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Migranti, Casarini: “Torniamo in mare battendo bandiera italiana”

Sicilia
Luca Casarini (ANSA)

“Per noi il crimine è fare morire le persone in mare” ha aggiunto il capo missione della Ong Mediterranea durante una conferenza stampa indetta a bordo della nave Rainbow Warrior di Greenpeace  

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"A brevissimo, questione di ore al massimo un giorno, torneremo in mare con una imbarcazione battente bandiera italiana. È la migliore risposta a chi ha fatto una guerra contro chi salva le persone", ha affermato Luca Casarini, capo missione della Ong Mediterranea, dalla Rainbow Warrior di Greenpeace, durante una conferenza stampa indetta a bordo della nave attraccata nel porto di Palermo (VIDEO). In queste ore è in corso l'udienza di convalida dell'arresto di Carola Rackete, comandante della nave della Ong tedesca Sea Watch 3, che nella notte tra il 28 e il 29 giugno è entrata nel porto di Lampedusa con 42 naufraghi a bordo violando l'alt della guardia di finanza.

Le parole di Casarini

"Siamo a bordo di una nave gloriosa per le sue battaglie civili sull'ambiente e sull'ecologia come anche per la democrazia, come le battaglie per i diritti umani che stiamo conducendo – ha aggiunto Casarini - è incredibile che siamo arrivati a questo punto, ma per noi il crimine è fare morire le persone in mare, farle affogare, consegnarle a carcerieri che hanno lager tipo Auschwitz, dove i bambini sono costretti a vedere le proprie mamme stuprate. Questo è un crimine – ribadisce l'attivista - non chi soccorre le persone in mare. Salvare persone non è mai un crimine per noi, mai. Continueremo ad andare in mare, proprio dove non vogliono. La nostra nave Jonio è sotto sequestro perché abbiamo salvato 50 persone, fra cui una bimba di due anni che ora sta bene".

“Non vogliono testimoni”

"Le testimonianze, il monitoraggio, l'essere là dove c'è bisogno di aiuto: è questo il nodo fondamentale, il motivo della criminalizzazione. Non vogliono testimoni di fronte a una tragedia che si sta compiendo nel Mediterraneo centrale e non li vogliono perché loro sanno tutto. Sanno quando affondano e quanti annegano", a ha proseguito il capo missione della Ong. "La repressione e la criminalizzazione non ci fermano. È troppo forte il desiderio di aiutare le persone e la volontà di non girare la testa dall'altra parte – ha infine chiosato Casarini aggiungendo – Nella storia in Europa abbiamo già girato la testa dall'altra parte, di fronte ai campi concentramento, ma questa volta non lo faremo".

Calderoli: “Casarini rischia la galera, buona crociera”

"Leggo con relativo stupore i proclami barricadieri di Luca Casarini, che si appresta a solcare le acque internazionali con la nave Mediterranea per emulare le prodezze della Sea Watch, per andare a prendersi immigrati nelle acque libiche con l'idea di trasportarli in Italia, convinto di poterlo fare avendo una nave battente bandiera italiana – ha affermato Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato della Lega – Forse allo storico esponente dei 'disobbedienti' sfugge un passaggio che in realtà dovrebbe essere facile da comprendere: le leggi italiane valgono per tutti, anche per gli italiani, o pensa che una nave italiana che infrange in acque internazionali le nostre leggi sull'immigrazione possa farla franca solo perché ha la nostra bandiera? - si è chiesto il politico leghista prima di aggiungere – Se violeranno le nostre leggi andranno incontro a quanto previsto dai nostri codici e ne risponderanno in tribunale. Certo Casarini, a differenza della sua amica Carola, non rischia l'espulsione dall'Italia, ma rifletta bene, perché rischia la galera - conclude Calderoli - Auguri di buona crociera nel Mediterraneo".