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Stop ai colloqui per il Coronavirus, rivolta nel carcere di Salerno

Campania
Foto di archivio (ANSA)

La protesta riguarda un centinaio di detenuti e ci sarebbero danni a un piano della struttura. Sul posto è intervenuto anche il questore di Salerno e il comandante provinciale dei carabinieri

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Una rivolta è scoppiata nel carcere di Salerno-Fuorni. Secondo quanto riferisce l'Ansa, la protesta sarebbe cominciata dopo l'annunciata sospensione dei colloqui per l'allerta Coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LA SITUAZIONE IN CAMPANIA - POSITIVO UN MILITARE STATUNITENSELE MAPPE DEL CONTAGIO IN ITALIA). La sommossa riguarda circa 200 detenuti, ha riferito il sindacato di polizia penitenziaria Uspp. Inoltre, ci sarebbero danni a un piano della struttura.

Detenuti sul tetto con spranghe di ferro ricavate dalle brande

Secondo quanto si è appreso da fonti sindacali della polizia penitenziaria, i detenuti sono riusciti a salire sul tetto del carcere, presidiato all'esterno dalle altre forze dell'ordine e sorvegliato dall'alto da un elicottero. I carcerati si sono armati con spranghe di ferro ricavate dalle brande, con le quali hanno provocato danni alla struttura. Dopo aver divelto le inferriate dei finestroni, sono riusciti a salire sui tetti.

L'intervento della polizia e dei carabinieri

Per sedare la rivolta sono intervenuti gli agenti della polizia penitenziaria, guidati dal comandante Gianluigi Lancellotta, oltre a rinforzi dalla Regione. Sul posto sono giunti anche il questore di Salerno, il comandante provinciale dei carabinieri, il garante regionale per i diritti dei detenuti e il provveditore degli istituti di pena della Campania, in aggiunta ad altre autorità preposte all'ordine pubblico, mentre davanti alla struttura sono arrivate numerose pattuglie di agenti e di carabinieri.

Uspp: "Proteste simili in altre carceri"

"Proteste, per fortuna subito rientrate, come quelle in atto nel carcere di Salerno, si sono registrate oggi anche nell'istituto penitenziario di Carinola e nel carcere napoletano di Poggioreale", spiegano il segretario regionale e il presidente dell'Uspp Ciro Auricchio e Giuseppe Moretti in un comunicato congiunto. "La rivolta nel carcere di Salerno è dovuta alle restrizioni ai colloqui imposte con decreto odierno dal Governo per far fronte all'imminente rischio di diffusione del nuovo coronavirus nelle carceri.
Pur comprendendo la reazione di malcontento e il disagio della popolazione detenuta, - spiegano i due sindacalisti - nella maggior parte delle carceri la popolazione detenuta ha compreso il senso di tali restrizioni data la contingente emergenza. Questo ennesimo e grave evento critico - sottolineano - connota la precaria realtà del carcere salernitano. In più occasioni abbiamo denunciato la grave criticità che affligge il carcere di Salerno sia a causa della carenza di personale sia a causa delle carenze strutturali e di strumenti tecnologici di difesa passiva".
"Appena l'emergenza sarà rientrata - concludono - chiediamo di intervenire immediatamente per un un'incremento della dotazione organica del carcere salernitano ed un potenziamento delle risorse stanziate per un efficientamento degli impianti e degli strumenti di difesa passiva".