Anm, Parodi: "Ai tavoli politici, se invitati, portiamo il nostro contributo"

Politica

Durante la riunione del Comitato direttivo centrale dell'Anm, il presidente uscente ha richiamato la politica alla responsabilità sui tavoli di confronto. Ha sottolineato che la delega ricevuta dopo la vittoria del No al referendum non è "in bianco" e che la credibilità della magistratura passa da trasparenza, coerenza e comportamenti individuali e associativi. Nella stessa seduta Parodi ha confermato le dimissioni, legate a motivi personali: resterà comunque nel direttivo

"I tavoli li decide la politica: se siamo invitati partecipiamo e portiamo il nostro contributo, insieme agli avvocati che sono indispensabili quanto noi. Spero che la politica voglia comunque affrontare problemi che nessuno può negare". Lo ha detto il presidente uscente dell'Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi, a margine del Comitato direttivo centrale a Roma, durante la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo l'annuncio delle sue dimissioni. Parodi ha confermato la decisione di lasciare l'incarico. "La vittoria al referendum, giunta dai cittadini, è una delega forte ma non in bianco. Non è un certificato che tutto funziona bene nella magistratura. La fiducia ci è stata concessa, dobbiamo meritarla. La magistratura non gode più di una fiducia automatica. Il cambiamento arriverà e la credibilità dipende dal comportamento che sapremo assumere come singoli e come associazione. La credibilità si misura sulla trasparenza la coerenza. Servono segnali concreti e distanza chiara dall'opacità e contro i personalissimi", ha aggiunto Parodi tra gli applausi. Da quanto si apprende, il passo indietro sarebbe legato a motivi personali, in particolare alla salute di un familiare. Resterà comunque nel Comitato direttivo centrale.