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Elezioni 2018, affluenza alle urne al 73%

Politica
Foto Ansa

Hanno votato oltre sette italiani su dieci. Alle 19 la percentuale si era attestata al 58,42, mentre alle 12 al 19,43. In Lombardia dato definitivo è del 73,07%. ELEZIONI LIVE - LO SPECIALE

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Alle elezioni del 4 marzo, secondo i dati del Viminale, l'affluenza si è attestata intorno al 73%. Un calo di due punti percentuali rispetto alle Politiche del 2013, quando però si votò anche il lunedì mattina. In questa tornata elettorale ha votato il 72,9% degli aventi diritto per la Camera e il 73,01% per il Senato (LO SPECIALE). Si tratta del risultato più basso della storia repubblicana per una elezione politica nazionale, fa notare l'Istituto Cattaneo. Un calo, ma non un crollo rispetto alle precedenti e con una riduzione della distanza storica fra le regioni del centro nord, tradizionalmente con un'affluenza più alta di quelle del Mezzogiorno (LA MAPPA INTERATTIVA DEI COLLEGI UNINOMINALI).

Affluenza più omogenea nord-sud

Secondo l'analisi dell'Istituto Cattaneo, nel 2013 fra la prima regione per affluenza (Emilia-Romagna, 82,1%) e l'ultima (Calabria, 63,2%) c'erano quasi venti punti di scarto. Ieri questo divario si è ridotto a circa 15 punti, con la Sicilia fanalino di coda a 62,7%. Nel contesto di un calo della partecipazione di 2,3 punti percentuali, le regioni del centro-nord hanno avuto un calo più marcato, mentre alcune del sud (Campania, Calabria e Basilicata) hanno fatto registrare addirittura un piccolo aumento. Un fenomeno che, secondo lo studio, può essere spiegata con la forte crescita del M5s. In compenso, la crisi del Pd e dei partiti di centrosinistra potrebbe aver determinato la fuga di una parte del suo elettorato e il rifugio nell'astensione. Dinamiche che, pero', verranno approfondite dall'analisi dei flussi.

Il confronto con il 2013

Alle 12 l'affluenza registrata è stata pari al 19,43%. Nelle passate politiche aveva votato il 14,9% degli aventi diritto. Nelle ultime ore c'è stata comunque una crescita della partecipazione al voto soprattutto nelle regioni del Centro-Nord. Alle 19 la percentuale dell'affluenza si era attestata al 58,42. E i dati conclusivi si assestano al 73%, contro il 75,2 di cinque anni fa.

Il caso del comune di Marino

Sul caso di Marino è intervenuta la prefettura di Roma che ha sollecitato la ricostituzione del seggio, anche se il sindaco non avrebbe ancora provveduto. Questo blocca il riparto dei seggi nel plurinominale a livello nazionale. "Il sistema automatico non dà il dato definitivo finché l’ultima sezione non ha comunicato i propri risultati", ha spiegato durante la mattinata post-voto la prefettura stessa.

Le file ai seggi

Nel corso della giornata ai seggi si sono registrate lunghe file, in particolare a Roma e Milano, dovute anche alle novità del voto, specialmente per quel che riguarda il tagliando antifrode che ha obbligato gli scrutatori prima a registrare ogni singola scheda per la Camera e per il Senato nel registro dei votanti e poi a strappare il tagliando prima di inserirla nell'urna. Proprio per questo i comuni di Milano e Roma avevano invitato gli elettori a non aspettare le ultime ore prima della chiusura dei seggi per andare a votare. 

Affluenza alla Camera alle 23: i dati regione per regione

Ecco gli ultimi dati dell’affluenza regione per regione diffusi alle ore 23: Val d’Aosta 72,27%, Piemonte 75,16%, Lombardia 76,81%, Trentino Alto Adige 74,32%, Friuli Venezia Giulia 75,10%, Veneto 78,66%, Liguria 71,95%, Emilia Romagna 78,22%, Toscana 77,33%, Marche 77,26%, Umbria 77,95%, Lazio 72,60% (non definitivo), Abruzzo 75,24%, Molise 71,72%, Campania 68,19%, Puglia 69,02%, Calabria 63,76%, Basilicata 71,22%, Sicilia 62,75%, Sardegna 65,39%.

L'affluenza nei capoluoghi di regione

Questi i dati dell’affluenza alle 23 divisi per ogni capoluogo di regione, forniti dal ministero dell’Interno: Aosta 71,01%, Torino 73,22%, Milano 73,27%, Bolzano 74,28%, Trento 78,86%, Trieste 69,97%, Venezia 73,76%, Genova 70,74%, Bologna 75,87%, Firenze 78,19%, Ancona 75,36%, Perugia 78,53%, Roma 71,62% (non definitivo), L’Aquila 76,47%, Campobasso 73,16%, Napoli 60,51%, Bari non disponibile, Catanzaro 63,73%, Potenza 75,14%, Palermo 60,42%, Cagliari 68,14%.

Ad Acquaformosa in Calabria il record di affluenza alle 12

È stato Acquaformosa, in Calabria, il Comune con la più alta affluenza alle urne, 26,1%, in base ai dati della rilevazione effettuata alle 12 dal Ministero dell'Interno. Nel piccolo comune in provincia di Cosenza, da anni modello di accoglienza e integrazione dei migranti, a mezzogiorno si erano recati al voto 236 elettori su un totale di 906 aventi diritto. Una percentuale di dieci punti superiore alla media registrata alla stessa ora in Calabria e di oltre sei punti superiore al dato nazionale.

Affluenza record nel paese natale di Pertini

La Liguria alle 12 è stata tra le regioni con la percentuale più alta di partecipanti al voto con il 21,45%, rispetto al 19,43% del dato nazionale. Ma è il piccolo paese di Stella, luogo natale del presidente della Repubblica e partigiano Sandro Pertini, a far registrare la più alta percentuale di partecipanti al voto in Liguria, con il 25,32%.

Regionali Lombardia, alle 23 ha votato oltre il 73,07%

Alle regionali della Lombardia, secondo i dati definitivi del Viminale (1.516 Comuni su 1.516) ha votato il 73,07% degli aventi diritto. Alle 19 l'affluenza si era attestata al 59,24%, mentre alle ore 12 il dato è stato del 19,92%. Nella precedente tornata elettorale del 2013, che però si svolse in due giorni, il dato definitivo era stato del 76,77%. 

Regionali Lazio, affluenza alle 23 sotto il 70%

Per quanto riguarda le elezioni regionali del Lazio, alle 23 i dati parziali del Viminale (375 Comuni su 378) indicano cha ha votato il 66,48% degli aventi diritto. Alle 19 i dati definitivi davano un'affluenza del 50,89%, mentre lle ore 12 aveva votato il 17,33%. Nella precedente tornata elettorale del 2013, alla stessa ora si era recato alle urne il 12,87% degli elettori.