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Napoli: Whirlpool chiude stabilimento, sciopero dei lavoratori

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6' di lettura

L'azienda vuole riconvertire il sito del capoluogo partenopeo e cedere il ramo a una terza società. L'annuncio è stato dato oggi nel corso di un incontro con i sindacati. L'incontro con Di Maio il 4 giugno

Whirlpool EMEA (Europe Middle East Africa) intende procedere con la riconversione del sito di Napoli e la cessione del ramo d'azienda a una società terza, "in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano". È quanto ha annunciato l'azienda durante un incontro, avvenuto oggi, venerdì 31 maggio, a Roma, tra i vertici e i rappresentanti dei sindacati, per un aggiornamento sul Piano Industriale Italia 2019-2021. È stata immediata la proclamazione di uno sciopero dei lavoratori in tutti i siti italiani del gruppo e la richiesta di un incontro con il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

Incontro con Luigi Di Maio

L'incontro tra sindacati e ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio è stato convocato per martedì 4 giugno presso il Mise. Lo fanno sapere gli stessi sindacati, che aggiungono che "diamo per scontato che il Governo chieda a Whirlpool di rispettare l’accordo sottoscritto il 25 ottobre 2018 in sede istituzionale, non solo per elementari esigenze di tutela dei lavoratori, ma anche perché di quell’accordo fu sottoscrittore anche lo stesso ministro". Subito dopo l'annuncio di Whirlpool, una delegazione sindacale si è recata al Mise, per chiarire la gravità della situazione e ottenere la convocazione del tavolo. I sindacati fanno sapere anche che assemblee e scioperi sono stati indetti in tutti gli stabilimenti del gruppo.

Il ministro Di Maio: "Da azienda mancanza di rispetto"

"Stracciando l'accordo del 25 ottobre i nuovi vertici di Whirlpool hanno mancato di rispetto ai lavoratori, ancor prima che al ministero dello Sviluppo Economico e al governo stesso". Così il ministro dello Sviluppo Economico Luigi di Maio su Facebook. "Pretendo che venga puntualmente fatta chiarezza" ha aggiunto, sottolineando di essere pronto a "rimettere in discussione l'intero piano industriale e a verificare l'utilizzo che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino ad oggi".

La nota di Whirlpool

"Nei prossimi giorni, Whirlpool lavorerà con le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e nazionali per definire tutti i dettagli e le tempistiche della riconversione, che saranno resi noti non appena possibile", scrive l'azienda. "Whirlpool - si legge nel comunicato - ha ribadito la strategicità dell'Italia all'interno della regione EMEA da un punto di vista industriale e commerciale e ha confermato le direttrici strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso 25 ottobre presso il Mise; in particolare gli investimenti pari a 250 milioni per il triennio 2019-2021 in attività di innovazione, prodotto, processo e ricerca e sviluppo nei suoi siti industriali in Italia. Nei primi mesi del 2019 sono già stati allocati oltre 80 milioni di euro. Sono stati inoltre riconfermati per i siti di Cassinetta di Biandronno - VA (polo EMEA per i prodotti da incasso per le categorie freddo e cottura), Melano - AN (hub regionale per i piani cottura ad alta gamma) e Siena (dedicato alla produzione di congelatori orizzontali) la specializzazione in atto e i volumi produttivi e occupazionali previsti dal Piano Industriale firmato lo scorso ottobre. Il trasferimento a Comunanza (AP) della produzione delle lavatrici e lavasciuga da incasso dalla Polonia è stato altresì confermato. Il sito beneficerà quindi di un incremento dei volumi che porterà la produzione totale a oltre 800 mila unità".

Sindacati: "No a chiusura"

"Diciamo no alla chiusura della Whirlpool di Napoli, vìola gli accordi presi con sindacato e Governo e segna volontà di disimpegno dall'Italia", hanno detto Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm, responsabile dei settori auto e elettrodomestici, e Antonello Accurso, segretario generale della Uilm Campania. "La decisione dell'azienda di chiudere lo stabilimento di Napoli - hanno aggiunto - colpisce quattrocentocinquanta famiglie, offende un territorio già duramente provato dalla crisi e dalla disoccupazione, vìola un accordo che la multinazionale aveva siglato ad ottobre 2018 con le organizzazioni sindacali e il Governo, secondo cui nessuno stabilimento avrebbe dovuto chiudere, e segna quindi l'intenzione di disimpegnarsi dall'Italia. Lotteremo con tutte le nostre forze per scongiurare una decisione così scellerata. Whirlpool ha provato a imbellettare la sua decisione parlando di 'vendita della fabbrica', ma si tratta di eufemismi che suonano come una presa in giro e che rischiano di esacerbare ancora di più gli animi in una terra con enormi problemi sociali". "Chiediamo al Ministero dello Sviluppo economico - hanno concluso Ficco e Accurso - di convocarci immediatamente, per esigere da Whirlpool il rispetto dell'accordo sottoscritto il 26 ottobre 2018, in cui, in cambio di una proroga degli ammortizzatori sociali, non solo si garantisce la permanenza di tutte le fabbriche italiane, ma addirittura ci si impegna a concentrare proprio a Napoli l'intera produzione delle lavatrici di alta gamma. Il Governo deve costringere Whirlpool a tenere fede agli impegni sottoscritti in sede istituzionale, altrimenti l'Italia perderà ogni credibilità e la multinazionale si disimpegnerà progressivamente dal nostro Paese chiudendo uno stabilimento dopo l'altro".

Uil: "Non accettiamo chiusura"

"Non possiamo accettare la chiusura del sito Whirlpool di Napoli: metteremo in campo tutte le azioni necessarie e saremo al fianco della categoria dei metalmeccanici e dei lavoratori per salvaguardare il loro posto di lavoro ed il loro futuro", ha detto Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania. "Il nostro appello va anche a tutte le istituzioni territoriali, affinché si faccia tutto il possibile per garantire l'occupazione nel sito di Napoli della Whirlpool - aggiunge - una multinazionale che dovrebbe avere la consapevolezza e la responsabilità che tali decisioni vedranno delle serie conseguenze, perché gli accordi vanno rispettati e non possono essere calpestati in questo modo". 

Le parole di Fiom-Cgil

"Whirlpool annuncia la chiusura dello stabilimento di Napoli: immediato lo sciopero in tutto il gruppo e su tutti i turni. La multinazionale rispetti il piano industriale firmato al Ministero. Noi non ci stiamo ai licenziamenti per delocalizzazione, dal momento che, tra l'altro, l'azienda usufruisce di tutto il sostegno possibile attraverso gli ammortizzatori sociali per la riorganizzazione dopo l'acquisizione di Indesit. Ora basta!". Lo dichiara in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil.

Cgil: "Si abbandona Campania per investire al Nord"

"Whirlpool abbandona Napoli e la Campania per investire al Nord, mettendo a rischio non solo i 420 dipendenti dello stabilimento di via Argine ma l'intero indotto che in Campania, in provincia di Avellino, lavora in esclusiva facendo triplicare il numero di chi resterà senza lavoro né reddito. Tutto questo dopo che sei mesi fa l'azienda aveva varato un nuovo piano industriale che prevedeva investimenti fino al 2021 e aumento delle ore di lavoro negli stabilimenti di Napoli e Carinaro, dove centinaia di lavoratori ancora non hanno trovato la piena saturazione, contrariamente a quanto previsto dagli accordi del 2015 e che ancora aspettano le ulteriori e nuove reindustrializzazioni previste dalle diverse intese, per poter ritornare a produrre. Ora tutto cambia di nuovo, con l'azienda che lascia la nostra regione per andare ad investire 70 milioni di euro al Nord. Siamo di fronte all'ennesimo grave danno per gli apparati industriali in Campania, oltre ad essere preoccupati per il futuro. Il Mise e il ministro Di Maio intervengano in prima persona convocando nuovamente azienda ed organizzazioni sindacali per scongiurare l'ennesima crisi industriale della Campania". È quanto dichiarano in una nota congiunta il segretario generale Cgil Campania, Nicola Ricci e il segretario generale Fiom Cgil Campania, Massimiliano Guglielmi.

Data ultima modifica 31 maggio 2019 ore 17:45

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