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Whirlpool, incontro al Mise: al via procedura di cessione del ramo d’azienda

7' di lettura

L’annuncio durante il tavolo tecnico tenutosi al Mise. La decisione è stata definita dalla sottosegretaria Alessandra Todde "una grave scorrettezza". Tensioni fra i circa 200 i lavoratori in presidio in via Molise

Whirlpool Emea ha comunicato a sindacati e istituzioni che trasferirerà il ramo d'azienda di Napoli alla società Passive Refrigeration Solutions S.A. (Prs). L'annuncio durante l'incontro istituzionale tenutosi al Mise e da poco concluso. "A seguito di attente valutazioni - comunica la stessa azienda in una nota - condivise nel corso del confronto con le parti, il trasferimento del ramo d'azienda rappresenta l'unico modo per tutelare la massima occupazione a Napoli e offrire un futuro sostenibile di lungo termine allo stabilimento che, in alternativa, avrebbe cessato ogni attività produttiva", si legge in una nota.

La sottosegretaria al Mise Alessandra Todde: "Grave scorrettezza"

La decisione è stata definita in una nota dalla sottosegretaria al Mise Alessandra Todde (M5S), che ha presieduto il tavolo tecnico, "una grave scorrettezza da parte della multinazionale nei confronti sia del Governo che dei lavoratori", decisione che "non solo disattende gli impegni presi in questi mesi di confronto al Mise, ma anche l'accordo sottoscritto nel mese di ottobre del 2018 con cui le istituzioni si sono impegnate a supportare con incentivi e ammortizzatori sociali il piano industriale della Whirlpool in Italia". L'azienda "ha interrotto il prosieguo del confronto sulle altre opzioni proposte nel corso dei precedenti incontri tenutesi al Ministero, che prevedevano anche investimenti in prodotti di alta gamma o lo spostamento in Italia di alcune produzioni realizzate all'estero dal Gruppo Whirlpool", continua la nota del Mise. "Ferma contrarietà" anche da parte del vicecapo di Gabinetto, Giorgio Sorial: "il Governo non può accettare il comportamento dei vertici della Whirlpool, che hanno sempre trovato il supporto e la collaborazione di tutte le istituzioni per individuare una soluzione condivisa finalizzata a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei lavoratori del sito di Napoli".

Whirlpool: "Saranno mantenuti i livelli occupazionali"

Prs "ha elaborato un progetto di riconversione che individua nello stabilimento di Napoli una struttura idonea alla produzione di sistemi di refrigerazione passiva","la nuova missione sarà in grado di mantenere gli attuali livelli occupazionali". Così Whirlpool che si dice "sin da ora impegnata a sostenere un costo significativo dell'operazione di vendita, quantificabile in 20 milioni di euro, per la nuova missione del sito di Napoli, che garantirà, per tutti i lavoratori, i diritti acquisiti, le tutele reali e il livello retributivo corrente". Whirlpool e Prs si dicono, nella nota diffusa da Whirlpool al termine dell'incontro al Mise, "disponibili a effettuare con i sindacati e le controparti istituzionali l'esame congiunto del trasferimento del ramo d'azienda e del piano industriale che garantirà nuova vita allo stabilimento di Napoli e ai suoi 410 dipendenti". "Come indicato nella comunicazione ufficiale, che sarà notificata domani, 18 settembre, alle organizzazioni sindacali e ai Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali, l'atto di cessione del ramo d'azienda sarà perfezionato entro il 31 ottobre 2019 e avrà efficacia a decorrere dal 1 novembre 2019", conclude la nota.

Fiom: "Sindacati verso lo sciopero"

"Domani ci sarà un'assemblea a Napoli sulla conferma del blocco dei cancelli e dopodomani una riunione dei delegati di tutti gli stabilimenti in Italia che decideranno data e appuntamento dello sciopero o degli scioperi nazionali". Lo ha detto Barbara Tibaldi, della segreteria nazionale Fiom, aggiungendo che si tratta di una decisione unitaria di Fiom, Fim e Uilm e annunciando una manifestazione nazionale "Decideremo dove portarla, spero sotto al centro direzionale di Napoli". La stessa Tibaldi ha definito l’avvio della procedura "offensivo" durante l’incontro, ricordando ai vertici aziendali presenti l'accordo firmato dalle parti lo scorso 25 ottobre. "La procedura prevederebbe un confronto tra le parti, ma non mi sembra ne abbiate intenzione - ha detto Tibaldi rivolta ai vertici dell'azienda -. Vi invito ad avere rispetto per i lavoratori". Sono circa 400 i dipendenti della sede campana di Whirlpool, ancora a rischio chiusura nonostante il piano di incentivi dal valore di 17 milioni di euro inserito dallo scorso governo nel dl Imprese proprio per salvare questa situazione. 

Uilm: "Il Governo passi dalle parole ai fatti"

La Uilm esprime in una nota la sua "più dura contrarietà alla dismissione di Napoli, poiché fin troppe operazioni di reindustrializzazione sono fallite miseramente in questi anni e perfino quelle avviate da Whirlpool a Caserta o dalla sua controllata Embraco a Torino sono in gravissimo ritardo", prosegue la nota ricordano che c'è un accordo sottoscritto "non solo con il sindacato ma anche con le istituzioni italiane ad ottobre del 2018, che deve essere rispettato". Al Governo "chiediamo di passare dalle parole ai fatti. L’allora ministro Di Maio aveva promesso di colpire Whrilpool se avesse dismesso Napoli e di sostenerla se invece avesse rilanciato l’attività produttiva, ma la norma poi varata ha colto solo in minima parte le nostre richieste e si è dimostrata del tutto insufficiente", conclude la nota.

Momenti di tensione al presidio dei lavoratori

Intanto circa 200 lavoratori della sede campana di Whirlpool, arrivati a Roma con quattro pullman da Napoli, si sono riuniti in presidio in via Molise, chiedendo che i sindacati lascino l'incontro e vengano a parlare con loro. La notizia della cessione del ramo d'azienda che li riguarda, con l'individuazione di un nuovo partner, ha generato tensioni. Alcuni manifestanti si sono infatti scagliati verbalmente e fisicamente contro i rappresentanti sindacali, alcuni dei quali si sono protetti restando dietro ai cancelli del ministero. I lavoratori respingono la possibilità che Whirlpool ceda il ramo d'azienda di Napoli a un'altra società. Le forze dell'ordine presenti sono intervenute per tranquillizzare i lavoratori.

Il tavolo tecnico

L'incontro è stato presieduto dalla neo sottosegretaria del Movimento 5 Stelle, Alessandra Todde. L'ultimo tavolo istituzionale al ministero su questa vertenza si è tenuto lo scorso 25 luglio, quando l'azienda si impegnò a rilanciare lo stabilimento con una riconversione. La scorsa settimana Whirlpool stessa ha autoconvocato un incontro con i soli sindacati per annunciare importanti novità sul sito, incontro che però è saltato in vista di quello odierno.

L'appello dei sindacati al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli

A seguito dell'incontro è stata convocata dal capo di gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, una riunione ristretta con i soli rappresentanti sindacali, durante la quale i sindacati hanno chiesto al governo un ulteriore passaggio con l'azienda per farle cambiare decisione sulla cessione del sito di Napoli. "Decideremo poi azioni necessarie per salvaguardare lo stabilimento", ha detto Alessandra Damiani della segreteria nazionale della Fim Cisl al termine della riunione. "Chiediamo al ministro Stefano Patuanelli di riconvocare il tavolo per pretendere il rispetto dell'accordo di ottobre 2018", dice anche Gianluca Ficco della Uilm e aggiunge che se Whirlpool viola quell'accordo, di cui è firmatario lo stesso Ministero, dismettendo Napoli, "non solo colpisce centinaia di famiglie ma dà un segnale inequivocabile di ritiro dall'Italia con grave rischio per tutte le altre fabbriche italiane in difficoltà".

Le parole dell'azienda

"Il drastico declino della domanda di lavatrici di alta gamma a livello internazionale e il conseguente calo della produzione hanno portato lo stabilimento di Napoli ad operare al di sotto del 30% della propria capacità produttiva - spiega la nota di Whirpool Emea - determinando così una situazione non più sostenibile per l'azienda e per i propri dipendenti". Tali condizioni, "non previste né in alcun modo prevedibili al momento della sottoscrizione del Piano Industriale del 25 ottobre 2018, sono imputabili in particolare a un contesto macro economico generale di crisi che ha investito in particolar modo alcuni dei mercati più rilevanti tra cui Stati Uniti d'America, India, Argentina e i principali in ambito Emea", prosegue l'azienda. Nonostante gli "ingenti investimenti realizzati negli ultimi 10 anni per circa 100 milioni di euro e le strategie commerciali messe in atto, dal 2009 ad oggi i volumi di produzione del sito si sono ridotti da circa 700.000 a circa 250.000 pezzi annui con un calo delle vendite nel primo semestre del 2019 pari al 36% a livello di export internazionale e del 19% nella sola area Emea". Lasciando il Mise i vertici aziendali si sono detti aperti al confronto: "Speriamo che al di là delle parole ferme e dure che oggi sindacati e governo hanno rivolto alla cessione del ramo d'azienda, qualcuno ci faccia arrivare un segnale per ritrovarsi a un tavolo e condividere il piano industriale che Prs ha già approntato".

Data ultima modifica 17 settembre 2019 ore 18:32

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