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Inchiesta nomine, assoluzione Raggi innesca la resa dei conti nel M5S

Lazio

Dopo l'assoluzione dall'accusa di falso per la nomina di Renato Marra, fratello dell'ex capo del personale del Campidoglio Raffaele, il primo cittadino trova la spinta propulsiva per la sua ricandidatura e la rivincita contro un Movimento 5 Stelle non certo unanime nei suoi confronti

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Dopo l'assoluzione dall'accusa di falso in relazione alla vicenda della nomina di Renato Marra, fratello dell'ex capo del personale del Campidoglio Raffaele, Virginia Raggi trova la spinta propulsiva per la sua ricandidatura e la rivincita contro un Movimento 5 Stelle non certo unanime nei suoi confronti. La sua assoluzione è anche il vero avvio della campagna elettorale per il 2021, che toglie dal quadro una delle variabili più pesanti e costringe gli avversari a posizionarsi rapidamente.

Gli equilibri politici dopo l'assoluzione

Un'assoluzione che sembra costringere anche i più scettici del M5s a sostenere la ricandidatura di Raggi. Sul nome di Raggi niente accordo con il Pd, questo il diktat del Nazareno. Non è un mistero che parte del Movimento avrebbe accolto una condanna come la via per aprire scenari differenti, magari ritirandole il simbolo. Ora però per quell'ala rimarrebbe solo la sconfessione esplicita della sua amministrazione, scenario obiettivamente più increscioso e impraticabile. La sindaca chiede ai leader di gettare la maschera: sono stati, si sfoga, "quattro lunghi anni di solitudine politica. Credo che debbano riflettere in tanti, anche e soprattutto all'interno del M5s. Ora – prosegue Raggi - è troppo facile voler provare a salire sul carro del vincitore. Tanti abbiano la decenza di tacere".