Strage di Castel Volturno, 13 anni fa sei ghanesi uccisi da commando del clan dei Casalesi

Campania

Oggi, al chilometro 43 della strada statale Domiziana, si è tenuta una manifestazione promossa dal Centro Sociale ex Canapificio, dalla Caritas, dal Centro Fernandes, dai Comboniani, da Emergency e dal Movimento dei Migranti e dei Rifugiati, dal titolo "Non temiamo il presente perché siamo saldi nella memoria"

Sono stati ricordati oggi a Castel Volturno (Caserta) i sei ghanesi uccisi da un commando del clan dei Casalesi il 18 settembre 2008, in quella nota come "strage di San Gennaro"; alla strage sopravvisse Joseph Ayimbora, che fu ferito ma testimoniò con coraggio e morì qualche anno dopo per cause naturali (ha ricevuto la medaglia d'oro al valor civile dal Presidente della Repubblica). Le vittime furono Kwame Julius Francis, Affun Yeboa Eric, El Adji Ababa, Jeemes Alex, Samuel Kwako e Christopher Adams.

La commemorazione

Oggi, al chilometro 43 della strada statale Domiziana, si è tenuta una manifestazione promossa dal Centro Sociale ex Canapificio, dalla Caritas, dal Centro Fernandes, dai Comboniani, da Emergency e dal Movimento dei Migranti e dei Rifugiati, dal titolo "Non temiamo il presente perché siamo saldi nella memoria". Sono intervenuti i rappresentanti della Prefettura e della Questura di Caserta, il vicesindaco di Castel Volturno, Libera Campania, l'associazione antiracket di Castel Volturno e il Comitato don Peppe Diana. Presente il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto), che ha lanciato la proposta di fare diventare quella del 18 settembre una data nazionale per ricordare tutte le vittime di razzismo in Italia; la proposta ha trovato il sostegno del sindaco di Casal di Principe Renato Natale, presente alla cerimonia.

Le parole dei presenti

Dopo una preghiera interreligiosa, diversi interventi hanno ricordato che tanti immigrati, ancora oggi, si riconoscono nelle vite di quei "sei fratelli caduti". "Tanti di noi - dice Mamadou Kouassi - come i nostri sei fratelli trucidati, hanno un permesso di soggiorno precario o non ce l'hanno affatto. Discriminati da leggi come i decreti Salvini, che qui sul litorale hanno fatto perdere il permesso di soggiorno a 2000 persone rendendole più precarie e sfruttabili. Oggi nella loro memoria vogliamo dire che che lotteremo per fare sì che tutti possano avere accoglienza, un permesso di soggiorno per protezione speciale perché il diritto al soggiorno è il primo passo per l'autonomia e per poter contribuire a migliorare non solo le nostre singole esistenze ma quella di tutto il litorale domitio. Abbiamo bisogno di fiducia e di diritti concreti". 

Le condanne

Per la strage sono stati condannati con sentenze definitive il capo dell'ala stragista del clan dei Casalesi Giuseppe Setola e i suoi sicari. Furono protagonisti in quell'anno di una stagione di sangue nel Casertano con 18 morti in pochi mesi, tra cui, oltre i ghanesi, anche parenti di pentiti del clan e imprenditori che avevano denunciato gli estorsori dei Casalesi

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