Via libera dal Senato al disegno di legge per favorire l'emersione di liquidità nascoste, soprattutto all'estero. Il ministro dell'Economia e il premier si dicono soddisfatti su Twitter. Il Mef: "Proventi delle attività criminali fino a 190 miliardi"
Il testo, già approvato dalla Camera, è passato senza modifiche a Palazzo Madama con 119 sì, 61 no e 12 astenuti. Il provvedimento prevede che chi opterà entro il 15 settembre 2015 per la "voluntary disclosure" - la collaborazione con il fisco per far emergere i capitali occultati fino al 30 settembre 2014 - pagherà le imposte e gli interessi, ma le relative sanzioni saranno calcolate in misura ridotta.
Esclusa la punibilità dei reati tributari - E' inoltre esclusa la punibilità per i reati tributari, in particolare la dichiarazione fraudolenta, l'omessa o infedele dichiarazione, l'omesso versamento di ritenute certificate, l'omesso versamento dell'Iva.
Dall'altra parte, il provvedimento inasprisce l'apparato repressivo, che tornerà a dispiegare tutti gli effetti una volta conclusa la "disclosure". Nasce infatti il nuovo reato di autoriciclaggio, volto a punire coloro che impiegano in attività economiche o finanziarie il denaro sottratto al fisco o preveniente da altre attività delittuose, cercando di nasconderne la provenienza, con pene però modulate a seconda della gravità del reato presupposto.
Padoan: "Non è un condono" - La notizia è stata accolta su Twitter con soddisfazione sia dal ministro dell'Economia sia dal premier:
La #Voluntarydisclosure è legge. Non è un condono, perché chi aderisce paga tutto il dovuto. Grazie a tutto il Parlamento.
— PCPadoan (@PCPadoan) 4 Dicembre 2014
Approvato anche rientro dei capitali e autoriciclaggio. È proprio #lavoltabuona
— Matteo Renzi (@matteorenzi) 4 Dicembre 2014
Il Mef: "Proventi delle attività criminali fino a 190 miliardi" - L'approvazione arriva poco prima dell'analisi del Comitato di sicurezza finanziaria presieduto dal Mef. "Sebbene non esista una stima ufficiale del valore delle attività criminali, le varie valutazioni (talune sino al 12% del Pil) - si legge nel documento - concorrono a sostenere un giudizio di assoluta significatività della minaccia che i proventi illeciti siano prodotti in Italia e siano reimmessi nei circuiti economico-finanziari italiani e stranieri".