Appello per accesso dei familiari nelle terapie intensive

Umbria
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Del Movimento per la Vita e medici cattolici

(ANSA) - PERUGIA, 22 GEN - L'Associazione medici cattolici e il Movimento per la vita (Mpv) di Perugia lanciano un appello a tutta la sanità regionale umbra perché nessun malato sia più destinato a morire da solo in un reparto di terapia intensiva.
    Una questione sollevata sulle pagine del settimanale La Voce e sulle frequenze di Umbria Radio InBlu che - questa settimana - dedicano ampio spazio al tema con storie, interviste e approfondimenti. Come l'esperienza di Paolo Malacarne, direttore del reparto di rianimazione dell'ospedale Cisanello di Pisa, che già dal novembre scorso sperimenta - con risultati positivi - l'accesso dei familiari dei malati ricoverati in terapia intensiva.
    "Noi chiediamo - scrivono medici cattolici e Mpv - che si faccia ogni sforzo perché nessun malato resti lontano dai propri familiari, e perché nessuno muoia più in solitudine: la compagnia dei propri cari nel corso della malattia, specie nelle fasi più acute, fino al tempo del morire, deve far parte integrante del percorso di cura. Adesso che non possiamo più dirci sorpresi dall'emergenza improvvisa di un nuovo virus, è il momento di affrontare anche questo aspetto".
    La nota, pubblicata sul settimanale La Voce è firmata da Marco Dottorini, presidente dell'Associazione medici cattolici di Perugia e da Assuntina Morresi, presidente del Movimento per la vita dell'Umbria. (ANSA).
   

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