l'oscurità”, è stato giudicato dall’autorevole rivista come momento più importante del 2019 nell’ambito delle scoperte scientifiche 

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Secondo gli astrofisici, quando lo scorso aprile era stata mostrata al mondo, si trattava della foto del secolo. Per la rivista “Science”, meno prosaicamente, si tratta della scoperta dell’anno. E’ la prima foto in assoluto di un buco nero, realizzata grazie all’osservazione simultanea di otto radiotelescopi, che ha mostrato dal centro della galassia M87 un corpo celeste dalla massa sei miliardi e mezzo di volte più grande di quella del Sole, permettendo così ad un oggetto cosmico invisibile per definizione di poter essere visto e studiato direttamente. L’immagine del corpo celeste, situato al centro della galassia che si trova a circa 53 milioni di anni luce dalla Terra, ha rappresentato dunque un traguardo rivoluzionario, visto che fino a quel momento nessuno era mai riuscito a catturare o osservare un buco nero ad occhio nudo.

Un’impresa che sembrava impossibile

“Science” ha definito quel momento "un'impresa che era considerata impossibile e che invece ha finalmente "reso visibile l'oscurità", il tutto grazie al lavoro di oltre 200 ricercatori del grande progetto internazionale Event Horizon Telescope (Eht), finanziato dalla Commissione Europea, cui tra l’altro l'Italia ha partecipato con Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il buco nero protagonista della foto, avevano poi spiegato gli esperti nel corso di alcune conferenze stampa congiunte tenutesi a Bruxelles, Lyngby, Santiago, Shanghai, Tokyo, Taipei e Washington,era stato ripreso grazie ad un algoritmo fondamentale per la cattura dell'immagine creato da Katie Bouman, una giovane scienziata che insegna informatica e scienze matematiche presso il California Institute of Technology.

Le motivazioni della rivista

"Questo è stato un grande anno per la scienza, ma cosa poteva esserci di più meraviglioso che vedere un buco nero?", ha spiegato Tim Appenzeller dalla redazione di “Science”. "Sembra una magia, ma è stata un'incredibile impresa frutto del lavoro di squadra e della tecnologia". E infatti il progetto, che ha combinato i dati raccolti da ben otto telescopi in modo da creare, come riferiva anche il portale “The Verge”, una sorta di telescopio virtuale che ha permesso di riprodurre l'immagine del buco nero, aveva lasciato sbalordito chiunque. Nella foto, rivelata come detto lo scorso aprile, si poteva scorgere un cerchio luminoso fatto di gas bollente che circola sull'orizzonte degli eventi del buco nero M87, al centro della galassia Virgo A.

Le altre scoperte menzionate

Come spiegato dalla redazione di “Science”, l’eccezionalità di questa fotografia, anche grazie alla potenza che ha evocato, ha contribuito al raggiungimento di questo riconoscimento, sgomberando il terreno dalle altre scoperte concorrenti del 2019. Tra queste l’autorevole rivista cita il primo ritratto dell'Uomo di Denisova (scelto comunque come scoperta dell'anno dai lettori online di “Science”, con il 49% delle preferenze), il computer quantistico divenuto realtà grazie all'elaborazione in pochi minuti di un calcolo considerato difficilissimo nell'esperimento di Google, lo sviluppo di nuovi farmaci contro l’ebola e la fibrosi cistica, e l'intelligenza artificiale che ha superato campioni in carne e ossa nella versione del poker Texas hold'em a sei giocatori.