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Napoli, ambulanza in emergenza bloccata tra la folla della movida

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Il mezzo di soccorso, in codice rosso, ha impiegato 20 minuti per percorrere poche centinaia di metri. I presenti non si sono spostati nemmeno dopo l'intervento di una pattuglia dell'Esercito 

Venti minuti per arrivare a soccorrere un giovane che aveva perso conoscenza, questo il tempo impiegato da un'ambulanza per percorrere poche centinaia di metri a causa del muro umano di giovani fermi in strada nella zona della movida di Napoli.

La ricostruzione

Secondo quanto ricostruito i presenti non si sono spostati dalla via nemmeno quando è intervenuta la pattuglia dell'Esercito presente sul posto. Durante il passaggio il mezzo di soccorso sarebbe stato addirittura preso a pugni sulle fiancate dalla folla. A denunciare l'ennesima aggressione agli operatori sanitari è l'associazione Nessuno tocchi Ippocrate. "L'ambulanza della postazione Chiatamone ha impiegato circa 20 minuti per raggiungere in codice rosso il giovane, che si è poi ripreso. Ed altri 10 minuti sono stati necessari per uscire dalla folla. Con grande difficoltà e dopo una perdita di tempo prezioso, l'ambulanza è riuscita a trasferire il giovane in pronto soccorso. Non ci sono commenti, restiamo basiti", commentano gli esponenti dell'associazione.

Le parole di Borrelli

"Ritengo molto grave quanto denunciato dall'associazione Nessuno tocchi Ippocrate sui fatti accaduti alle 2.00 del mattino di domenica nella zona dei baretti di Chiaia dove un equipaggio del 118, chiamato per soccorrere un giovane che aveva perso conoscenza, ha trovato estrema difficoltà a raggiungere la persona da soccorrere – ha commentato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, prima di aggiungere - Nel caos della movida un gruppo di imbecilli, invece di facilitare le operazioni, ha colpito l'ambulanza con una ventina di pugni alle fiancate e alle portiere mentre transitava per via Bisignano. Un comportamento incivile che avrebbe potuto mettere a rischio lo stesso intervento di soccorso". Dure le parole di Borrelli che ha proseguito: "Ormai non si contano più gli episodi di aggressione ai danni del personale sanitario che opera in emergenza e di certo non è concepibile proseguire in questo modo. È necessario trovare soluzioni tecnologiche, come le videocamere a bordo, per riuscire a identificare e punire chi intralcia le operazioni di soccorso mettendo a repentaglio la vita delle persone e l'incolumità del personale".

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