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Il microbiota influisce sulla salute dei bambini ancor prima della nascita

Salute e Benessere
Immagine di archivio (Getty Images)

I risultati di un nuovo studio indicano che l’analisi dei batteri che popolano l’intestino permette di prevedere se il neonato sarà in sovrappeso in futuro 

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L’importanza del microbiota, già ampiamente dimostrata da numerosi studi, potrebbe essere ancora maggiore di quanto finora ipotizzato. I risultati di una nuova ricerca, presentati durante il Congresso Europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive (ECCMID) ad Amsterdam, indicano che l’insieme dei microrganismi che abitano l’intestino influisce sulla salute dei bambini ancora prima della nascita. Dallo studio condotto da Katja Korpela, ricercatrice dell’Università di Oulu (in Finlandia), emerge che l’analisi del microbiota presente nel meconio, le primissime feci del neonato, permette di prevedere se il piccolo sarà in sovrappeso in futuro.

Le differenze nel microbiota dei neonati

Alla ricerca hanno partecipato 212 bambini. Fin dai primi giorni di vita sono stati sottoposti a delle periodiche misurazioni di peso e altezza e il loro microbiota è stato studiato in più occasioni (raccogliendo campioni di feci dal pannolino). Queste analisi hanno consentito a Katja Korpela di stabilire che il microbiota dei bambini che a tre anni saranno in sovrappeso è diverso da quello dei piccoli che invece avranno un peso normale. Nell’intestino dei primi il gruppo dei Bacteroidetes è più numeroso, mentre i Proteobacteria sono meno presenti.

Il microbiota della madre cambia durante la gravidanza

Una seconda ricerca, condotta dagli studiosi dell’Università Bar-Ilan a Ramat Gan e pubblicata sulle pagine della rivista specializzata Cell Reports, evidenzia che nel corso della gravidanza il microbiota della madre si modifica. In particolare, durante le fasi finali della gestazione, aumenta considerevolmente la presenza di Bifidobacterium, necessario per ‘digerire’ gli zuccheri sani del latte materno. I ricercatori ipotizzano che ciò avvenga per favorire lo sviluppo del nascituro. Inoltre, gli esperti sono riusciti a collegare i cambiamenti del microbiota materno alle differenti concentrazioni dell’ormone femminile progesterone, prodotto anche dalla placenta durante la gravidanza. Non è tuttavia chiaro in che modo i batteri che abitano l’intestino della donna reagiscano alle sue fluttuazioni.