Coronavirus, Speranza: se si riduce quarantena aumenta il rischio

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"Credo che in questo momento sia fondamentale per l'Italia vedere la reazione alla riapertura delle scuole", ha detto il ministro della Salute a Porta a Porta

Niente quarantena breve, parola del ministro Speranza. "Il Comitato tecnico scientifico ieri ha cominciato la valutazione del numero di giorni di quarantena, si consulteranno con gli organismi internazionali e confronto con altri Paesi. Ma c'è un dato di fatto: se riduci l'isolamento aumenti il rischio e io credo che in questo momento sia fondamentale per l'Italia vedere la reazione alla riapertura delle scuole. Rimesse in moto dieci milioni di persone, allora io dico, facciamo passo per passo una valutazione. Si può valutare di ridurre la quarantena, ma si deve decidere con tutti gli elementi sul tavolo", ha detto il ministro della Salute a Porta a Porta.

"Non abbiamo riaperto discoteche, con la mia ordinanza le ho richiuse"

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"La scelta di tenere aperte le discoteche non è stata fatta dal governo, né da me come ministro della Salute - ha aggiunto - . Noi alla metà di maggio abbiamo autorizzato le Regioni a fare provvedimenti anche più restrittivi oppure meno. Non c'è mai stato un decreto o una mia ordinanza che dicesse di riaprire le discoteche. Sono state le Regioni nella loro autonomia a riaprire. Quindi sono intervenuto con una mia ordinanza che ha annullato quei provvedimenti. Non c'era un manuale di istruzioni, ma nelle scelte di fondo abbiamo indicato una strada che si è rivelata la più giusta".

 

"Importante test veloce Menarini, ora verifiche" 

 

"Anche l'azienda italiana Menarini sta facendo un lavoro importante, la scienza sta facendo un lavoro senza precedenti. Sul test che dà risultati in 12 minuti annunciato oggi è ovvio che c'è bisogno che le autorità nazionali facciano una verifica puntuale. E quindi non basta che un'azienda lanci un prodotto, perché c'è bisogno che sia validato, ma quello che vediamo è che c'è un'evoluzione continua", ha proseguito "Delle cure si parla molto meno, ma per esempio in Toscana l'equipe di ricercatori guidata da Rino Rappuoli sta mettendo a punto cure con gli anticorpi monoclonali e questo è fondamentale. Avremo risposte in tempi medi, ora strategia è

resistere e le armi sono i comportamenti delle persone", ha aggiunto.

 

"Obbligo vaccino Covid prematuro.Forse nel 2021"

 

"La discussione sull'obbligo del vaccino è prematura perché ancora non c'è - ha detto sul vaccino -. Quando incomincerà ad arrivare anzi ci sarà il problema di chi lo farà per primo poiché nei primi mesi dovremo decidere a chi darlo. L'orientamento del governo italiano è di partire dal personale sanitario, perché tutti gli studi ci dicono che sono stati i più colpiti, i più esposti. Tra loro la percentuale colpita dal Coronavirus è del 5%, mentre tra il resto dei cittadini siamo al 2,5%. Poi passeremo alle persone più anziane con più patologie, l'area delle Rsa, e poi andremo a scendere. Sull'obbligo ci occuperemo forse alla fine del 2021". 

 

"Sul vaccino vinceremo la partita"

 

"C'e' in corso sul vaccino un lavoro senza precedenti che ci porterà al successo. Questa partita l'uomo la vincerà. Poi vedremo se sarà AstraZeneca o un'altra

compagnia. Quel che è certo è che vogliamo in vaccino nel più breve tempo possibile e lo vogliamo sicuro. Noi non autorizzeremo mai un vaccino che non ha completato tutti gli step in maniera puntuale. Quello di Oxford è uno dei sette vaccini su cui sta investendo l'Unione europea. Noi abbiamo un atteggiamento di pieno investimento perché riteniamo che quella del vaccino sia davvero una partita decisiva", ha concluso

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