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Chi ha inventato il gelato? Storia e luoghi del dolce più amato

Salute e Benessere
Il gelato piace al 95% degli italiani (Getty Images)

Le origini potrebbero essere antichissime, ma una ricetta simile a quella che conosciamo oggi inizia a diffondersi in Toscana nel '500. Trasformandosi in un successo, non solo estivo

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Amatissimo in tutto il mondo, non solo in estate. In tante varianti, anche se la più amata resta la ricetta italiana. Ma quando è nato il gelato? E chi lo ha inventato? Difficile dare una risposta certa. C'è chi ne ha trovato tracce nella Bibbia, chi in alimenti “gelati” che risalgono ai tempi di Romani ed Egizi. Come molte “invenzioni” culinarie, più probabilmente, è il frutto di piccoli passi e perfezionamenti, che hanno portato poi alla nascita del gelato.

Le origini del gelato

Il gelato inizia ad avere grande diffusione nel Cinquecento, partendo da Firenze grazie all'inventiva di alcuni cuochi dilettanti e alla spinta della Corte dei Medici. Ci sono tracce di un pollivendolo, Ruggeri, che sbaragliò la concorrenza in un concorso dedicato ai piatti bizzarri indetto proprio dalla famiglia più in vista della città. Il suo “gelato”, probabilmente un sorbetto, avrebbe convinto Caterina de' Medici a tal punto da portare con sé Ruggeri in Francia. Il nome che viene però più spesso indicato come il vero inventore del gelato è Bernardo Buontalenti. Era un architetto di fama, che però si dedicava anche all'organizzazione di ricchi banchetti. È alla sua ricetta che si fa risalire il gelato artigianale italiano. Non a caso si chiama “Buontalenti” il più grande laboratorio mobile di produzione di gelato al mondo, che sarà operativo nella tappa romana del Gelato Festival 2019. Il successo del gelato parte quindi dalla odierna Toscana per espandersi in Francia. Un po' merito dei Medici, un po' per l'intraprendenza di alcuni italiani all'estero, come il palermitano Francesco Procopio dei Coltelli, che si trasferisce a Parigi e apre il primo caffè-gelateria della storia, ancora oggi una grande attrazione della capitale transalpina. Nel Settecento, Filippo Lenzi apre invece la prima gelateria in America.

La produzione industriale

Il gelato è un successo. Tanto che, accanto alla tradizione artigianale, iniziano progressivamente ad affermarsi i prodotti industriali. Nascono i primi attrezzi per velocizzare la produzione, come le gelatiere a manovella. L'Italia fa da apripista anche per i prodotti confezionati, in un settore che muove i primi passi e si consolida a Milano agli inizi degli anni '50. Come spiega l'Istituto del Gelato, nato nel 1991 su iniziativa delle più importanti industrie del settore, il primo gelato industriale su stecco, il Mottarello al fiordilatte, arriva nel 1948. Negli anni '50 è il momento in Campania del primo cono con cialda industriale, il Cornetto. Gli anni '70, con la diffusione del freezer nelle case, promuove i “secchielli” formato famiglia. Il primo è il Barattolino.

D'estate, ma non solo

Il gelato piace quasi a tutti. Secondo una ricerca di Istituto del Gelato ed Eurisko, è infatti gradito al 95% degli italiani. E tra questi, l'85% lo ama “molto o abbastanza”, il 39% dice di mangiarlo spesso, il 37% qualche volta e il 19% se lo concede raramente. Non sorprende che la stagione preferita per gustarlo sia l'estate: durante i mesi più caldi, il 56% degli italiani lo mangia almeno una volta alla settimana. E un italiano su tre lo fa quasi tutti i giorni. Ma sono molti (tre italiani su quattro) gli appassionati che scelgono coni e coppette anche nel resto dell'anno. Solo che cala la frequenza di consumo: il 20% mangia il gelato almeno una volta alla settimana, mentre solo il 2% lo fa più di quattro o cinque volte nell’arco di sette giorni.

Quali sono i gusti più amati

Il gelato si conferma soprattutto un intervallo di gusto o un dessert: viene infatti consumato soprattutto nel pomeriggio (55%) e dopo la cena (47%). Emerge però la tendenza del gelato come sostitutivo del pasto. Tra artigianali e confezionati, le varietà di gelato sono praticamente infinite. I grandi classici però restano ancora i gusti tradizionali. Il cioccolato trionfa con il 27% delle preferenze, seguito da nocciola (20%) e limone (13%). Seguono fragola (12%), crema (10%), stracciatella (9%) e pistacchio (8%). Più in generale i gusti cremosi sembrano battere quelli alla frutta: tre italiani su quattro affermano di sceglierne sempre almeno uno.