Mons. Boccardo, ho riletto la mia vita

Umbria
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Presidente Ceu ripercorre esperienza ricovero in lettera amici

(ANSA) - SPOLETO (PERUGIA), 11 DIC - "Mi sono ritrovato catapultato in una situazione nuova, fatta anche di sofferenza, ho riletto la mia vita, ho pregato per la 'mia' gente di Spoleto-Norcia, ho pensato a come sarà l'ora della mia morte": a scriverlo è l'arcivescovo e presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Renato Boccardo, in una lettera inviata a una coppia di amici raccontando i giorni del ricovero per Covid presso il policlinico Gemelli di Roma. Testo reso noto dalla diocesi.
    "Il primo pensiero che mi ha accompagnato - ha spiegato il presule - è stato di condividere con tanti miei diocesani l'esperienza della malattia e della precarietà: ho pensato a tutti coloro che si trovano in un letto di ospedale, ai loro famigliari lontani, a quanti li curano con dedizione e competenza, a quanti affrontano il passaggio vitale della morte soli con se stessi senza il conforto di una presenza e di una mano amica. Nel silenzio e nella solitudine ho avuto il tempo di percorrere con il pensiero e con i grani del Rosario tutte le strade della Diocesi, compiendo un autentico 'pellegrinaggio' alle diverse comunità, quasi una visita pastorale virtuale. Sono entrato anzitutto nelle case dei miei preti, immaginando i loro momenti di solitudine e di fatica, ma anche di dialogo silenzioso e fecondo con il Signore e di presenza amica presso la gente". (ANSA).
   

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