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Autonomia, strappo M5s-Lega al vertice. Conte: "Avanti nel rispetto della Costituzione"

Politica

La lite nell'esecutivo è scoppiata quando i pentastellati hanno accusato gli alleati di governo di voler introdurre “gabbie salariali” per la scuola. Replica il Carroccio: “Inutile sedersi a un tavolo che non funziona”. Il premier prova ad abbassare i toni

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Termina con un ennesimo strappo tra i due alleati di governo il vertice a Palazzo Chigi sull’Autonomia differenziata per Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. La lite è scoppiata quando i 5Stelle hanno accusato la Lega di voler inserire - per quanto riguarda il capitolo scuola - le gabbie salariali, "ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile". "Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l’opposto”, replicano fonti leghiste. E aggiungono: "Invece di andare avanti si torna indietro", e "i 5 Stelle condannano il Sud all’ arretratezza". "L'Autonomia è nel contratto di governo: se qualcuno ha cambiato idea basta che lo dica e non si vada allora ulteriormente avanti”, rincara la dose il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani. "Chi rallenta sull'Autonomia non fa un dispetto a Salvini o alla Lega. Certe cose io me le aspetto dalle opposizioni, dal Pd”, tuona Salvini. Per poi ribadire: “Voglio un governo che corre, che lavora, che cresce. Non che torna indietro”. Mentre il premier Conte prova a fare da pontiere: “Si va avanti sull'autonomia, ma stando attenti a salvaguardare l'unità del Paese e la Costituzione”, avrebbe detto nel corso dell’incontro.

Di Maio: “Il tavolo si è bloccato sulla scuola”

"Stamattina il tavolo sull'autonomia si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola - spiega il vicepremier Luigi Di Maio - Un bambino non sceglie in quale regione nascere: noi dobbiamo garantire l'unità della scuola così come l'unita nazionale”. "I bambini - ha proseguito il leader pentastellato - non c'entrano niente con l'autonomia e noi dobbiamo garantire l'unità della scuola come quella della nazione”. "L'Autonomia si deve fare ma non si deve fare male”, conclude.

Stefani: “5 Stelle rispettino referendum”

A stretto giro arriva la replica del ministro Stefani: ”Chiedo al M5s se ritengono che i referendum non valgano più nulla. Spero che ci sia un ripensamento su questa posizione. In questo momento c'è una sospensione e non è ancora stato fissato un nuovo appuntamento. Per me di autonomia si deve parlare immediatamente". Sull'Autonomia, aggiunge, ”noi chiediamo di dare un riscontro a quelle che sono richieste, richieste motivate e supportate, in particolare per quanto riguarda Lombardia e Veneto, da un fortissimo referendum". "Nessuna gabbia salariale - precisa Stefani - solo strumenti che esistono già nel nostro ordinamento, dagli incentivi della contrattazione integrativa per dare continuità dell'offerta formativa e ovviare alle carenze di organico”.

Zaia: “Scandalosa presa in giro”

“È una grande riforma, firmerò solo cose serie”, puntualizza intanto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che definisce il vertice di oggi “una farsa, un' autentica farsa. Sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l'autonomia verso l'agonia. Sappiano però che, finché ci sarò io, l'autonomia non sarà morta né, tanto meno, le istanze dei veneti”, sottolinea. E chiede "formalmente ai grillini di presentare subito agli italiani la loro proposta di autonomia". "Visto che si sprecano quotidianamente nel commentare la nostra - osserva -, diamo per scontato che di autonomia sanno tutto, e quindi presentino immediatamente, non tra mesi come altre cose che stiamo aspettando, la loro proposta, con un articolato e con la bozza d'intesa che intendono portare al Paese".