Puglia, via libera del governo al decreto sulla doppia preferenza alle elezioni

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Ok del Consiglio dei ministri al testo sull'adeguamento del sistema elettorale della Regione, la cui attuazione è nelle mani del commissario straordinario Antonia Bellomo. Il presidente del Consiglio Conte: "Oggi abbiamo scritto una nuova pagina nella storia italiana dei diritti delle donne”. Il governatore Michele Emiliano: “Ringrazio tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione”. Le opposizioni: "Si gioca con le istituzioni, chiediamo che su questa situazione vigili il presidente della Repubblica "

Via libera del Consiglio dei ministri, a quanto si apprende da fonti di governo, al decreto sull'adeguamento del sistema elettorale della Regione Puglia alla doppia preferenza di genere. Nel testo del provvedimento è prevista anche la nomina di un commissario straordinario, che sarà Antonia Bellomo (prefetta di Bari), con la funzione di provvedere "agli adempimenti strettamente conseguenti" per l'attuazione del testo. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Facebook: "Oggi abbiamo scritto una nuova pagina nella storia italiana dei diritti politici e, in particolare, dei diritti delle donne”.

Le trattative

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Per tutta la giornata c'era stata da parte dei partiti una rincorsa a chiedere la convocazione urgente dell'Assemblea regionale ma dopo trattative e dialoghi a distanza, nel pomeriggio è stato convocato un Cdm ad hoc. Tutto questo mentre Raffaele Fitto, a Bari, assieme al senatore di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa insisteva per un ritorno in Consiglio regionale: "Siamo disponibili a votare in un minuto il disegno di legge sulla doppia preferenza di genere proposto da Michele Emiliano, perché dobbiamo farci commissariare dal governo nazionale?", le sue parole in mattinata. Per tutta la giornata ci sono state interlocuzioni, sia a livello nazionale che in Puglia, tra centrosinistra e centrodestra per trovare un accordo in particolare sull'obbligo di inserire nelle liste massimo una proporzione di genere di 60/40 dei candidati.

Cosa cambia con il decreto

Il decreto agisce modificando il Dl 20/2016 e in particolare aggiungendo due commi. Il primo esplicita che il mancato recepimento delle norme sulla promozione della pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive "integra la fattispecie di mancato rispetto di norme di cui all'articolo 120 della Costituzione e, contestualmente, costituisce presupposto per l'assunzione delle misure sostitutive ivi contemplate". Il decreto dispone l'applicazione in Puglia della doppia preferenza di genere e il rispetto dei "criteri di parità" nella formazione delle liste, pena l'intervento dell'Ufficio centrale circoscrizionale. Il principio richiamato dal Dl, proposto dal ministro dem per gli Affari regionali, Francesco Boccia, e dalla ministra Iv delle Pari opportunità, Elena Bonetti, è quindi quello della "tutela giuridica dell'unità della Repubblica".

Conte: “No a ulteriori discriminazioni a carico delle donne”

“Per la prima volta il Governo è intervenuto per adottare un decreto-legge che introduce nella legislazione della Regione Puglia il vincolo della doppia preferenza - scrive Conte - offrendo a tutti gli elettori pugliesi la garanzia di poter scegliere, in occasione della prossima competizione elettorale, tra candidati di sesso diverso. Per il Governo l'empowerment femminile è un imperativo morale, politico e giuridico. Non siamo disposti a consentire ulteriori discriminazioni a carico delle donne". E ammonisce: "Questo vale anche per le altre Regioni che ancora non hanno adeguato i rispettivi sistemi elettorali al principio di parità di genere". Poi lancia un appello “a tutte le forze parlamentari, senza distinzioni tra maggioranza e opposizioni: sarebbe davvero un bel segnale che il decreto-legge appena approvato dal Consiglio dei Ministri riunito in seduta straordinaria fosse convertito in legge all'unanimità dal Senato e dalla Camera dei Deputati”.

Emiliano: "Ringrazio tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione"

Soddisfatto anche Michele Emiliano: "Dopo cinque anni di tentativi di convincere il Consiglio Regionale della Puglia, assolutamente sovrano in materia, ad approvare la doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese per adeguare la nostra regione al resto d'Italia, oggi il nostro impegno programmatico si è realizzato grazie al Governo della Repubblica", dice il presidente della Regione. "Oggi - prosegue Emiliano - davanti al Consiglio dei Ministri che mi ha convocato allo scopo, ho potuto finalmente esprimere il mio pieno consenso all'introduzione della doppia preferenza di genere nella legislazione pugliese. Ringrazio tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione che in queste ore hanno espresso favore nei confronti del provvedimento che il Governo ha appena approvato. Non c'era più tempo purtroppo per riconvocare il Consiglio Regionale, ma nella sostanza il provvedimento del Governo riassume le posizioni di tutti ed equipara la legge pugliese a quella delle altre regioni e dei comuni. La cosa più importante è aver raggiunto l'obiettivo che ci eravamo prefissi".

Berlusconi-Meloni-Salvini: “In Puglia si sta giocando con le istituzioni“

Dura invece la reazione dei leader delle opposizioni: "In Puglia si sta giocando con le istituzioni, piegandole ad interessi di una parte politica. Per responsabilità del presidente uscente, il consiglio dei ministri si è preso la responsabilità di scrivere un provvedimento che rischia di compromettere il libero esercizio del voto in Puglia e rappresenta una gravissima ingerenza politico elettorale - scrivono in una nota congiunta Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini - Il rischio evidente è quello di creare un precedente pericolosissimo ed un incidente istituzionale finalizzato a far saltare le elezioni". "Chiediamo che su questa situazione vigili il Presidente della Repubblica - aggiungono - Il centrodestra ha già comunicato più volte che è disponibile subito a votare in Consiglio Regionale il testo di legge che prevede la preferenza di genere. L'altra notte è mancato il numero legale in aula perché la maggioranza ha abbandonato. Noi ci siamo, nel rispetto delle regole. Si convochi il Consiglio e si metta fine a questa farsa. Non accetteremo in alcun modo ulteriori forzature e chiediamo che vengano salvaguardate la libertà e l'autonomia della Puglia".

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