Napoli, scoperta truffa a banche e clienti: 11 misure cautelari

Campania
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I malviventi, attraverso tecnihce di "social engineering" e "spoofing", riuscivano ad ottenere centinaia di migliaia di euro da carte di credito intercettate prima che queste giungessero ai destinatari. Accertate 133 truffe ai danni di 122 parti offese in tutta Italia

Con tecniche di "social engineering" e "spoofing" truffavano banche e clienti riuscendo ad ottenere centinaia di migliaia di euro da carte di credito intercettate prima di giungere ai destinatari. L’inchiesta “Incognito”, coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania, insieme con i colleghi dei Comandi provinciali di Napoli, Caserta e Bologna, ha portato all’esecuzione di 11 misure cautelari (dieci in carcere e un divieto di dimora) emesse dal gip presso il Tribunale partenopeo nei confronti di altrettante persone, gravemente indiziate dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e all'indebita utilizzazione con attivazione, attraverso metodi fraudolenti, di carte di credito/debito di illecita provenienza. Altri tre indagati sono al momento ricercati. 

Le indagini

L'indagine è stata avviata nel marzo 2019 in seguito all’arresto a Napoli di uno dei responsabili della rapina a mano armata all'ufficio postale di Nonio (VB) del dicembre 2018. Nel corso della perquisizione domiciliare i carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania avevano, infatti, trovato una carta di credito intestata ad una donna del Nord Italia, del tutto estranea alla persona arrestata. La carta di credito, riportante una firma falsa e mai giunta all'intestataria, era stata utilizzata in un casinò sloveno; una ulteriore verifica ha consentito di appurare che era stata sottratta, alla fine di gennaio 2019 ed insieme con molte altre di uno stesso lotto, dal Centro Meccanizzato Postale di Milano Roserio. Analizzando i movimenti di tutte le carte di credito di quel lotto è emerso che molte erano state utilizzate indebitamente presso casinò sloveni nonché esercizi pubblici o ATM italiani. Preso atto delle caratteristiche e delle dimensioni del fenomeno, sia in termini di numeri di carte utilizzate che di importi prelevati, si è prospettata l'esistenza - rileva il colonnello Alberto Cicognani, Comandante provinciale dei carabinieri di Verbania - di una organizzazione ben strutturata in grado di gestire un'attività illecita di tale elevato profilo. 

Come agivano i malviventi

Le attività di indagine hanno quindi permesso di svelare il complesso meccanismo alla base delle attività illecite. Ottenuta la disponibilità delle carte, sistematicamente sottratte da Centri Meccanizzati Postali dislocati in tutta Italia, iniziava la fase di acquisizione di dati sensibili sul conto degli ignari clienti, destinatari della corrispondenza "intercettata". Ciò consentiva ai malviventi di raggiungere l'obiettivo finale dell'associazione: l'indebito profitto dato dall'utilizzo dei titoli di credito sottratti. Per raggiungere il loro scopo, i malviventi avevano costituito una vera e propria "struttura" altamente organizzata, nella quale alcune persone, che operavano dall'interno di un locale adibito ad "ufficio" sito a Napoli, con metodi di "ingegneria sociale" contattavano di volta in volta i destinatari delle carte, nonché uffici pubblici, banche ed istituti finanziari, cercando di ottenere i dati riservati necessari a poter attivare e utilizzare le carte di credito che avevano a disposizione. Per ingannare i vari interlocutori venivano utilizzati anche programmi che modificano il numero telefonico ("spoofing"), così da far credere al cliente che la chiamata provenisse dalla banca e viceversa. Ottenuti i dati ed attivate le carte, altre persone cominciavano ad utilizzarle, sia a Napoli che in altre zone d'Italia, nonché all'estero (Slovenia e Svizzera).

Accertate 133 truffe

L'attività di indagine è proseguita ininterrottamente per oltre 8 mesi e ha permesso di ricostruire l'organigramma dell'associazione per delinquere e documentare 133 eventi delittuosi, commessi da gennaio a maggio 2019, ai danni di 122 parti offese e per una somma complessiva di diverse centinaia di migliaia di euro. Nel corso dell'indagine sono state inoltre trovate sequestrare 220 carte di credito di provenienza illecita e 7.450 euro in contanti.

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