Decreto sicurezza, Salvini contro i negozi etnici: "Chiusura alle 21"

Foto d'archivio Fotogramma
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Il ministro dell'Interno annuncia un emendamento al dl sicurezza per imporre l'orario: "Non è contro attività straniere ma per limitare abusi di alcuni", afferma. Perplessità di Confesercenti e Confcommercio. Cirinnà (Pd): "A quando stelle gialle su vetrine?"

Nel decreto sicurezza ci sarà un emendamento che fisserà la chiusura dei negozi etnici alle 21. Lo ha annunciato durante una diretta Facebook dal tetto del Viminale il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha lanciato così un'offensiva contro i negozietti etnici, definiti "ritrovo di spacciatori, ubriaconi e casinisti". Durissimo l'attacco della senatrice Pd Monica Cirinnà: “Nella sua spasmodica ricerca della sparata quotidiana il ministro Salvini oggi se la prende con i negozi etnici”. “I commercianti vengono quindi ora schedati in base all'etnia dei loro proprietari”, afferma. “Da quando Salvini ordinerà poi le stelle gialle sulle vetrine? Tutto ciò ha un nome: si chiama fascismo, già visto e duramente vissuto dal nostro Paese. Il cognome invece è quello che oggi siede al Viminale". E Confesercenti prende le distanze: "Non si può - spiega il segretario generale Mauro Bussoni - fare una norma che discrimina determinati imprenditori rispetto ad altri”.

Confesercenti: "Doveri valgono per tutti, italiani o stranieri"

Nell’annunciare la misura, Salvini prende di mira quei "negozietti etnici, dove c'è gente che beve fino alle 3 del mattino, pisciano e cacano sulla porta di casa e questo non è educato”. “Non è un'iniziativa conto i negozi stranieri, ma per limitare gli abusi di alcuni", sottolinea il ministro. E il segretario di Confesercenti Bussoni afferma: “Chi ha un'attività commerciale ha diritti e doveri: il dovere di rispettare le regole e il diritto di restare aperti, che siano esercizi gestiti da stranieri o da italiani". Più cauta invece Confcommercio: "Il principio di voler contrastare l'invasione dei minimarket nei centri storici cittadini, fenomeno figlio delle liberalizzazioni, è condivisibilissimo, ma va fatto con raziocinio", osserva Enrico Postacchini, membro della giunta. Per il presidente di Codacons Carlo Rienzi “i negozi etnici sono molto utili ai consumatori, perché rimangono aperti più a lungo degli altri esercizi e commercializzano una moltitudine di prodotti di diverse categorie, consentendo ai cittadini di fare acquisti “last minute””. E, aggiunge, “in materia di commercio e sicurezza non è corretto generalizzare”.

Salvini sul dl sicurezza: "Società di calcio dovranno pagare per garantire ordine pubblico"

Sempre come emendamento al decreto sicurezza Salvini ha annunciato l’aggiunta di un'altra misura al dl che imporrà alle società di calcio di contribuire con una quota dei loro incassi per garantire l'ordine pubblico. Il titolare del Viminale punterà poi a far pagare anche alle società di calcio le spese per le migliaia e migliaia di agenti impegnati negli stadi. "Visto che i club pagano milioni di euro per acquistare giocatori - afferma - chiedere loro di versare una piccola quota dei loro incassi (il 5-10%) per la gestione dell'ordine pubblico mi sembra solo buonsenso". Su questo punto risponde al ministro il presidente del Torino, Urbano Cairo: "Vediamo la legge e poi valutiamo. Posso dire che i club già investono in sicurezza, e non poco, con gli steward". "Il Torino - precisa Cairo - incassa durante l'anno circa 5 milioni. Per la sicurezza paghiamo gli steward, sono costi di servizio che già vanno oltre quella soglia".

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