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Prisma, la Terra come non l’avete mai vista prima

1' di lettura

Così il satellite made in Italy svelerà il Pianeta e gli prenderà l’impronta digitale.

 

Il sogno di una missione racchiuso nel suo logo. La Terra, un satellite e l'arcobaleno. L'agenzia spaziale Italia, Leonardo e il consorzio OHB Italia portano sulla rampa di lancio Prisma (PRecursore IperSpettrale della Missione applicativa), satellite interamente made in Italy che promette di rivoluzionare il campo dell'osservazione della Terra dallo spazio. 

Da un'altezza di circa 620 km, viaggiando a una velocità di 27 mila chilometri orari, Prisma sarà un occhio potentissimo puntato sulla Terra, grazie a uno strumento unico al mondo. Il sensore ottico iperspettrale capace non solo di catturare immagini del Pianeta, ma anche di eseguire un'analisi chimico-fisica di quanto osserva. Ovvero, di svelare non solo la forma fisica di un oggetto, ma anche la sua firma spettrale, una combinazione unica di colori, ognuno con la sua intensità. A caccia d un risultato ambizioso: prendere l'impronta digitale alla superficie terrestre. Riuscire a distinguere le varie sostanze che si trovano a terra, nell'acqua e nell'aria consentirà a Prisma di monitorare lo stato delle risorse naturali e gli effetti dei cambiamenti climatici e delle attività umane. Ma anche di trasformarsi in uno strumento in grado affrontare emergenze nazionali e i disastri naturali, con una gestione dei dati affidata al Centro spaziale dell'ASI di Matera.

126 i milioni di investimento complessivo sul satellite, una decina gli anni di lavoro per una squadra ambiziosa. Oltre all'Agenzia spaziale italiana, prima committente di Prisma, Leonardo per la strumentazione elettro-ottica e il sensore stellare, bussola che gli consentirà di orientarsi nello spazio e puntare con precisione il suo occhio su un specifica regione terrestre. A OHB Italia invece, raggruppamento temporaneo di imprese, la responsabilità della missione e della gestione dei suoi tre principali segmenti: terra, volo e lancio. Lift-off che avviene a bordo di un altro gioiello made in Italy: Vega, lanciatore dell'ESA concepito e costruito in Italia, presso gli stabilimenti Avio di Colleferro, alle porte di Roma. Lancio numero 14 per un vettore con un curriculum ininterrotto di successi. 

Il countdown scatta in Guyana francese, allo spazioporto dell'ESA, il 15 marzo, quando in Italia saranno le 2.50 di notte. E il sogno di un satellite italiano capace di guardare la Terra in un modo diverso, svelandone tutti i suoi arcobaleni, illuminerà la notte fatta di giungla e spazio di Kourou.

 

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