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Spazio, anche le lune potrebbero ospitare forme di vita

Scienze
Luna (Ansa)

Questa nuova frontiera della ricerca è una conseguenza diretta delle ultime scoperte astronomiche che hanno svelato degli importanti aneddoti riguardo la formazione delle lune di Urano e Nettuno

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In futuro, le missioni per provare a scoprire nuova vita nell’Universo non riguarderanno solo i pianeti esterni al Sistema solare, ma anche le loro lune.
Questa nuova frontiera della ricerca è una conseguenza diretta delle ultime scoperte astronomiche, che hanno svelato alcuni misteri celati nella formazione delle lune di Urano e Nettuno, i pianeti posti ai confini del Sistema solare.
Stando al parere degli esperti, le lune presenti nell'Universo, oltre a essere più numerose del previsto, potrebbero avere le condizioni ideali per ospitare degli esseri viventi.

Urano e Nettuno: i segreti della formazione delle loro lune

Urano e Nettuno, nonostante siano molto simili per caratteristiche, hanno dei sistemi di lune sostanzialmente differenti tra loro.
A tal proposito, un team di ricercatori del Politecnico di Zurigo, coordinato da Judit Szulagyi, ha deciso di indagare approfonditamente la formazione delle lune dei due pianeti, cercando di spiegare scientificamente le loro differenze.
Urano, il gaggoso settimo pianeta del Sistema solare, ha cinque lune, Nettuno, invece, è attorniato solamente da un unico grande satellite naturale, Tritone.
Finora si era soliti pensare che il sistema di lune di Urano si fosse generato a seguito di una collisione cosmica, lo stesso processo che diede origine al satellite della Terra.

Nuovi interrogativi e misteri da svelare

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal Letters, i ricercatori hanno simulato la formazione delle lune, tramite l’utilizzo di un supercomputer. È così emerso che i sistemi di satelliti di Urano e Nettuno potrebbero essere il frutto dell’unione di dischi di gas e polveri, attratti dalla forza di gravità dei pianeti.
Nonostante i due corpi celesti del Sistema solare siano sostanzialmente leggeri, potrebbero aver avuto una forza gravitazionale sufficiente per calamitare il pulviscolo circostante.
Una scoperta che stravolge le precedenti conoscenze e arricchisce l’astronomia di ulteriori interrogativi e misteri da svelare.
"Se anche i giganti di ghiaccio possono formare i loro propri satelliti, ciò vuol dire che le lune nell'Universo sono molto più numerose del previsto e che anch'esse potrebbero essere potenzialmente abitabili", spiegano gli autori dello studio.
La ricerca indica la potenziale presenza di ulteriori lune simili a Europa e Encelado, i satelliti naturali di Giove e Saturno, che celano sotto i loro ghiacci le condizioni ideali per ospitare degli esseri viventi.