Coronavirus Campania, altri 4 Comuni del Salernitano in quarantena

Campania

Si tratta di Sala Consilina, Caggiano, Polla e Atena Lucana. A Pozzuoli negozi chiusi dalle 19 e 50 denunce. Traghetto verso Capri in ritardo per mancanza di termoscanner. Al Cotugno donate 10mila mascherine sequestrate. Al San Paolo analisi tamponi dell'Asl Napoli 1

A causa dell’emergenza coronavirus (LA DIRETTALO SPECIALELA MAPPA DEL CONTAGIO IN ITALIALE MISURE DEL GOVERNO), dopo Ariano Irpino, è scattata la quarantena per altri quattro Comuni campani, nel Salernitano: Sala Consilina, Caggiano, Polla e Atena Lucana. In questi paesi è stato disposto il divieto di entrata e di uscita. Il governatore della Regione, Vincenzo De Luca, ha commentato: “La decisione è la conseguenza di due iniziative messe in campo da un predicatore”. In provincia di Napoli, le 10mila mascherine sequestrate lo scorso 27 febbraio a una parafarmacia di Varcaturo, messe in vendita con rincari tra 300 per e 6150 per cento, sono state donate all'ospedale Cotugno di Napoli. Sempre nel capoluogo campano, sono state denunciate 17 persone e controllati 184 negozi.

I dati del contagio in Campania

L'Unità di Crisi della Regione Campania ha comunicato che stamattina sono stati esaminati presso il centro di riferimento dell'ospedale Cotugno 77 tamponi. Di questi quattro sono risultati positivi. Come per gli altri fino ad oggi esaminati, si attende la conferma ufficiale da parte dell'Istituto Superiore di Sanità. I positivi in Campania sono dunque 404. Nove i deceduti (3 Asl Napoli 1; 1 Asl Napoli 2; 3 Provincia di Caserta; 1 Provincia di Avellino; 1 provincia di Salerno). I guariti sono 28 (3 totalmente guariti e 25 "clinicamente guariti", ossia diventati asintomatici, ma in attesa dei due tampini negativi di conferma.

Quarantena per 4 Comuni in provincia di Salerno

Per quattro Comuni campani, tutti nella provincia di Salerno, è scattata la quarantena: Sala Consilina, Caggiano, Polla e Atena Lucana. Questo è quanto si legge nell'ordinanza numero 18 pubblicata sul sito della Regione. Come per Ariano Irpino (in provincia di Avellino), anche in quei paesi è stato disposto il divieto di entrata e di uscita. Il provvedimento è dovuto all'aumento dei contagi verificatosi in questi Comuni e ai rischi persistenti nella zona.
Secondo quanto si sottolinea, nelle quattro comunità coinvolte si sono registrati "altri episodi di irresponsabilità e di mancato rispetto delle disposizioni previste per contenere la diffusione del contagio da Covid-19". Sono 16 i casi positivi così distribuiti: 11 a Sala Consilina, 3 a Caggiano, 1 a Polla, 1 a Atena Lucana. I "contatti stretti", identificati e da sottoporre al protocollo previsto, sono 45 a Sala Consilina, 20 a Caggiano, 10 a Polla, 8 ad Atena Lucana, 5 a Teggiano, 5 a Montesano sulla Marcellana, 3 a Buonabitacolo, 3 ad Auletta, 2 a Sant'Arsenio e 3 a Padula (tutti nel Salernitano).

De Luca: “Contagi dovuti a iniziative di un predicatore”

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha commentato così la situazione: “La decisione di mettere in quarantena i quattro Comuni a sud della provincia di Salerno è la conseguenza di due iniziative messe in campo da un "predicatore" e altri suoi collaboratori, in violazione a ordinanze già in essere. Si rimane davvero indignati di fronte a questa irresponsabilità, che ha prodotto decine di contagi, la quarantena per quattro Comuni e decine di contatti che andranno verificati nelle prossime ore. Ho dato mandato all'Asl di procedere alla denuncia penale di quanti hanno promosso o partecipato a questa iniziativa per il danno enorme che ha prodotto sulla pelle di migliaia di cittadini, di migliaia di medici e infermieri impegnati all'ultimo respiro nella battaglia contro la diffusione del contagio".
"Nelle prossime ore – ha concluso il presidente della Regione - saremo se possibile, ancora più rigorosi di fronte a comportamenti irresponsabili, applicando le sanzioni previste, a cominciare da quanti hanno partecipato a queste iniziative. E in tutto questo prosegue senza soste il nostro lavoro per essere pronti ad affrontare l'emergenza dei prossimi giorni”.

A Pozzuoli obbligo chiusura negozi alle 19

Un'ordinanza emessa dal sindaco di Pozzuoli (in provincia di Napoli), Vincenzo Figliolia, obbliga, a partire da oggi, la chiusura di tutti gli esercizi commerciali alle ore 19. Il provvedimento, valido fino al prossimo 25 marzo, è stato adottato per contrastare, con misure più stringenti, la diffusione del coronavirus, limitando in tal modo ulteriormente le potenziali situazioni di affollamento e di assembramento. Da tale obbligo sono escluse le farmacie e parafarmacie.
A Pozzuoli inoltre cinquanta persone sono state sorprese a passeggio ed in auto in giro per la città senza un reale motivo e sono state denunciate per dichiarazioni mendaci dalle forze dell'ordine. Lo ha reso noto il sindaco Vincenzo Figliolia. Controlli a tappeto su tutto il territorio di Pozzuoli hanno fatto registrare in totale 800 autocertificazioni per gli spostamenti pedonali e in auto.

Mancano i termoscanner: traghetto partito verso Capri in ritardo di 2 ore

A causa della mancanza dei termoscanner utili a misurare la temperatura dei passeggeri, è saltata la corsa della prima nave veloce della Caremar, in partenza da Napoli alle 5.35 e diretta a Capri. Solo dopo le proteste dei sindaci dell'isola, e il reperimento dei macchinari, la situazione si è sbloccata, consentendo la partenza del mezzo con circa due ore di ritardo. In precedenza il comandante del traghetto aveva bloccato tutto per l'impossibilità di procedere con i controlli sanitari a cui i passeggeri devono obbligatoriamente essere sottoposti prima di salire a bordo, nel rispetto delle norme per l'emergenza coronavirus. Immediate le proteste da parte di pendolari e autotrasportatori impossibilitati a imbarcare alimentari e attrezzature. Il traghetto della mattina imbarca in particolare autocarri, tir, camion e automezzi frigo che trasportano beni di prima necessità come latte, carne e verdure. 

La protesta dei sindaci

I sindaci di Capri e Anacapri Marino Lembo e Alessandro Scoppa, si sono attivati per capire i motivi che avevano portato alla mancata partenza del traghetto che, dopo due giorni di stop, doveva far arrivare i rifornimenti ai negozi ancora aperti sull'isola. I due primi cittadini hanno fatto partire una nota di protesta indirizzata alla prefettura di Napoli, alla Regione Campania, alla protezione civile eall’Asl Napoli 1 Centro. Nella lettera congiunta, Lembo e Scoppa sottolineano come questo ritardo "metta in evidenza la fragilità del sistema dei trasporti che in questo momento non si può permettere alcuna disfunzione e che invece questa mattina sta mettendo in crisi la cittadinanza dell'isola, costretta a fare lunghe file per gli approvvigionamenti di beni alimentari e a causa dei ritardi che si sono verificati da Napoli e da Sorrento per un incomprensibile motivo".

Donate al Cotugno di Napoli 10mila mascherine sequestrate

Sono state consegnate all'ospedale Cotugno di Napoli, in prima linea nell'emergenza sanitaria determinata dal coronavirus, le 10mila mascherine sequestrate lo scorso 27 febbraio a una parafarmacia che si trova in località Varcaturo, nel comune di Giugliano in Campania (in provincia di Napoli) che il titolare aveva messo in vendita con rincari tra 300 per e 6150 per cento. Lo rende noto la procura di Napoli Nord, coordinata dal procuratore Francesco Greco, che ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro della parafarmacia il cui valore aggira intorno ai 400mila euro. A sequestrate le mascherine, di due diverse tipologie, sono stati i finanzieri di Giugliano in Campania, gli stessi che si sono occupati della consegna all'ospedale napoletano per le malattie infettive.
Altri 50mila euro sono stati donati all'Ospedale Cotugno dai calzaturieri campani. All'iniziativa hanno partecipato 50 aziende che hanno donato mille euro ciascuna. Un'adesione "di rilievo" per un distretto che conta circa 250 aziende con 5.500 occupati diretti che arrivano fino a 7mila unità, includendo anche gli indiretti.  

Feriti due agenti della polizia locale a Napoli

Due agenti della polizia municipale sono stati aggrediti in Piazza Garibaldi nell'area recentemente riqualificata e sono state necessarie cure mediche. Gli agenti, a quanto trapela, stavano richiamando alcune persone che avevano formato un assembramento e, mentre controllavano i documenti, sono stati aggrediti da un cittadino che è stato arrestato per resistenza e lesioni ed è stato condotto nel carcere di Poggioreale in attesa del processo per direttissima.

17 denunce e 184 negozi controllati

Sono 364 i cittadini che nella giornata di ieri gli agenti della polizia municipale di Napoli hanno controllato nell'ambito delle azioni a verifica del rispetto delle norme del decreto per il coronavirus. Ai soggetti sono stati richiesti i moduli di autocertificazione e "nonostante i continui appelli volti a limitare gli spostamenti da casa per motivi di lavoro, salute e necessità", sono state 17 le persone denunciate per violazione dell'articolo 650 del codice penale. Le unità impiegate sono state 80. Si sono inoltre svolte verifiche anche nei confronti di 184 esercizi commerciali. A Ercolano un 44enne è stato denunciato dai carabinieri dopo essere stato sorpreso in giro con un calesse. 

Positiva la direttrice sanitaria aziendale del Vanvitelli

Positiva al coronavirus la direttrice sanitaria aziendale dell’ospedale universitario Luigi Vanvitelli, Maria Vittoria Montemurro. Lo fa sapere la direzione generale della struttura. Il direttore generale, Antonio Giordano, ha disposto la quarantena per il personale tutto della struttura strategica. Lo staff lavorerà in modalità smart-working, assicurando la continuità operativa. Montemurro ha poi affermato: "Sto bene, sto seguendo il percorso sanitario previsto dai Protocolli, resto in isolamento, monitorata dalla Asl di pertinenza e dai nostri infettivologi, e continuo a lavorare da casa".

L’ospedale San Paolo analizzerà i tamponi dell’Asl Napoli 1

Da mezzogiorno di oggi il laboratorio dell'ospedale San Paolo di Napoli effettuerà l'analisi dei tamponi per il Covid-19 di tutta l'area dell'Asl Napoli 1. Lo annuncia il direttore generale dell’ente, Ciro Verdoliva: "Il laboratorio sarà attivo da oggi e servirà ad alleggerire il Cotugno, che non dovrà più fare le verifiche su questi tamponi. Abbiamo avuto l'ok dalla Regione e in pochi giorni abbiamo adeguato il laboratorio. Siamo pronti a partire". Il laboratorio era già presente all'Ospedale San Paolo, che si trova nel quartiere napoletano di Fuorigrotta, e l'Asl Napoli 1 ha ottenuto l'attrezzatura perfetta per verificare la presenza del virus nei tamponi. "Contiamo di dare risposte nella stessa giornata di effettuazione dell'analisi – prosegue Verdoliva - grazie al grande impegno degli operatori sanitari del San Paolo. Sono stati proprio loro a segnalarci la possibilità di effettuare i tamponi e noi abbiamo accolto la loro grande disponibilità e professionalità. Il Cotugno ha svolto un ruolo incredibile in questi giorni e lo ringraziamo ma ora dobbiamo anche alleggerire quel lavoro". Il tampone, però, non si farà al San Paolo: "Lì verranno portati dai sanitari i tamponi effettuati sui possibili pazienti e sugli operatori sanitari e verranno analizzati. Non bisogna andare fisicamente al San Paolo".

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