Governo Meloni, centrodestra tenta la ripartenza dopo la settimana più dura

Politica

Tra la sconfitta al referendum sulla giustizia e le dimissioni di ben quattro figure di rilievo del governo, la presidente del Consiglio ora deve decidere velocemente i prossimi passi da fare. Intanto anche in Forza Italia e Lega ci sono situazioni da affrontare: Marina Berlusconi ha preso il timone del partito del padre mentre Matteo Salvini si trova fronteggiare i problemi interni al Carroccio

La settimana forse più dura delle ormai 180 trascorse a Palazzo Chigi, si chiude per Giorgia Meloni cercando di guardare avanti, di rilanciare l'azione di governo dopo il colpo del referendum, il repulisti avviato nella squadra, le tensioni esplose anche dentro Forza Italia. Di novità ce ne saranno altre, a quanto pare, in Fratelli d'Italia e tra gli azzurri, ma intanto vanno recuperati fiato e lucidità. In ballo c'è la grande scelta: puntare al voto tra un anno abbondante nel 2027 o cercare di anticiparlo già ai prossimi mesi. Il calendario impone di decidere a stretto giro se credere nel rilancio del centrodestra, o evitare il rischio di logorarsi e giocare il tutto per tutto prima che il campo largo si strutturi meglio.

Nodo economico

Nel frattempo alcune cose vanno fatte comunque, lucidare l'immagine del governo puntando su economia, sicurezza, lotta all'immigrazione. Non è affatto semplice ridare fiato a un PIL che quest'anno, se va bene, crescerà la metà della media europea. Sempre che la guerra del Golfo non ci trascini in recessione. Tra un mesetto, intanto, capiremo dalle stime Eurostat se l'Italia potrà uscire dalla procedura di infrazione, altrimenti i cordoni della Borsa saranno ancora più stretti e finanziare la spesa per la difesa diventerà politicamente insostenibile. Tornando all'oggi si cerca di archiviare questa settimana orribile del centrodestra. Giorgia Meloni ragiona sulle caselle di governo da riempire, dal turismo alla giustizia, e valuta se e quanto cambiare anche dentro Fratelli d'Italia.

Forza Italia e Lega

L'onda referendaria continuerà a scuotere Forza Italia, il partito più esposto, il più colpito dall'insuccesso nelle urne. Il timone lo ha impugnato Marina Berlusconi, vedremo con quali effetti su organigramma Azzurro. In linea politica. Matteo Salvini resta defilato, la valanga del no ha coinvolto meno un carroccio schierato volutamente un passo indietro. Ma la Lega aveva già i suoi problemi interni e ora frena sulla riforma elettorale che martedì prossimo sbarca in commissione alla Camera. Sarà il grande gioco degli specchi politici in queste settimane, che in ogni caso segnano l'inizio della campagna elettorale per le politiche.