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Ikea, nuovo progetto: realizzare case per malati di Alzheimer

Salute e Benessere
Ikea (Ansa)

Si tratta di abitazioni personalizzate che includono diversi elementi di design pensati ad hoc per i pazienti affetti da demenza: sono prive di specchi, che potrebbero mandarli in confusione, e di strumenti digitali 

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Ikea, il colosso dei mobili svedese, ha avviato un nuovo progetto pensato per migliorare la vita delle persone che soffrono di Alzheimer e, in generale, per i pazienti affetti da demenza. La nuova iniziativa si chiama SilviaBo, in omaggio alla regina Silvia di Svezia che ha voluto fin da subito prendere parte al nuovo progetto, probabilmente spinta dal desiderio di aiutare tutte le persone affette dalla stessa patologia di cui soffriva la madre.

Nuove case con elementi di design personalizzati

L’iniziativa è nata dall’idea di fornire agli anziani con demenza delle abitazioni in cui poter trascorrere in tranquillità gli ultimi decenni della propria vita.
Si tratta di case personalizzate che includono diversi elementi di design pensati ad hoc per i pazienti affetti da Alzheimer: sono prive di specchi, di strumenti digitali e di pavimentazioni di colorazione scura, che potrebbero mandarli in confusione e  in cucina sono dotate di manopole in vecchio stile. Le nuove case, realizzate in collaborazione con l’azienda svedese Skanska, includono anche giardini ‘terapeutici’, perfetti per favorire la socializzazione degli anziani.
“È sempre più in rialzo il costo necessario per prendersi cura degli anziani”, ha dichiarato Jonas Spangenberg, CEO di BoKlok (Skanska + Ikea) alla CNN Business. "È molto più economico per la società e il pubblico offrire loro un servizio a casa”.
Il progetto ha già dato i suoi frutti: sono state costruite le prime sei abitazioni appena fuori Stoccolma.

Alzheimer, messo a punto un esame del sangue che potrebbe predirlo

A un team di ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis si deve la realizzazione di un nuovo metodo in grado di predire, con un’accuratezza del 94%, se una persona soffrirà di Alzheimer, diversi anni prima dalla sua diagnosi.
Si tratta di un test del sangue, che tramite la spettrometria di massa è in grado di misurare la concentrazione della proteina beta-amiloide, responsabile della distruzione delle sinapsi cerebrali nei pazienti affetti da Alzheimer.