Torre Annunziata, casa trasformata in piazza di spaccio: tre arrestati

Campania

In manette sono finiti una donna e due uomini, appartenenti alla stessa famiglia. I tre coordinavano una rete di spaccio di cocaina dalla loro abitazione e si avvalevano anche dell’aiuto di minori 

Avevano trasformato il loro appartamento nel parco dei Poverelli, a Torre Annunziata (Napoli), in una piazza di spaccio di cocaina, avvalendosi anche dell’aiuto di minorenni e in alcuni casi perfino di bambini con meno di 10 anni. In esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale oplontino in seguito alle indagini condotte d'intesa con la Procura, la polizia ha arrestato Rita Ferraiuolo, di 37 anni, il marito Andrea Evacuo, di 40 anni, e il figlio maggiore Pasquale, di 20 anni. La donna è stata condotta nel carcere femminile di Pozzuoli, mentre i due uomini sono detenuti a Poggioreale. Durante la perquisizione, all’interno dell’abitazione sono stati trovati 20 grammi di cocaina.

La rete di spaccio

Secondo quanto emerso dalle indagini, condotte da gennaio a settembre del 2018 ma con riscontri anche nei mesi successivi, la famiglia aveva creato una vera e propria rete di spaccio, che aveva sede nel loro appartamento posto al primo piano di una palazzina di Torre Annunziata, contro il quale, lo scorso 15 dicembre, furono esplosi 12 colpi di pistola, con il ferimento accidentale di una persona che si trovava nell'abitazione. Secondo gli inquirenti, a comandare le operazioni era Rita Ferraiuolo mentre il marito, che all’epoca dei fatti era già ai domiciliari, prendeva attivamente parte alla cessione delle dosi di stupefacenti. Il figlio Pasquale, invece, ex calciatore del Sorrento, era incaricato di trasportare la droga nei luoghi prestabiliti, spingendosi proprio sino alla penisola sorrentina. Grazie ad attività tecniche disposte dalla Procura, i poliziotti hanno potuto accertare il grosso volume di affari creato dalla famiglia. La cessione della droga veniva compiuta prevalentemente dai pusher, i quali erano tutelati da vedette che controllavano e vigilavano sull'intera area lungo il viale principale delle palazzine. Per portare a termine le attività illecite, si avvalevano anche dell’aiuto di minori.

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