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Messina, il sindaco Cateno De Luca ripresenta le proprie dimissioni

Sicilia

De Luca, che intende candidarsi alla presidenza della Regione siciliana, aveva annunciato le proprie dimissioni lo scorso 17 febbraio

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Oggi il sindaco di Messina Cateno De Luca, con una lettera indirizzata al segretario generale e al presidente del Consiglio comunale, come preannunciato ha comunicato le irrevocabili dimissioni dalla propria carica. Le motivazioni saranno rese note prima dell'efficacia definitiva delle dimissioni, e dunque non oltre il prossimo 14 febbraio. Ieri sera aveva ritirato le dimissioni perché aveva ricevuto una convocazione della Corte dei conti per l'8 febbraio, riguardante il piano di riequilibrio del Comune. Stamane, come annunciato ieri, ha ripresentato le dimissioni.

Le parole di De Luca

De Luca, che intende candidarsi alla presidenza della Regione siciliana, aveva presentato le proprie dimissioni lo scorso 17 febbraio. "Non andrò via da Messina - ha affermato nei giorni scorsi De Luca - e vi assicuro che mi ricandido. Ma sono stato costretto a dimettermi perché in questi tre anni è stato molto difficile lavorare. Insieme alla mia squadra di assessori abbiamo lavorato con il cosiddetto 'freno a mano', operare in queste condizioni è ormai diventato impossibile e logorante. Pertanto, la legislatura si interrompe. Il mio obiettivo - ha detto - è diventare sindaco della Sicilia, di questa Sicilia per tutelare i diritti dei siciliani, ma comunque da Messina non vado via. Alle prossime elezioni mi ricandiderò anche a Messina. Ovviamente il popolo è sovrano, e se i messinesi decideranno così la città avrà un sindaco o una sindaca scelto all'interno della mia Giunta. Sarò il capolista - ha annunciato - per fare il presidente del Consiglio comunale, ruolo che non ho mai ricoperto, un ruolo importante perché mi consentirà di candidarmi a Presidente della regione siciliana, in quanto da sindaco non posso candidarmi a Governatore perché la legge non lo permette".

La protesta

Il sindaco aveva annunciato le dimissioni durante la protesta alla rada San Francesco, dove ha dormito in una tenda per tre giorni per manifestare contro l'obbligo dell'uso del super Green pass per traghettare nello Stretto. La sospensione della protesta è arrivata dopo le due distinte ordinanze dei governatori di Sicilia e Calabria che permettono di traghettare anche con un tampone negativo.