Matteo Salvini: "Al voto senza Vannacci. Mi freghi una volta..."

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Il leader della Lega: "Lo seguo con rispetto ma non ci siamo più sentiti. Delusione più umana che politica". E sul proprio futuro chiarisce che resterà segretario per i prossimi 3 anni, ma in caso di vittoria alle elezioni vorrebbe tornare al Viminale

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"Vannacci? Una delusione più umana che politica". Tanto che alle elezioni "andremo con questa coalizione ma senza di lui". Il segretario della Lega, Matteo Salvini, parla a ruota libera intervistato da Giuseppe Cruciani sul palco dell'evento NexUs, raduno dei giovani leghisti a Milano Marittima. E spiega che in caso di vittoria alle elezioni vorrebbe tornare al Viminale. Ma intanto è certo di una cosa: continuerà a fare il segretario del Carroccio per i prossimi 3 anni.

La "delusione Vannacci"

Su Roberto Vannacci, Salvini chiarisce di non avere rancore: la sua è "più una delusione umana che politica" e per questo "dura qualche ora poi si guarda avanti". Certo, sottolinea, "rimangiarsi nel giro di qualche settimana tutta questa apertura" della Lega "da parte di un uomo in divisa è stata una delusione". E ora che il generale ha scelto la sua strada, "lo seguo con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto". Però "non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta...". E chiarisce che "se ai loro convegni si salutano e si accolgono al saluto di camerati, preferisco il raduno dei giovani della Lega. La parola camerata fa parte di un passato da studiare".

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"Segretario per altri 3 anni"

Salvini ha quindi ribadito che "io sono partito da militante e continuerò anche quando non sarò più segretario a fare il militante fra i militanti. L'anno scorso i militanti mi hanno chiesto di continuare a fare il segretario per 4 anni, uno è passato, ce ne sono altri tre. Farò con orgoglio il militante fra militanti da segretario in questo momento per altri 3 anni". E alla guida del Carroccio "sento dentro il fuoco che avevo 35 anni fa quando feci la prima tessera e alcune battaglie sono lì e purtroppo sono quasi solo nostre".

"Mi piacerebbe fare il ministro dell'Interno"

Sulle prospettive di governo, invece, Salvini sottolinea che "non è mica facile fare il ministro dell'Interno... A me piace portare a termine le cose. In questa legislatura vado avanti a chiudere i cantieri". Ma se la Lega vince "le prossime elezioni'', ''mi piacerebbe farlo''.  In ogni caso "decidono sempre gli italiani, sono a disposizione del mio governo. Per quel che ritiene che sia utile fare", Giorgia Meloni "troverà in me un leale esecutore".

La legge elettorale e il rischio milionari

Sulla legge elettorale, Salvini spiega di essere "laico: per me proporzionale o maggioritario, basta che sia un premio che permetta a chi prende un voto in più di governare. Poi, se sei bravo, governi e se non lo sei, vai all'opposizione, perchè è giusto così. Io sono stato eletto per decenni con le preferenze in Consiglio comunale e a Bruxelles. L'unico dubbio - e sono laico anche su questo - è questo momento storico che è diverso rispetto al passato quando la campagna elettorale per il comune di Milano o per le europee la facevi con dei volantini in carta ciclostilati e messi sotto i tergicristallo. Adesso l'unica mia preoccupazione e ripeto, io sono sempre stato eletto con le preferenze, è fare una campagna elettorale che permette solo ai milionari di emergere e prendere i voti''.

"No a liberalizzare qualsiasi tipo di droga"

Sulle droghe, invece, "la politica deve prendersi la responsabilità di dire anche dei no". E quindi, ha ribadito Matteo Salvini, "su qualsiasi tipo di droga, io dirò di no finché sono segretario della Lega".

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"Fondamentali buoni rapporti con la Russia"

Parlando "a titolo personale e non da ministro", Salvini ha infine ribadito che "tornare ad avere buoni rapporti da tutti i punti di vista con la Federazione Russa, che è il Paese più esteso al mondo, sia fondamentale per il futuro culturale dell'Occidente perché l'alternativa è regalare Mosca a Pechino e se noi cementiamo l'asse tra Mosca e Pechino abbiamo finito di vivere e di sopravvivere". Anche dal punto di vista dell'energia, "ricomprerei gas russo, sì. Oggi ci sono Paesi europei importanti che stanno comprando centinaia di milioni di euro di materie prime dalla Russia. Quindi non possiamo farci dare lezioni o farci fare la morale da qualcuno a Madrid o a Parigi che poi fa affari con la Russia in questo momento. Noi non siamo in guerra contro la Russia e non ci conviene entrare in guerra contro la Russia".

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