Caso Siher, Nordio: "Sorpreso dalla decisione del gip ma no all’invio di ispettori"
PoliticaIl direttore di Sky TG24, Fabio Vitale, ha intervistato il Guardasigilli Carlo Nordio in occasione della 17esima edizione del Salone della Giustizia. Tra i temi trattati, l'indulto, i cortei e la sicurezza. Intanto il Csm chiede apertura pratica a tutela per gip di Milano
"La decisione del Gip di Milano mi ha sorpreso", così il ministro della Giustizia Carlo Nordio è tornato sul caso di Youssef Siher, l'uomo accusato di eversione e terrorismo in quanto amministratore delle pagine social del "Movimento 17 ottobre" e scarcerato dai giudici. Nordio è stato intervistato dal direttore di Sky TG24, Fabio Vitale, nell'ambito della 17esima edizione del Salone della Giustizia.
Carlo Nordio sul caso Siher
Al ministro della Giustizia è stato chiesto un commento riguardo alla decisione del gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher perché "non c'erano gravi indizi per fermarlo". Nordio ha sottolineato che, come ex magistrato, rispetta la decisione della giudice per le indagini preliminari aggiungendo che "questi provvedimento devono sempre essere letti integralmente e sono suscettibili di opposizione da parte della Procura ". "Ho già detto e ripeto però - ha spiegato - che sono rimasto sorpreso perché la motivazione con la quale la Procura aveva chiesto non solo la convalida del fermo ma l'ordinanza di custodia cautelare, era molto ben motivata". Per il ministro vedere che le motivazioni dei pm siano state respinte in toto "è stato motivo di sorpresa". In ogni caso Nordio ha affermato che "non c'è alcuna intenzione di mandare gli ispettori a Milano" dopo la decisione del gip di rimettere il libertà Youssef Siher.
Csm, chiesta apertura pratica a tutela per gip di Milano
Intanto oggi tutti i consiglieri togati del Csm (ad eccezione degli appartenenti a Mi: Paola D'Ovidio, Eligio Paolini, Bernadette Nicotra, Maria Vittoria Marchianò, Luisa Mazzola ed Edoardo Cilenti), insieme ai consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli, hanno chiesto l'apertura di una pratica a tutela per Tiziana Landoni, gip presso il Tribunale di Milano, in relazione alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio sul provvedimento di non convalida del fermo di Youssef Siher. Il documento è stato depositato al Comitato di presidenza di Palazzo Bachelet. "Le dichiarazioni sono ritenute inaccettabili perché travalicano i confini della legittima critica ai provvedimenti giudiziari, rischiando di delegittimare la magistrata e la stessa funzione giurisdizionale- secondo il contenuto della richiesta di pratica a tutela della magistrata -. Le decisioni giudiziarie possono essere criticate, anche severamente, ma non possono essere rappresentate come un ostacolo alla sicurezza dei cittadini o una mortificazione del lavoro delle Forze dell'ordine". E ancora: "particolarmente preoccupante è che simili affermazioni provengano dalla più alta autorità di Governo, con il rischio di trasformare decisioni giudiziarie sgradite in occasioni di contrapposizione politica. La sicurezza collettiva e il rispetto delle garanzie costituzionali non sono valori contrapposti. La richiesta di tutela intende riaffermare il ruolo del Csm nella salvaguardia dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".
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Il ministro della Giustizia sulle manifestazioni del 17 ottobre
Spostando l'attenzione su quanto accaduto a Milano durante le manifestazioni del 17 ottobre, Nordio ha segnalato che "quando manifestazioni avvengono simultaneamente in vari Paesi, non solo in Italia, ma in Francia, Spagna, Albania, il sospetto che ci siano forme diverse da quelle spontaneistiche emerge. Dopo il '68 non si era mai assistito a tante manifestazioni, anche di minori slegati da ideologie politiche". A una domanda sull'indulto, invece, il ministro ritiene che "ogni forma di clemenza gratuita per me è una forma di resa dello Stato se viene fatta per svuotare le carceri, perché allora uno si chiede: perché li metti dentro se poi non hai posto? L'esperienza poi ci insegna che quando si fanno questi indulti dopo un anno la situazione torna identica a prima. Altra cosa, e lo stiamo facendo, sono i percorsi alternativi per i tossicodipendenti che sono malati da curare più che delinquenti da punire".