Autonomia, Fontana e Zaia scrivono a Conte: "Feriti da sue parole". Premier: "Prendo atto"

Politica

I governatori di Lombardia e Veneto rispondono alle esternazioni del presidente del Consiglio sul tema dell’autonomia regionale. I due presidenti di Regione assicurano: “Non firmeremo l’intesa se si continua con questa farsa”. Salvini: "Non accettiamo un no"

I presidenti di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, in una lettera aperta diretta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte si dicono “profondamente feriti” per le sue esternazioni. I due governatori, in un messaggio pubblicato anche su Facebook da Zaia, si dicono amareggiati “soprattutto dopo colloqui diretti durante i quali abbiamo più volte sottolineato che non si chiedono più risorse, ma semplicemente la possibilità di spendere in autonomia quelle che ci sono già assegnate”. Il riferimento è alla questione dell’autonomia regionale, su cui, negli ultimi due giorni, si è consumato uno scontro tra Fontana, Zaia e Conte. Poche ore dopo la pubblicazione della lettera, fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che Giuseppe Conte "ne ha preso atto e, soprattutto, ha registrato un cambio di toni che prelude a una corretta interlocuzione istituzionale".

Zaia e Fontana: “Non firmeremo l’intesa se continua questa farsa”

"Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai", si legge nella lettera al premier in cui i due governatori assicurano che non firmeranno l'intesa sull'autonomia "se si continua con una farsa". "Noi restiamo aperti al dialogo con Lei, Presidente Conte, e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere", dichiarano i due, aggiungendo che: "Noi vogliamo l'autonomia per cercare di semplificare la vita di tutti, rendendo chiaro e semplice individuare chi fa che cosa, superando la sovrapposizione di compiti e funzioni che oscurano le responsabilità, dilatano i tempi e fanno esplodere i costi" e “snellendo la burocrazia”.

I governatori chiedono a Conte di trovare un’intesa

"Nessuno vuole aggredire l’unità nazionale, nessuno vuole secessioni”, assicurano poi Zaia e Fontana, sicuri che “l'autonomia chiesta da Lombardia e Veneto sia perfettamente in linea con la Costituzione”. E attaccano: “Lei sa bene quanti e quali Ministri si sono impegnati in questa irresponsabile gara a spararla più grossa" e chi “evidentemente la Carta l'ha letta soltanto sul Bignami” e diffonde “false notizie con malizia e cattiva fede”. "Signor Presidente – è quindi l'esortazione dei governatori -, arrivi al più presto a trovare una intesa coi ministri, formuli una bozza di intesa seria da proporci, quindi con altrettanta velocità saremo in grado di replicare in modo costruttivo". Altrimenti “Lei si assumerà la responsabilità di aver negato quanto è stato chiesto da referendum, da milioni di elettori veneti e lombardi, da risoluzioni dei consigli regionali approvati all'unanimità”.

Lo scontro Conte-governatori

La lettera aperta arriva in risposta a un’altra missiva che il premier Conte ha affidato alle pagine del Corriere della Sera. Rivolgendosi ai cittadini della Lombardia e del Veneto, Conte ha scritto: "Basta con gli insulti, serve rispetto, ed è ingeneroso sostenere che il governo è poco attento alle richieste delle Regioni", aggiungendo di essere pronto a incontrare Fontana e Zaia. Ieri, i due governatori avevano commentato molto duramente lo stallo in corso sul dossier autonomia: per il governatore del Veneto "se non si fa l'autonomia il governo non ha senso", mentre il governatore lombardo si è detto stupito che Conte “che ancora stimo, sia stato coinvolto in questa cialtronata”. In particolare, i due amministratori criticano le incertezze sul tema della scuola, con il no dato da Conte alle assunzioni dei docenti su base regionale.

Salvini: "Non accettiamo un no"

Sul tema è intervenuto in serata anche il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini. "Io voglio unire questo Paese e per governare bisogna passare dalle autonomie. Non accettiamo un no come sta invece succedendo. Il governo passa
dalle Autonomie" ha detto da Adro, nel Bresciano.

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