Truffa a danni dello Stato, 10 misure cautelari a Benevento

Campania

I soggetti sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e autoriciclaggio

La guardia di finanza ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Benevento al termine di un'indagine nei confronti di altrettanti soggetti accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e autoriciclaggio. Sequestrati anche beni e società per un valore complessivo di quattro milioni di euro.

Le indagini

L'inchiesta, nell'ambito della quale risultano esserci complessivamente 110 indagati, ha portato alla scoperta di una truffa in materia di indennità assistenziali (disoccupazione e maternità) e contributi figurativi utili ai fini pensionistici, messa in piedi da un gruppo di persone, cinque finite agli arresti domiciliari e cinque all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, che attraverso un reticolo di società, definite cartiere, riuscivano a effettuare centinaia di assunzioni per poi intascare indennità e contributi.

Il sequestro

Il denaro guadagnato illecitamente confluiva alla fine su conti correnti situati all'estero, a Malta o in Lussemburgo. Di qui il sequestro preventivo, disposto dal gip, anche per l'equivalente del profitto dei reati tributari e delle truffe fino alla concorrenza del valore complessivo di quasi quattro milioni di euro nonché al sequestro delle 17 società utilizzate per la commissione dei reati, mentre si sta procedendo, mediante coordinamento con Eurojust, al sequestro dei conti correnti aperti all'estero.

Il procuratore: "Duro colpo a chi sfrutta la povertà per arricchire pochi"

"I canali 'privilegiati' di acquisizione di notizie segrete relative alle indagini - ha spiegato il procuratore della Repubblica di Benevento, Aldo Policastro -, con particolare riferimento alle intercettazioni autorizzate dalla magistratura nei loro confronti, non sono bastate a frenare l'inchiesta nei confronti di alcuni soggetti che avevano dato vita a una vera e propria associazione a delinquere finalizzata, dopo assunzioni fittizie attraverso alcune società, a riscuotere le indennità di disoccupazione dall'Inps erogate ai 'falsi' occupati, per lo più gente bisognosa. È un duro colpo a chi sfrutta la povertà per arricchire pochi", ha concluso.

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