Coronavirus, cambia il direttore all’ospedale di Ariano Irpino. Salgono a 29 i contagi

Campania

Angelo Frieri è anche a capo del nosocomio Cirscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi, dove è risultata positiva una dottoressa. Il Nursind: “Siamo al tracollo”

Il direttore sanitario dell'ospedale Criscuoli di Sant'Angelo dei Lombardi (in provincia di Avellino), Angelo Frieri, da oggi assume lo stesso incarico anche per l'ospedale di Ariano Irpino (nell’Avellinese), dopo che il manager Gennaro Bellizzi ha lasciato l'incarico nel giorno in cui la cittadina irpina è stata messa in quarantena da un'ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Lo ha deciso in nottata il direttore generale dell'Asl di Avellino, Maria Morgante, per evitare vuoti organizzativi nel nosocomio cittadino Frangipane, già particolarmente provato dalla chiusura di alcuni reparti come il pronto soccorso, riaperto appena due giorni fa (LA DIRETTA).

La situazione ad Ariano Irpino

Ad Ariano Irpino i contagi ieri sera sono saliti a 29 sui 48 complessivi in Irpinia. Ma si registrano altri positivi anche nei paesi vicini al Comune. Problemi all'orizzonte anche per l'ospedale dell'alta Irpinia Criscuoli, dove è risultata positiva una dottoressa. Sono stati attivati già i protocolli di sicurezza. Non va meglio nel nosocomio Moscati di Avellino, dove il sindacato degli operatori sanitari (il Nursind) denuncia la grave situazione in cui "è drasticamente precipitata la struttura".

L'appello di Daniela

Daniela De Rosa, 43 anni medico veterinario di Savignano Irpino ricoverata all’Ospedale San Pio di Benevento, ha voluto lanciare un messaggio a chi sembra non aver ancora compreso la gravità della situazione. La donna, che si trova in isolamento e sotto osservazione, ha voluto raccontare attraverso un video l'esperienza vissuta in questi giorni dopo essere stata contagiata dal Coronavirus. 

Il sindacato: “Siamo al tracollo, ci vogliono risorse umane e presidi”

Il sindacato chiede un intervento urgente delle istituzioni. "Siamo al tracollo - si legge in una nota – gli operatori sono sottoposti a turni massacranti. Manca il personale non si riesce ad arginare la carenza organizzativa. Ed è solo l'inizio. Medici e infermieri da soli e senza sosta non possono reggere. La rianimazione è piena. Bisogna che ogni reparto predisponga altri posti letto. Ci vogliono risorse umane e presidi".

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