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Pisapia non si candida e rompe col Pd: "Impossibile il dialogo"

Politica
Giuliano Pisapia (ansa)

Campo progressista: impossibile l'accordo con il Pd dopo la calendarizzazione dello Ius soli; fallito l'intento di costruire un centrosinistra largo. Gli ex Sel vanno con Grasso. E Alfano annuncia: non mi candiderò alle prossime elezioni

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"Non ci sono più le condizioni per andare avanti", non ci sono i margini per un'alleanza con il Partito democratio. Con queste parole Giuliano Pisapia annuncia la decisione di non candidarsi alle elezioni politiche del 2018. Campo Progressista, la formazione creata lo scorso marzo, chiude. Intanto, gli esponenti di sinistra dello schieramento, che provenivano da Sel (Sinistra ecologia e libertà), starebbero valutando di aderire a Liberi e uguali, la lista unitaria guidata da Pietro Grasso.

Il nodo sullo Ius soli

"Ci abbiamo provato. Il nostro obiettivo, fin dalla nascita di Campo Progressista, è sempre stato quello di costruire un grande e diverso centrosinistra per il futuro del Paese in grado di battere destre e populismi. Oggi dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti. La decisione di calendarizzare lo Ius Soli al termine di tutti i lavori del Senato, rendendone la discussione e l'approvazione una remota probabilità, ha evidenziato l'impossibilità di proseguire nel confronto con il Pd", ha detto Pisapia. 

Gli ex Sel verso Liberi e uguali di Grasso

Pisapia ha poi precisato, in una nota: "Ringrazio di cuore tutte le donne e gli uomini che hanno creduto e si sono impegnati in questo progetto e che ora si muoveranno secondo le proprie sensibilità, la cui diversità è sempre stata, a mio modo di vedere, una delle ricchezze e risorse più importanti di questa esperienza. In Parlamento e nel Paese continuerà il nostro impegno per l'approvazione di norme di civiltà per il nostro Paese". 

L’appello di Civati: “Pisapia venga con noi”

"Pisapia non deve abbandonare il campo, deve essere con noi in questa sfida elettorale. È una fase nuova e anche da questo si percepisce", ha detto Pippo Civati, leader del partito "Possibile" ed esponente di Liberi e uguali di Pietro Grasso.