Health, ESMO 2026: l'oncologia entra nell'era della personalizzazione

Salute e Benessere
Raffaella Cesaroni

Raffaella Cesaroni

Dai vaccini terapeutici personalizzati all'intelligenza artificiale, dagli anticorpi bispecifici ai farmaci intelligenti. Dal Congresso ESMO di Madrid emerge una nuova idea di oncologia: non più cure uguali per tutti, ma strategie costruite sulle caratteristiche biologiche di ogni singolo paziente. Una rivoluzione che potrebbe cambiare profondamente il modo di prevenire, diagnosticare e trattare i tumori

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Sono quattro milioni gli italiani in vita dopo una diagnosi di tumore. È il dato più aggiornato fornito da AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica e riportato nel XVIII Rapporto FAVO sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, il documento annuale realizzato dalla Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia. È sempre AIOM, in occasione del Congresso ESMO in corso a Madrid, a rendere noto che in Europa si registrano ogni anno circa 2,7 milioni di nuove diagnosi di cancro: 5 nuove diagnosi ogni minuto. Numeri che raccontano una sfida sanitaria enorme, ma anche i progressi di una ricerca che negli ultimi anni ha permesso di aumentare sopravvivenza, qualità di vita e possibilità di cura. Grazie alla prevenzione e a cure sempre più efficaci, dal 1988 a oggi sono stati evitati circa 7,3 milioni di decessi oncologici nell’Unione Europea. 
È in questo scenario che si inserisce ESMO 2026, il Congresso della European Society for Medical Oncology, che ha riunito nella capitale spagnola i maggiori esperti mondiali di oncologia. Un appuntamento che, quest'anno più che mai, sembra segnare un passaggio storico: dall'oncologia di precisione all'oncologia personalizzata. Chi vive il Congresso da vicino si accorge di una cosa fondamentale: non si parla più soltanto di trovare il farmaco giusto per una determinata malattia, l'obiettivo è costruire trattamenti sempre più adattati al profilo biologico, genetico e clinico di ogni singolo paziente.

Dai vaccini personalizzati alla medicina su misura

La notizia simbolo del congresso arriva dai vaccini terapeutici a mRNA personalizzati. A differenza dei vaccini tradizionali, utilizzati per prevenire una malattia, questi trattamenti vengono sviluppati dopo la diagnosi e vengono progettati sulla base delle caratteristiche genetiche del tumore del paziente. L'obiettivo è addestrare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule cancerose residue, riducendo il rischio di recidiva. È una prospettiva che fino a pochi anni fa sembrava appartenere alla medicina del futuro e che oggi, grazie ai risultati presentati a Madrid, appare sempre più vicina alla pratica clinica.

Melanoma, il vaccino personalizzato che cambia l'oncologia

Fra le notizie che hanno attirato maggiore attenzione al Congresso ESMO 2026 c'è quella che molti esperti considerano una vera pietra miliare dell'oncologia moderna. Per la prima volta un vaccino terapeutico personalizzato a mRNA ha dimostrato in uno studio di fase 3 di poter ridurre in modo significativo il rischio di recidiva di un tumore. I risultati arrivano dal melanoma ad alto rischio e rappresentano una delle applicazioni più avanzate della medicina su misura. Il vaccino viene costruito partendo direttamente dal tumore asportato al paziente: attraverso l'analisi genetica delle cellule tumorali vengono individuate le caratteristiche uniche della malattia e, nel giro di circa sei settimane, viene realizzato un trattamento personalizzato capace di addestrare il sistema immunitario a riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue. 
Nello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001, che ha coinvolto oltre mille pazienti in 157 centri nel mondo, l'associazione tra il vaccino personalizzato e l'immunoterapia ha ridotto del 42% il rischio di recidiva o morte e del 38% il rischio di metastasi a distanza rispetto alla sola immunoterapia. A due anni dal trattamento, oltre l'82% dei pazienti è risultato vivo e libero da malattia. 
Più che un singolo risultato clinico, si tratta di una dimostrazione concreta di ciò che sta accadendo oggi in oncologia: non sviluppare una terapia valida per tutti, ma costruire trattamenti disegnati sulle caratteristiche biologiche di ogni singola persona. Una visione che fino a pochi anni fa sembrava futuristica e che oggi comincia a tradursi in benefici reali per i pazienti. 
Il Professor Giuseppe Curigliano, Presidente Eletto ESMO, dal 2027 guiderà la European Society for Medical Oncology, sottolinea come l'oncologia stia vivendo una fase di trasformazione senza precedenti: "L'oncologia sta vivendo una fase di importanti progressi, grazie a terapie sempre più innovative e personalizzate, grazie all'analisi molecolare possiamo identificare sottogruppi di pazienti e scegliere le cure più adatte a ciascuno".

ADC, i missili intelligenti contro il tumore

Tra i protagonisti di ESMO 2026 ci sono anche gli ADC, gli anticorpi farmaco-coniugati, considerati da molti specialisti una delle innovazioni più importanti degli ultimi anni. Il principio è semplice quanto rivoluzionario: un anticorpo riconosce specifiche caratteristiche della cellula tumorale e trasporta direttamente al suo interno un potente farmaco antitumorale. Come un missile guidato, la terapia colpisce il bersaglio riducendo il più possibile l'esposizione dei tessuti sani. Questi farmaci stanno già modificando il trattamento di molte neoplasie, dal tumore della mammella a quello del polmone, fino ad alcune forme di tumore gastrico e ginecologico. I risultati presentati a Madrid suggeriscono che il loro impiego sia destinato ad ampliarsi ulteriormente nei prossimi anni.

Anticorpi bispecifici, la nuova frontiera dell'immunoterapia

Un altro filone di ricerca che sta attirando grande attenzione è quello degli anticorpi bispecifici. Si tratta di molecole progettate per legarsi contemporaneamente alla cellula tumorale e alle cellule del sistema immunitario, favorendo un contatto diretto tra i due bersagli. In questo modo l'organismo viene aiutato a riconoscere e attaccare il tumore in maniera più efficace. Una strategia che sta offrendo risultati promettenti in diverse neoplasie e che potrebbe rappresentare una nuova generazione di immunoterapie. 
Il Professor Massimo Di Maio, Presidente AIOM evidenzia che l'immunoterapia continua a evolversi e oggi disponiamo di strumenti sempre più sofisticati per attivare il sistema immunitario contro il tumore e per individuare quali pazienti possono ottenere il massimo beneficio dai trattamenti.

L'intelligenza artificiale entra nel cuore della ricerca oncologica

A Madrid si è parlato molto anche di intelligenza artificiale. L'IA viene già utilizzata per analizzare immagini radiologiche, interpretare dati molecolari, individuare biomarcatori e supportare la progettazione degli studi clinici. L'obiettivo non è sostituire il medico, ma aumentare la capacità di leggere e interpretare enormi quantità di informazioni che oggi la ricerca produce ogni giorno. Più dati diventano disponibili, più diventa fondamentale disporre di strumenti capaci di trasformarli in decisioni cliniche utili per il paziente.

La ricerca corre, l'Europa deve accelerare

Accanto alle novità scientifiche, ESMO 2026 ha acceso i riflettori anche sulla competitività della ricerca europea. Stati Uniti e Cina stanno investendo massicciamente nello sviluppo di nuove terapie oncologiche e nella ricerca traslazionale. Per molti esperti il rischio è che l'Europa perda terreno se non verranno semplificati i processi regolatori e velocizzato l'accesso all'innovazione. Un tema particolarmente sentito dalla comunità scientifica europea, che chiede procedure più snelle e maggiore sostegno alla ricerca clinica indipendente. Il Professor Giuseppe Curigliano ha richiamato l'attenzione sul rischio di una riduzione degli studi clinici in Europa e sulla necessità di semplificare le procedure regolatorie per mantenere competitivo il continente nella ricerca oncologica. Un segnale incoraggiante arriva però dall'Italia. Anche quest'anno il nostro Paese si conferma al terzo posto nel mondo per numero di abstract presentati e accettati al Congresso ESMO, dietro soltanto a Stati Uniti e Cina. Un risultato che testimonia la qualità della ricerca oncologica italiana e il ruolo sempre più rilevante dei nostri centri nella produzione di evidenze scientifiche capaci di influenzare la pratica clinica internazionale.

Accesso equo alle cure

La Professoressa Rossana Berardi, Presidente Eletto AIOM e Direttrice della Clinica Oncologica dell'Università Politecnica delle Marche, osserva: “L'innovazione rappresenta una straordinaria opportunità, ma il vero obiettivo deve essere garantire un accesso equo alle nuove cure. I progressi della ricerca hanno valore solo se riescono a raggiungere tutti i pazienti”. Una sfida che riguarda l'intera Europa. In Italia l'accesso ai farmaci oncologici approvati dall'EMA è tra i migliori del continente, con l'89% delle terapie disponibili per i pazienti. Tuttavia, sono ancora necessari in media 470 giorni per rendere accessibile una nuova cura innovativa. La sfida del prossimo futuro non sarà quindi soltanto sviluppare trattamenti sempre più efficaci, ma garantire che l'innovazione raggiunga rapidamente le persone che ne hanno bisogno. A ESMO 2026, gli oncologi hanno ricordato come l'accesso tempestivo ai farmaci innovativi rappresenti ormai una delle grandi priorità della sanità europea. È questa la vera rivoluzione raccontata al Congresso di Madrid. Non una singola scoperta, non un singolo farmaco, ma un nuovo modo di pensare la cura. Un'oncologia che utilizza genetica, immunoterapia, intelligenza artificiale e nuove tecnologie per costruire percorsi sempre più personalizzati. Perché il futuro dell'oncologia sembra passare proprio da qui: non curare semplicemente una malattia, ma curare la persona che la vive.

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