Morrone, sottosegretario Lega: via correnti di sinistra delle toghe

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Scoppia il caso Morrone nei rapporti tra governo e magistratura. Legnini chiama in causa il ministro Bonafede: "Chiederò di assumere delle determinazioni". "Parole gravissime", attacca l'Anm. Il sottosegretario alla Giustizia precisa: "Ho parlato a titolo personale"

È polemica per le parole che il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, ha pronunciato durante un corso di formazione per i giovani magistrati e a due giorni dalle elezioni dei togati del Csm. "Se posso permettermi un inciso come sottosegretario neonominato, tutti quanti sapete che appartengo alla Lega, mi auguro che ci sia una forte imparzialità e che anche in magistratura siano sempre meno presenti le correnti, in particolare le correnti di sinistra e ci sia, invece, da parte vostra imparzialità", ha detto. Dichiarazioni che non sono piaciute a diversi togati, che hanno chiesto l’intervento del Consiglio Superiore della Magistratura e una presa di posizione da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

"Dichiarazioni inaccettabili"

Prima brusii dalla platea, poi le reazioni indignate di un consigliere del Csm e di Area, il gruppo che rappresenta le correnti di sinistra della magistratura. "Le dichiarazioni del sottosegretario al corso di formazione organizzato dal Csm sono inaccettabili nel contenuto e gravissime quanto al contesto in cui sono state rese - ha detto Antonello Ardituro, togato di Area - . Mi auguro che il ministro della Giustizia voglia prendere le distanze da queste dichiarazioni". "Ci attendiamo un immediato intervento del Consiglio Superiore della Magistratura e di tutta la magistratura associata", ha aggiunto il magistrato e segretaria di Area, Maria Cristina Ornano. Dichiarazioni seguite da quelle del vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini: "Le parole del sottosegretario della Lega Jacopo Morrone non possono essere né condivise né accettate. La libertà di associazione è riconosciuta dalla Costituzione a tutti i cittadini e ovviamente anche ai magistrati". D'accordo anche la Giunta Esecutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati: "Si tratta di dichiarazioni gravi e inaccettabili sia perché rese in una sede istituzionale e in un contesto di formazione di giovani magistrati, la cui reazione è stata di sconcerto, sia perché provenienti da un rappresentante del governo invitato all'incontro nella sua veste istituzionale".

Morrone: parlo a nome personale. Ermini: si dimetta

A Sky TG24, Morrone ha poi precisato che "da anni si parla delle correnti politiche all’interno della magistratura, più che identificarle. Io credo che più la magistratura è imparziale più c’è la garanzia per chi si trova ad avere a che fare con il tribunale, la giustizia, di avere un giusto processo. A garanzia del cittadino e a garanzia della giustizia è necessario che la magistratura sia più imparziale possibile”. In ogni caso, il sottosegretario, dopo le polemiche suscitate dalle sue parole ha volute precisare che le sue sono "opinioni personali. "Rivendico la posizione politica - ha affermato - Ma non era mia intenzione sostituirmi al ministro di cui stimo e rispetto la posizione. Così come rispetto la stragrande maggioranza della magistratura che porta avanti la propria missione con abnegazione e imparzialità"

Un passo indietro che però non è servito a placare le polemiche: "La toppa di Morrone per le sue incredibili dichiarazioni è peggio del buco. Dopo le sue precisazioni le dimissioni diventano un gesto inevitabile", ha dichiarato David Ermini, capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera.

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