Pestaggi in carcere a Santa Maria Capua Vetere, i nuovi video shock

Campania
©Ansa

Nei filmati si vede un detenuto buttato per terra sulle scale, rialzato a forza e colpito. Un altro sviene e viene soccorso con estrema calma

Pubblicati altri video sui fatti avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile del 2020, giorno in cui all’interno del penitenziario si consumarono pestaggi e violenze ai danni dei detenuti, come documentato dai filmati delle telecamere di sorveglianza del carcere (IL VIDEO - LA TESTIMONIANZA - LE SOSPENSIONI - LE MISURE CAUTELARI). 

I nuovi video

Nei video, pubblicati dal Corriere della Sera (VIDEO), si vede un detenuto buttato per terra sulle scale, rialzato a forza e colpito. Un altro sviene e viene soccorso con estrema calma. C'è anche una persona reclusa trascinata per terra mentre in un altro frame i detenuti sono in ginocchio con la faccia rivolta al muro mentre partono i colpi con i manganelli.

Il racconto di un ex detenuto

"Mi sono rivisto, ero quello con la tuta grigia e la maglia nera picchiato sulla scala, che cade e perde anche una scarpa mentre viene fatto salire a forza". È il racconto di un ex detenuto, che ha rivissuto l'incubo del pestaggio subito attraverso le immagini diffuse dagli organi di stampa. L'uomo è stato scarcerato poco dopo quelle violenze e ha denunciato l'accaduto. "Nonostante fossi disperato e piangessi, - ha dichiarato - l'agente continuava a darmi schiaffi. Poi ho preso altre botte mentre continuano a salire. Mi ripetevano: 'da oggi comandiamo noi. Hai capito? Sono stati momenti terribili, assurdi, che ancora oggi faccio fatica a credere che siano successi". L'uomo è stato tra i pochi dei circa 300 detenuti del Reparto Nilo pestati ad aver denunciato quasi subito i fatti alle autorità. Qualche giorno dopo le violenze, il 10 aprile è stato scarcerato e posto ai domiciliari a Castel Volturno, dove ha parlato con i carabinieri raccontando gli abusi patiti in carcere.

Garanti: "Annullare trasferimento dei detenuti"

Intanto si è tenuto l'incontro tra il provveditore dell'amministrazione penitenziaria reggente, Carmelo Cantone, subentrato qualche giorno fa ad Antonio Fullone (sospeso perché indagato), e il Garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello, quello napoletano Pietro Ioia e quello della provincia di Caserta Emanuela Belcuore. Tra i punti discussi il recente trasferimento dal carcere di Santa Maria Capua Vetere ad altri istituti fuori regione di alcune decine detenuti vittime di pestaggi. Il provveditore ha comunicato che i detenuti trasferiti sono 42, e che tale disposizione è arrivata su segnalazione della Procura di Santa Maria Capua Vetere. "Se la Procura ha segnalato tali trasferimenti - ha sottolineato Ciambriello - non ha però specificato che i detenuti dovessero essere tradotti così distanti, fuori regione, anzi lo ha fatto per tutelarli". Cantone, fanno sapere i tre garanti in una nota congiunta, "ha quindi rassicurato i garanti che si impegnerà a verificare le condizioni di autotutela possibili che consentano il rientro degli stessi detenuti in istituti della regione Campania", ovviamente non al carcere di Santa Maria Capua Vetere dove si sono verificate le violenze e dove i detenuti vittime e gli agenti indagati sono rimasti per oltre un anno nello stesso reparto. 

"Il trasferimento dei detenuti vittime di pestaggi in istituti ad oltre 600 chilometri di distanza - ha spiegato Belcuore - danneggia le famiglie, che devono sostenere enormi sacrifici per andarli a trovare, ma comporta anche alte spese per l'amministrazione penitenziaria connesse alla traduzione dei detenuti". I garanti hanno quindi chiesto di aumentare per i detenuti i colloqui via skype, soprattutto per quelli dell'alta sicurezza. I tre garanti hanno infine ricordato al provveditore che a Santa Maria Capua Vetere, a Poggioreale e in altre carceri campane mancano educatori, fondamentali al percorso rieducativo di ogni detenuto. "A Santa Maria Capua Vetere - dice la Belcuore - dovrebbero essere undici sulla carta ma nella realtà sono la metà". 

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