Napoli, cadavere trovato nel Vomero: l’11 febbraio l’autopsia

Campania

Il corpo è stato trovato in una stradina privata, cinque metri sotto via Aniello Falcone da cui è separata da una balaustra. Gli esami tossicologici stabiliranno se il ragazzo avesse bevuto e quanto e se avesse fatto uso di droghe

Fissata per martedì 11 febbraio l'autopsia sul cadavere di Guglielmo Celestino, il giovane di 19 anni trovato ieri senza vita in via Aniello Falcone, nel Vomero a Napoli. Il ragazzo, figlio di professionisti che vivono in via Caravaggio, era sparito dopo aver partecipato a una festa al Flame, uno dei locali di via Aniello Falcone, strada che conduce al quartiere collinare del Vomero e da qualche anno diventata uno dei centri della movida. A dare l'allarme è stato il fratello del 19enne facendo scattare le ricerche che hanno portato i carabinieri a ritrovare il corpo in una stradina privata, cinque metri sotto via Aniello Falcone da cui è separata da una balaustra. Gli esami tossicologici stabiliranno se il ragazzo avesse bevuto e quanto e se avesse fatto uso di droghe.

Le parole dei proprietari del locale

Sulla pagina Facebook del locale è apparso il segno di lutto con un messaggio dei proprietari: "Abbiate solo rispetto per una vita spezzata troppo presto, forse per una tragica fatalità - si legge nel post - nessuno deve trarre conclusioni affrettate e senza senso. È una tragedia che mi ha spezzato il cuore, ho la fortuna di aver visto migliaia di ragazzi passare serate al Flame, divertendosi. Via Aniello Falcone è una strada sempre controllata dalle forze dell'Ordine, non ci diamo pace per questa terribile notizia. Ora l'unica cosa da fare è stare vicini alla famiglia, a chi ha perso un figlio ed un fratello".
"Non oso immaginare il dolore che stanno provando la mamma e il papà - scrive un altro dei proprietari -, penso al fratello che lo ha cercato tutta la notte, penso alla mamma del festeggiato, al festeggiato, distrutti anche loro perché si sentono in parte 'colpevoli' di averlo invitato. E il dolore immenso per un amico perso in questo modo".

Il comitato di protesta

Un comitato di protesta si è organizzato per chiedere al Comune una regolamentazione severa del funzionamento dei locali, viste anche le lamentele dei residenti della zona riguardo l'invivibilità dovuta alla movida, alla musica alta fino a tarda notte, al via vai di macchine e motorini e al vociare dei ragazzi. Sulla pagina 'Aniello Falcone', voce della protesta dei residenti, un post afferma: "Nei prossimi giorni ci sarà il tempo di capire come impedire che una tragedia del genere accada di nuovo, perché non è possibile morire a 19 anni per una festa e come arginare questa marea alcolica che ha invaso la città e, purtroppo, anche la nostra zona". Gli aderenti al Comitato si stringono attorno alla famiglia di Guglielmo: "Mentre i discobar stanno riaccendendo le loro insegne colorate e alzando i volumi degli impianti stereo come se niente fosse successo, pronti per l'ennesima notte alcolica, ti promettiamo che noi non ti dimenticheremo".

Il sindaco de Magistris: "Solidarietà alla famiglia"

"In questo momento dobbiamo soprattutto esprimere solidarietà a una famiglia sconvolta", ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. "In quella zona, come in altre, ci vanno tanti figli della nostra città, persone che si vogliono godere un momento di tranquillità e serenità. Via Aniello Falcone è una delle aree della movida più monitorate dalle forze dell'ordine e dalla polizia municipale. Ora bisogna capire cosa sia accaduto prima di emettere giudizi di colpevolezza". Per quanto riguarda il tema della movida, de Magistris ha ricordato che nel corso di questi anni sono state emesse diverse ordinanze "che vengono rispettate" e che il tema della vendita di alcolici ai minori è stato più volte affrontato in sede di Comitato per l'Ordine e la sicurezza. "È una questione molto seria - ha affermato -. Le ordinanze ci sono, ma non sempre sono applicate con puntualità. Se un locale vende alcolici ai minorenni va sanzionato e se recidivo va chiuso ma i locali chiusi per tale recidiva sono molto pochi e non spetta al sindaco eseguire le sanzioni".

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