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Direzione Pd, approvata all'unanimità la relazione di Martina

Politica

Al Nazareno i Dem trovano una mediazione confermando il mandato al reggente, che nel suo discorso ha chiuso "capitolo con M5s" avvertendo: "Ora rischio urne". Passa la linea dei renziani dopo il no dell'ex segretario a una fiducia per governi Salvini o Di Maio

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La Direzione nazionale del Pd ha approvato all'unanimità la relazione del segretario reggente Maurizio Martina, al termine di una riunione durata 5 ore. Il Partito democratico si è quindi compattato sulla leadership del reggente confermando una piena fiducia nei suoi confronti fino all'Assemblea. È stata quindi trovata una mediazione tra la maggioranza renziana e le altre correnti, dopo che nei giorni scorsi Matteo Renzi ha imposto uno stop ad ogni ipotesi di accordo con il Movimento 5 Stelle (LO SPECIALE). Fonti dell'area orlandiana hanno spiegato che la minoranza ha deciso di votare a favore della relazione di Martina, consentendo il voto unitario di tutta la Direzione, dopo che è stato ritirato un ordine del giorno della maggioranza del partito che provava a trovare una sintesi unitaria. Tra le prime reazioni a caldo quella del presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni che su Twitter ha scritto: "La direzione unanime nella fiducia a Maurizio Martina. Più forza al Pd per affrontare i passaggi difficili delle prossime settimane".

Martina: "Con M5s capitolo chiuso"

La Direzione è stata aperta proprio dalla relazione di Martina (VIDEO: La galassia Pd) alla presenza di tutti i big del partito: Gentiloni, l'ex segretario Renzi e molti ministri. "Non ce la caveremo solo con qualche mossa tattica. Serve riprogettare per ripartire, un ripensamento netto con la voglia di costruire insieme una risposta non solo con rapporti di forza", ha esordito Martina. Il reggente del Pd ha detto che con il M5s è "capitolo chiuso. Ora il dato di fatto è il rischio di un voto anticipato". Poi ha aggiunto che andrà alle consultazioni da Mattarella "con spirito costruttivo" e garantisce: "Impossibile un nostro si a governo di centrodestra, tanto più se a trazione leghista". Infine il segretario reggente ha auspicato "un immediato cambio di passo, pena l'irrilevanza, la marginalizzazione", chiedendo poi la "fiducia" alla Direzione Pd. "Non chiedo sostegni di facciata ma un passo consapevole". Infine ha ribadito la sua posizione sulla vicenda del sito Senzadime: “Dalle nostre parti non possono esistere liste di proscrizione da qualunque parte provengano. Basta ad essere più feroci tra di noi che con i nostri avversari".

Le richieste di unità di Orlando e Franceschini

Durante la Direzione sono arrivati molti appelli all'unità. Il ministro Andrea Orlando ha detto: “Questa è l'ultima chiamata per una vera unità, altrimenti con il doppio timone rischiamo di imbarcare moltissima acqua. Questa è la sfida della vita del Pd. Non c'era complotto con M5s, basta fanatismo, il governo di tutti è difficile, prepariamoci al voto". Coesione è anche ciò che ha chiesto il ministro Dario Franceschini: "Il tema del dialogo con il Cinque stelle non c'è più da domenica, anche se in futuro è inevitabile il dialogo con loro. Serve fiducia e mandato pieno a Martina per gestire questa crisi e le prossime consultazioni”. Anche Gianni Cuperlo ha esortato a fermare “fanatismo tra noi o sarà squadrismo”. Michele Emiliano ha invece dato il suo sostegno a Martina ma chiedendo di "riaprire confronto con M5s".

Le tensioni interne alla vigilia

La vigilia dell’incontro è stata segnata da tensioni interne, con i renziani che hanno raccolto le firme (77 deputati su 105 e 39 senatori su 52) a un documento preparato da Lorenzo Guerini e offerto a tutto il partito: dice "no alle conte" e "no a governi Di Maio o Salvini". Ma i governisti, a partire da Franceschini, li hanno sfidati a votare in Direzione la "fiducia" a Martina. Le due fazioni hanno lavorato a un documento comune per evitare spaccature. Intanto, il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, propone un esecutivo istituzionale per le riforme. Degli esiti della discussione interna al Pd dovrà tener conto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha convocato per lunedì nuove consultazioni.

Il sito "Senza di me"

La vigilia della Direzione Pd è stata infiammata anche dalla "scoperta" di un sito - www.senzadime.it - che ricalca l'hashtag di successo dei renziani #senzadime, ostile all'accordo con M5S, e che individua tra i dem 8 favorevoli, 28 contrari al dialogo, ognuno inchiodato a una propria dichiarazione pubblica. Tra dirigenti e militanti dem si grida alle "liste di proscrizione" e a stretto giro sulla pagina web i nomi vengono coperti da omissis.